Parte il mercato del carbonio cinese, prezzo della CO2 a 8 dollari

L’ETS di Pechino al primo giorno di contrattazioni, dopo 10 anni di preparativi. Avvio migliore del previsto, scambiati permessi per 32 mln di dollari. Il ministero dell’Ambiente annuncia “presto” l’allargamento ad altri settori industriali oltre quello energetico

Mercato del carbonio cinese: luce verde all’ETS più grande del mondo
Foto di jwvein da Pixabay

Il mercato del carbonio cinese copre il 15% delle emissioni globali

(Rinnovabili.it) – Doveva partire il 25 giugno, poi all’ultimo minuto il lancio del mercato del carbonio cinese è stato rinviato. A stamattina, quando sono iniziate ufficialmente le contrattazioni per lo scambio di quote del sistema ETS più grande del mondo.

I permessi scambiati all’avvio sono equivalenti a 4,1 mln di t di CO2 e valgono 210 milioni di yuan, cioè 32 milioni di dollari. A fine sessione, il prezzo del carbonio cinese si è attestato a 51,23 yuan (7,92 dollari) a tonnellata. Un valore più alto di quello che si aspettavano gli analisti. Anche se gli osservatori consigliano molta cautela e, soprattutto, frenano chi è tentato di leggere troppo in questi numeri della prima giornata.

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Il mercato del carbonio cinese per il momento copre soltanto il settore energetico e riguarda all’incirca 2.200 impianti, ma ieri un portavoce del ministero dell’Ambiente ha rivelato che “presto” sarà allargato anche ad altri settori industriali. Anche in questa versione molto limitata, comunque, ha un peso specifico enorme. Non solo nei confini cinesi, ma a livello globale: copre già il 15% delle emissioni di CO2 prodotte in tutto il mondo.

Secondo Caijing, il nuovo ETS cinese era stato messo in stand-by per dare modo agli ufficiali di limare gli ultimi dettagli. Uno su tutti: procedere con un nuovo giro di ispezioni e controlli sui dati relativi alle emissioni forniti dagli impianti, in modo da individuare eventuali discrepanze (volontarie o meno).

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Il percorso del mercato del carbonio cinese è iniziato 10 anni fa con dei pilot su scala ridotta e, dopo annunci contraddittori e rinvii da parte del governo, ha infine accelerato dal 2020. A febbraio di quest’anno l’avvio ufficiale del mercato su scala nazionale, ma senza scambio di quote. L’ETS cinese sarà però piuttosto diverso dal suo omologo europeo. Non ha un tetto massimo alle emissioni e quindi non è un sistema cap-and-trade propriamente detto.

Ha invece un limite flessibile per le emissioni, che può aumentare o diminuire di anno in anno. A decidere queste fluttuazioni saranno i livelli di produzione dei siti industriali coperti dal sistema. Il numero di quote necessarie è agganciato all’intensità di carbonio, un modo per spingere a produrre in modo più efficiente.

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