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Smart city, le soluzioni Enel X per una città più pulita e vivibile

Dall'elettrificazione dei trasporti all'efficientamento del patrimonio edilizio, ecco come le PA possono trasformare due preziosi asset in strumenti della decarbonizzazione urbana, migliorando i servizi cittadini e la qualità della vita

Smart city

In collaborazione con Enel X

(Rinnovabili.it) – L’azione climatica a livello urbano è essenziale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione a livello globale. Oggi le città ospitano nei loro perimetri oltre la metà della popolazione mondiale e sono responsabili dei due terzi del consumo energetico planetario e di oltre il 70% delle emissioni annuali di carbonio (dati IEA). 

Numeri che potrebbero crescere a livello esponenziale se si considera che l’atteso aumento demografico alimenterà inevitabilmente l’inurbamento. In questo contesto i nuovi modelli di smart city offrono agli amministratori locali un’opportunità irrinunciabile per partecipare alla transizione ecologica, migliorando al contempo la vivibilità del territorio. Grazie alle nuove tecnologie digitali, all’elettrificazione dei consumi e all’efficienza energetica è possibile rendere la decarbonizzazione delle città uno strumento per migliorare i servizi urbani e soprattutto la qualità della vita. Come? Lo spiega Enel X nel nuovo webinar dedicato alle soluzioni per le città intelligenti con un focus sull’elettrificazione del TPL e sull’efficientamento del patrimonio edilizio. 

Come ricordato in apertura da Armando Fiumara, Head of e-Bus di Enel X Italia, quando si parla di smart city non si parla di un modello fisso ma di un set di soluzioni e di servizi pensati e realizzati per adattarsi alla specifica comunità, rendendola più attrattiva sotto il profilo dello sviluppo economico, sociale ed ambientale. E trasformandola in una protagonista della transizione energetica.

In questo contesto, ottimizzare la gestione energetica di fabbricati e immobili così come modernizzare i trasporti cittadini aiuta lo stesso sistema energetico nazionale fornendo nuova flessibilità e resilienza. Ovviamente questi due pilastri di intervento si innestano nella più ampia visione che Enel X ha delle smart city e che include oltre all’illuminazione pubblica a Led e ai servizi smart per la pubblica amministrazione come sistemi di sicurezza integrati, tecnologie di telecontrollo e illuminazione adattiva, anche le comunità energetiche rinnovabili e i nuovi modelli di autoconsumo diffuso. Tutti servizi nativamente digitalizzati e interconnessi fra loro in un approccio ecosistemico orientato al futuro.

Elettrificare il trasporto pubblico locale

Oggi Enel X è il più grande operatore di e-bus al mondo. “Abbiamo ormai raggiunto i 4.000 autobus elettrici circolanti nel mondo, con una legacy importante in America Latina, in particolare a Santiago del Cile”, ha rivelato Fiumara. “Ma stiamo portando avanti progetti importanti anche in Italia”. L’azienda è oggi impegnata ad aiutare le società concessionarie del trasporto pubblico così come i privati che operano nel campo a dotarsi di mezzi elettrici e dell’infrastruttura di ricarica e gestione attraverso una serie di servizi digitali e intelligenti. Rispetto ai sistemi di trasporto tradizionali, le flotte elettrificate richiedono una differente progettazione. Come sottolinea Fiumara “Bisogna portare all’interno dei depositi anche le infrastrutture di ricarica, dotarli quindi di una rete stabile e potente a sufficienza da poter reggere quel tipo di  potenze e anche pianificare il servizio in maniera diversa in modo tale che i mezzi abbiano sempre sufficiente capacità e autonomia per poter gestire adeguatamente le linee”. 

Una scelta, dunque, apparentemente più complessa, premiata però dai risultati. “Quello che noi rileviamo nei siti in cui abbiamo realizzato questo tipo di progetti è una riduzione dei costi operativi mediamente intorno al 18% e un allungamento della vita utile dei veicoli di circa il doppio rispetto a quelli tradizionali”.

La società offre due tipologie di servizio. Il più completo è l’e-bus as service che prevede sia la dotazione di veicoli con una formula tipo leasing cercando sul mercato la soluzione migliore per il cliente, sia la progettazione e la realizzazione dei punti di ricarica attraverso le soluzioni offerte da Enel X Way, garantendo in questo modo la fornitura dell’energia elettrica (rigorosamente green) , la gestione e la manutenzione per un certo numero di anni del servizio di ricarica e il trasferimento su Enel X di tutti i rischi di progetto (tecnologici, di costruzione, di performance operativa). Tutto ciò viene fatturato al cliente in un prezzo di euro a chilometro, ossia proporzionale alla percorrenza dei mezzi una volta in attivo: il cliente non paga più per i mezzi, punti di ricarica e manutenzione ma per i chilometri di cui ha effettivamente bisogno

 Esiste anche una seconda tipologia “più light” nel caso l’amministrazione o l’azienda di TPL possieda già mezzi elettrici. È la charging as a service.Enel X si occupa di progettare e realizzare l’infrastruttura fornendo l’energia 100% rinnovabile ma non i veicoli.

Non solo. L’approccio adottato da Enel X permette di integrare l’elettrificazione del trasporto pubblico con servizi orientati al bilanciamento dei consumi o più in generale alla smart city. Ad esempio è possibile aggiungere soluzioni di efficienza energetica, impianti fotovoltaici per l’autoproduzione e accumulo a batterie. Enel X interviene anche con strumenti digitali che permettono di monitorare lo stato di salute dei mezzi e delle infrastrutture, impianti solari compresi. Tenendo sotto controllo da remoto la ricarica per evitare picchi di consumo e pianificandola in maniera intelligente in base alle reali necessità. Ovviamente tutto ciò non è limitato agli autobus pubblici ma può essere applicato anche ai mezzi di raccolta dei rifiuti, bus privati, agli scuolabus e alle navette. E con mirati aggiustamenti anche ai veicoli del trasporto extra urbano.

Il primo progetto italiano di e-bus as a service lo ha sperimentato Torino con 14 e-bus e il pacchetto completo di servizi. “Replicato” successivamente a Roma ma con 20 scuolabus elettrici per il trasporto di alunni con bisogni educativi speciali e ridotta capacità motoria.

Ancora più innovativo il pacchetto progettato per Trento che offre anche una ricarica veloce degli autobus elettrici attraverso pantografi lungo il percorso e non soltanto al deposito

Smart city, come rendere l’edilizia pubblica a prova di futuro

Gli edifici sono uno degli assi principali attraverso cui identificare le smart city, soprattutto quelli pubblici. Ma il patrimonio immobiliare della PA italiana è immenso e porta con sé diversi nodi storico-artistici, architettonici e paesaggistici che chiedono inevitabilmente interventi e proposte mirate per renderli parte della trasformazione. L’obiettivo principale è ridurre i consumi dell’edificio stesso ma anche migliorare la generazione del vettore energetico, puntando ad una progressiva decarbonizzazione e modernizzazione. Che tipologia di interventi è possibile adottare? “Intanto ci aiuta molto, anche se come soluzione tecnica è rimasta ferma al 2016, il Conto Termico”, ha spiegato Alfredo Sbarra, Head of Smart Building, Enel X Italia. “Lo strumento ci permette attraverso il GSE e attraverso una soluzione ESCO di abbattere quelli che sono i costi degli interventi. In modo particolare su quelli che sono gli edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building)”.

Per la trasformazione in edifici con impatto ambientaleprossimo allo zero il Conto termico prevede infatti un incentivo massimo erogabile di 1.500.000 – 1.750.000 euro in relazione alla zona climatica, e un costo unitario ammissibile per metro quadro di 500 euro (zone A, B, C) –  575 €/mq (zone D, E, F). Viene anche “inserito un contributo da parte di Enel e condiviso con la stazione appaltante  attraverso un canone di disponibilità rispetto al loro consumo storico di base”. 

Uno dei primi interventi possibili è l’installazione di sistemi fotovoltaici soprattutto dove sono presenti coperture piane che non presentano vincoli paesaggistici. “Il dimensionamento dell’impianto è estensivo, quindi tutta la superficie disponibile fornita da stazione appaltante, comune o PA, viene coperta di pannelli solari”. L’energia prodotta viene utilizzata in autoconsumo per soddisfare le necessità elettriche dell’immobile e il surplus può essere reimmesso in rete o essere condiviso con una comunità energetica. Infine accoppiando all’impianto fotovoltaico un sistema d’accumulo è possibile migliorare ulteriormente la gestione energetica e assicurare la continuità elettrica. 

Riscaldamento e raffrescamento rappresentano una voce importante dei consumi ed offrono pertanto un’interessante opportunità di intervento. In questo caso l’offerta di Enel X punta sull’utilizzo di pompe di calore che permettono di gestire meglio le efficienze del sistema. Si parte dalle classiche aria-acqua a bassa temperatura fino ai sistemi VRV (flusso di refrigerante variabile) in cui è possibile collegare un ampio numero di unità interne ad una unità esterna. Quest’ultimi impiegano un gas refrigerante che cede direttamente calore o freddo all’ambiente, senza l’utilizzo di un ulteriore vettore, per un rendimento superiore e un’inerzia più bassa.

Ma per ottenere i migliori risultati è importante che l’edificio abbia la giusta coibentazione. “Abbiamo una tecnologia che ci permette tramite un cappotto combinato con particolari materiali, di ottenere sistemi che possono unire l’effetto di isolamento termico a quello antisismico. Si tratta di un intervento non invasivo che può migliorare le esigenze termiche e di sicurezza sismica”, aggiunge Sbarra. Associato a ciò la società può intervenire con la ventilazione meccanica controllata per migliorare l’ossigenazione degli ambienti interni, recuperando nel contempo il calore dell’aria in espulsione.  “Quello che noi offriamo alle amministrazioni pubbliche è intervenire con progetti di riqualificazione energetica attraverso lo strumento del project financing”, prevedendo il set degli interventi assieme all’ente in fase di pre-progettazione. La PA ottiene così un risparmio fin dal primo anno senza aver effettuato alcun investimento iniziale.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Solare fotovoltaico in Italia

Solare fotovoltaico in Italia, cosa dice il rapporto GSE

Lo scorso anno sono entrati in esercizio circa 371.500 impianti fotovoltaici in Italia, in grande maggioranza di taglia inferiore a 20 kW, per una capacità complessiva di oltre 5,2 GW. Una crescita che conferma il primato nazionale della Lombardia in termini di potenza installata, seguita con un certo distacco dalla Puglia

Solare fotovoltaico in Italia
via depositphotos

Online il Rapporto Statistico 2023 sul Solare Fotovoltaico in Italia

Ben 5,2 GW di aggiunte che portano la potenza cumulata totale a 30,31 GW e la produzione annuale a quota 30.711 GWh. Questi in estrema sintesi i dati del solare fotovoltaico in Italia, riportati nel nuovo rapporto del GSE. Il documento mostra le statistiche del settore per il 2023, offrendo informazioni importanti non solo sui sistemi ma anche sulla dimensione dei pannelli solari, la tensione di connessione, il settore di attività, l’autoconsumo e persino sull’integrazione di eventuali batterie. Uno sguardo approfondito per capire come sta crescendo il comparto, ma anche per evidenziare potenzialità e criticità.

Solare Fotovoltaico Italiano, la Crescita 2023 in Numeri

Nel 2023 il fotovoltaico nazionale ha messo in funzione 371.422 nuovi impianti solari per una potenza complessiva di poco superiore ai 5,2 GW. La crescita ha ricevuto i contributi maggiori, in termini di numero di sistemi, da regioni come la Lombardia (con il 17,5% dei nuovi impianti fv 2023), il Veneto (13,2%), l’Emilia-Romagna (9,8%) e la Sicilia (6,9%). Scendendo ancora di scala sono invece le provincie di Roma (3,9%), Brescia (3,6%) e Padova (3,1%) quelle a detenere la quota maggiore di aggiunte. Per buona parte dell’anno questo progresso si è affidato ai piccoli impianti di taglia residenziale, che hanno lasciato il posto sul finire del 2023 ad una nuova spinta del segmento C&I.

Produzione fotovoltaica in Italia

Altro dato importante per il 2023: la produzione del solare fotovoltaico in Italia. Lo scorso anno tra nuovi impianti e condizioni meteo favorevoli, il parco solare nazionale ha prodotto complessivamente 30.711 GWh di energia elettrica (dato in crescita del 9,2% sul 2022), con un picco nel mese di luglio di oltre 3,8 TWh.

Se ci si focalizza, invece, solo sull’autoconsumo fotovoltaico, il rapporto del GSE indica che lo scorso 7.498 GWh sono stati prodotti e consumati in loco. Un valore pari al 24,8% della produzione netta complessiva. A livello regionale la percentuale di energia autoconsumata rispetto all’energia prodotta risulta più alta in Lombardia, Liguria e Campania. A tale dato se ne associa un altro altrettanto interessante: quello dei sistemi di accumulo. Lo scorso anno risultavano in esercizio 537.000 sistemi di storage connessi ad impianti fotovoltaici, per una potenza cumulata di 3,41 GW.

leggi anche Direttiva EPBD e fotovoltaico: scadenze e potenzialità

Solare Fotovoltaico, la Potenza in esercizio in Italia

Le nuove aggiunte 2023 hanno portato il dato della potenza fotovoltaica totale cumulata in Italia ad oltre 30,31 GW e quello della potenza pro capite nazionale a 514 W per abitante. Nel complesso sono attivi sul territorio 1.597.447 impianti fotovoltaici, di cui il 94% rientra nella taglia fino a 20 kW. Sono, per intenderci, i piccoli impianti realizzati solitamente sui tetti degli edifici. Non sorprende quindi scoprire che la superficie occupata dagli impianti fotovoltaici a terra a fine 2023 risultava di soli 16.400 ettari. In questo contesto le regioni con la maggiore occupazione di superficie del suolo da parte del solare fotovoltaico risultano essere: la Puglia (4.244 ettari), la Sicilia (1.681 ettari) e il Lazio (1.527 ettari).

Sul fronte della potenza attiva, viene confermato il primato del Nord Italia con il 48,0% del totale nazionale grazie al traino di Lombardia (13,8%), Veneto (10,4%) ed Emilia Romagna (10%). Segue il 34,7% delle regioni meridionali, con la Puglia che da sola fornisce il 10,9% della potenza, e quindi il contributo del Centro Italia.

Leggi qui il report GSE sul Solare Fotovoltaico in Italia

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Rinnovabili • Dl Agricoltura bollinato

Dl Agricoltura bollinato, ecco l’art. sul fotovoltaico a terra

Il testo finale del decreto è stato varato dopo alcune piccole modifiche richieste dal Quirinale. Confermati i paletti sul fotovoltaico a terra salvaguardando gli investimenti del PNRR

Dl Agricoltura bollinato
Foto di Andreas Gücklhorn su Unsplash

Stop del fotovoltaico a terra con una serie di eccezioni

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, Dl Agricoltura è stato “bollinato” dalla Ragioneria di Stato e quindi varato definitivamente. Ma non prima di alcune modifiche last minute frutto del confronto con il Quirinale. Nessun ritocco significativo, tuttavia, riguarda il tanto criticato articolo di stop al fotovoltaico a terra. Il contenuto, infatti, rimane nelle linee annunciate il 6 maggio dal ministri Pichetto e Lollobrigida, cercando di salvaguardare gli investimenti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), punto fermo per il MASE.

L’articolo in questione, che passa dal 6 della prima bozza al 5 nel DL Agricoltura bollinato, riporta alcune disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo. L’intervento mira a modificare l’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, con cui l’Italia ha recepito nel proprio ordinamento la direttiva europea sulle rinnovabili RED II. 

In poche parole il testo introduce dei paletti all’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti. Come? Limitando qualsiasi intervento a lavori modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, che non comportino incremento della superficie occupata. Nessun vincolo invece per il fotovoltaico a terra se installato:

  • in cave e miniere non in funzione, abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
  • porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento;
  • siti e  impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali;
  • siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali;
  • aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri;
  • aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti.

Salvi, come promesso, anche i progetti fotovoltaici a terra se parte di una Comunità energetica rinnovabile o finalizzati all’attuazione degli investimenti del PNRR.

Il testo del Dl Agricoltura “bollinato” sul fotovoltaico

Riportiamo per intero l’articolo 5 sul fotovoltaico nella versione finale del DL Agricoltura.

ART. 5 (Disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo)

1. All’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

‹‹1-bis. L’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra di cui all’articolo 6-bis, lettera b), del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, è consentita esclusivamente nelle aree di cui alle lettere a), limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata, c), c-bis), c-bis.1), e c-ter) n. 2) e n. 3) del comma 8. Il primo periodo non si applica nel caso di progetti che prevedano impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, nonché in caso di progetti attuativi delle altre misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato con decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021, come modificato con decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023, e dal Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC) di cui all’articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, ovvero di progetti necessari per il conseguimento degli obiettivi del PNRR.››.

2. Le procedure abilitative, autorizzatorie o di valutazione ambientale già avviate alla data di entrata in vigore del presente decreto sono concluse ai sensi della normativa previgente.

Leggi anche Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

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Rinnovabili • Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

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Attiva da oltre dieci anni nel settore fotovoltaico, fin dal 2012 Sun Ballast ha saputo cogliere le necessità più concrete legate alla realizzazione di impianti FV, divenendo rapidamente il punto di riferimento internazionale per migliaia di installatori e progettisti di impianti su superfici piane.

Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

Il settore fotovoltaico costituisce oggi il principale motore della transizione energetica, e dal 2012 Sun Ballast sviluppa soluzioni in grado di semplificare tutte le fasi di realizzazione di impianti FV – dalla progettazione all’installazione – ottimizzando la sostenibilità degli investimenti e rendendo il montaggio molto più facile e veloce. Le zavorre per fotovoltaico Sun Ballast – progettate e realizzate interamente in Italia – nascono infatti come alternativa ai tradizionali (e complessi) sistemi metallici, e grazie alle loro particolari caratteristiche tecniche hanno incontrato fin da subito l’interesse di tutti i professionisti del settore. Lo sviluppo costante di nuovi sistemi e il confronto continuo con clienti e collaboratori hanno inoltre permesso all’azienda di offrire soluzioni sempre al passo con i principali trend di mercato e con le nuove esigenze degli operatori.

Oggi la gamma di zavorre Sun Ballast include decine di modelli, e i volumi produttivi raggiunti dalle numerose sedi operative assicurano la disponibilità costante del materiale in oltre 40 paesi di tutto il mondo.

Zavorre per fotovoltaico: semplicità allo stato solido

Semplici, affidabili e durature: le zavorre Sun Ballast nascono dalla necessità di semplificare le fasi di installazione, di ridurre i tempi di posa e di rendere la realizzazione di impianti FV su superfici piane sempre più conveniente e accessibile. Le strutture per pannelli fotovoltaici sono infatti realizzate in calcestruzzo di prima scelta, e uniscono in un solo componente due diverse funzioni: quella di supporto ai pannelli e quella di zavorra. In questo modo tempi e costi di installazione sono ridotti al minimo, e il montaggio si limita a pochi e semplici passaggi: basta posare la struttura, fissare il pannello alla boccola pre-inserita nel cemento e procedere con i collegamenti elettrici.

Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

La totale assenza di fori di fissaggio permette inoltre di appoggiare le zavorre su qualunque tipologia di superficie piana (ghiaia, cemento, pavimentazioni, guaine, tetti verdi, ecc.) senza forare i materiali di copertura e offrendo la possibilità di movimentare le strutture senza vincoli di posizionamento – caratteristica molto utile sia in fase di posa che durante gli interventi di manutenzione.
Un sistema semplice, veloce e modulabile, utilizzato in larga scala non solo sui grandi tetti piani di edifici commerciali e industriali, ma anche sulle piccole coperture di case e complessi residenziali.

Oltre a semplificarne la realizzazione, le zavorre per fotovoltaico Sun Ballast assicurano inoltre agli impianti FV il più alto livello di affidabilità: la speciale barra metallica di extra-rinforzo contenuta all’interno delle strutture ottimizza infatti la tenuta a tutte le sollecitazioni meccaniche, mentre l’impiego di calcestruzzo C32/40 garantisce la massima resistenza a qualunque tipo di corrosione. Grazie all’alta qualità costruttiva, le zavorre risultano così adatte a qualsiasi contesto geografico e climatico, e possono essere utilizzate in sicurezza in aree costiere, spazi urbani o zone montane.     

Ricerca costante e assistenza a 360°

Composto da oltre 15 professionisti, l’Ufficio tecnico Sun Ballast realizza ogni anno migliaia di relazioni tecniche gratuite, offrendo un’assistenza completa dalle prime fasi di progettazione alla posa dell’ultima graffa. Un supporto costante e professionale che, oltre ad alleggerire il lavoro di progettisti e installatori, accompagna il cliente nella valutazione delle soluzioni tecnico-economiche più adeguate alle specifiche caratteristiche dell’impianto o dell’edificio su cui verrà realizzato.

zavorre per fotovoltaico

Il continuo investimento nelle attività di Ricerca&Sviluppo e le numerose certificazioni ottenute grazie ai test in galleria del vento, alle prove di strappo delle boccole e alle analisi in camera climatica consentono inoltre a Sun Ballast di offrire prodotti non solo semplici ed efficaci, ma anche sicuri, affidabili e certificati.

A Intersolar 2024 la presentazione delle nuove strutture

In programma dal 19 al 21 giugno 2024, Intersolar Europe rappresenta il più importante evento europeo dedicato al mondo dell’energia solare; l’occasione perfetta per incontrare dal vivo tutti i nostri clienti e partner, ma anche per presentare in anteprima un nuovissimo sistema di supporto: una soluzione rivoluzionaria, estremamente versatile e ultra-leggera, che renderà la realizzazione di impianti FV su tetto piano ancora più semplice, rapida e sicura. La possibilità di visionarlo dal vivo direttamente in fiera consentirà di analizzare da vicino tutti gli aspetti tecnici, offrendo una panoramica ancora più precisa sui vantaggi, sulle modalità di utilizzo e sulle tante possibili applicazioni delle nuove strutture. Accanto alla presentazione del nuovo sistema, lo stand Sun Ballast ospiterà inoltre numerosi incontri ed eventi, lasciando ampio spazio agli approfondimenti tecnici e alle attività di networking.

Lo staff Sun Ballast ti aspetta a Monaco dal 19 al 21 giugno, presso lo stand 219 del Padiglione A5.

Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

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