Con i dividendi fossili del 2023 si finanzierebbe 170 volte il Fondo perdite e danni

Finora, il Fondo perdite e danni creato l’anno scorso alla Cop28 di Dubai ha racimolato appena 700 milioni di dollari. Con i dividendi che le 5 maggiori compagnie fossili hanno distribuito nel 2023, si potrebbero aumentare le risorse del fondo per i paesi più vulnerabili alla crisi climatica di 171 volte

Dividendi fossili: 120 mld $ nel 2023, 170 volte più delle risorse per Loss & Damage
Foto di Rob su Unsplash

Lo ha calcolato l’ong Global Witness

(Rinnovabili.it) – Con i dividendi fossili che le 5 maggiori compagnie oil&gas globali si sono spartiti nel 2023 si potrebbe moltiplicare di 171 volte la dotazione del Fondo perdite e danni (Loss & Damage Fund), il meccanismo creato alla Cop28 di Dubai per aiutare i paesi più vulnerabili alla crisi climatica contro gli eventi estremi e nel mettere in campo misure adeguate di adattamento.

Cosa si sarebbe potuto fare per il clima con i dividendi fossili del 2023?

Lo sottolinea l’ong Global Witness. Nell’anno più caldo della storia – il 2023 ha toccato +1,48°C di riscaldamento globale – e nonostante i prezzi dell’energia siano calati rispetto al momento più grave della crisi toccato l’anno prima, le maggiori compagnie oil&gas hanno distribuito agli azionisti dividendi fossili per circa 120 miliardi di dollari. Il Fondo perdite e danni, per il momento, ha racimolato circa 700 milioni di dollari. Nel 2022, i dividendi erano stati 134 miliardi di dollari.

“Le supermajor non sono mai state così piene di soldi. È l’occasione perfetta per investire in energia pulita”, attacca Global Witness. “Invece, questa settimana hanno utilizzato gli annunci di profitto per consegnare denaro agli azionisti e investire in una maggiore quantità di combustibili sporchi che stanno riscaldando il pianeta e rendendo milioni di persone più povere”.

Passando al vaglio i dividendi fossili delle aziende, l’ong sottolinea che i 23 miliardi di dollari distribuiti da Shell corrispondono a 8 volte le risorse che la stessa compagnia ha investito finora in rinnovabili. Tutto questo mentre le emissioni legate a petrolio e gas di Shell sono aumentate del 4%. La British Petroleum (BP) ha elargito dividendi per 12,7 miliardi di dollari, un ammontare che “potrebbe coprire il costo dei disastri climatici in Gran Bretagna per i prossimi 7 anni”, sottolinea Global Witness. Mentre i dividendi di TotalEnergies basterebbero a compensare i 10 miliardi di euro di danni causati solo da tempeste e inondazioni in Francia nel 2022.

“Sappiamo di cosa abbiamo bisogno per realizzare un futuro più sicuro, più sano e più giusto: le emissioni di petrolio e gas devono essere ridotte a zero entro il 2050 e devono diminuire di uno spaventoso 42% in questo decennio”, commenta l’ong. “Per fare ciò, dobbiamo aumentare gli investimenti nell’elettricità verde e nell’efficienza energetica, eliminando rapidamente i combustibili fossili”. Ma le grandi compagnie fossili non stanno investendo di più in energia pulita. “Ogni dollaro speso in petrolio e gas rappresenta un’occasione mancata per investire in fonti energetiche più pulite ed economiche. Queste aziende avrebbero potuto trarre vantaggio dall’energia eolica e solare più economica che mai per dare un contributo concreto alla lotta al clima”, conclude Global Witness.

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