Rinnovabili • Stop a cessioni

Il Cdm dice basta: Stop a cessioni del credito e sconto in fattura

Il CdM di ieri ha colpito inaspettatamente quel poco rimasto dei bonus edilizi. Con il Dl d’urgenza arriva lo stop a cessioni del credito e sconto in fattura anche il bonus barriere architettoniche e per le zone terremotate. Aumenta il numero delle sanzioni e dice basta alla remissione in bonis

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Conferenza stampa del Consiglio dei Ministri n. 75 – Il Ministro Giancarlo Giorgetti – Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

La decisione arriva poco prima delle previsioni del Def anche in timore delle valutazioni di Eurostat sulla contabilizzazione dei bonus 

(Rinnovabili.it) – Il Consiglio dei Ministri di ieri ha messo un punto definitivo a quel poco ancora concesso per le opzioni alternative alla detrazione diretta dei bonus. Arriva dunque lo stop definitivo a cessioni del credito e sconto in fattura con il Decreto legge approvato ieri in Consiglio dei Ministri e che introduce misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali.

Stop a cessione e sconto in fattura non solo per il Superbonus

A poche settimane dal Decreto Superbonus convertito nella Legge n.17/2024, ecco un Dl che nessuno si aspettava, ma che mette fine a quella manciata di possibilità che ancora potevano avvalersi di sconto in fattura e cessione del credito ovvero il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche ed il superbonus nelle zone terremotate.

Come ricorda il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, il Dl d’urgenza è stato approvato alla luce degli ultimi dati certificati dall’ISTAT, che hanno portato alla revisione del deficit relativo all’anno 2023 arrivando alla misura del 7,2 per cento, revisione al rialzo che segue quella già intervenuta per gli anni 2021 e 2022. “La misure sono tese a chiudere definitivamente la eccessiva generosità della misura”, chiarisce in conferenza stampa lo stesso Ministro Giorgetti. La paura che aleggia si deve anche all’imminente valutazione da parte di Eurostat dei criteri di contabilizzazione dei bonus, che potrebbe cambiare radicalmente la distribuzione del peso economico degli incentivi fiscali sulle finanze pubbliche.

No alla remissione in bonis 

Oltre allo stop a cessioni del credito e sconto in fattura, il Governo tira i remi in barca anche sul futuro, eliminando definitivamente l’istituto della remissione in bonis, che avrebbe consentito di comunicare al Fisco l’eventuale utilizzo delle opzioni alternative (sconto e cessione) entro il 15 ottobre 2024, anche in ritardo rispetto alla scadenza fissata al 4 aprile 2024, ma con il pagamento di una sanzione. In compenso il Decreto Legge introduce due nuovi obblighi, al fine di “garantire un’adeguata e tempestiva conoscenza delle grandezze economiche e finanziarie connesse alle misure agevolative oggetto del decreto”:

  • la comunicazione preventiva per conoscere anticipatamente l’entità degli interventi agevolati prima ancora che le fatture vengano caricate;
  • un corredo sanzionatorio in caso di omessa trasmissione di tali informazioni. Se l’omissione si riferisce ad interventi già avviati si determina l’applicazione di una sanzione amministrativa di euro 10.000, mentre per i nuovi interventi è prevista la decadenza dall’agevolazione fiscale.

Niente bonus per chi ha debiti con l’erario

Nel caso di debiti con l’Agenzia delle Entrate per importi complessivi superiori ai 10.000 euro, non sarà possibile utilizzare i crediti d’imposta inerenti ai bonus edilizio, fino a concorrenza di quanto dovuto. C’è inoltre la limitazione alla cessione del credito Ace delle imprese (Aiuto alla crescita economica) “riducendo a una la possibilità di cessione ed estendendo la responsabilità solidale del cessionario alle ipotesi di concorso nella violazione, nonché ampliando i controlli preventivi in materia di operazioni sospette”.

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About Author / Alessia Bardi

Si è laureata al Politecnico di Milano inaugurando il primo corso di Architettura Ambientale della Facoltà. L’interesse verso la sostenibilità in tutte le sue forme è poi proseguito portandola per la tesi fino in India, Uganda e Galizia. Parallelamente alla carriera di Architetto ha avuto l’opportunità di collaborare con il quotidiano Rinnovabili.it scrivendo proprio di ciò che più l’appassiona. Una collaborazione che dura tutt’oggi come coordinatrice delle sezioni Greenbuilding e Smart City. Portando avanti la sua passione per l’arte, l’innovazione ed il disegno ha inoltre collaborato con un team creativo realizzando una linea di gioielli stampati in 3D.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.