Dalle microalghe i blocchi in biocemento che decarbonizzeranno il settore edilizio

Combinando microalghe con acqua, sole e CO2 si ottiene l’innovativo biocemento di Prometheus Materials, che abbatte del 90% le emissioni e migliora le prestazioni

biocemento
credits: Prometheus Materials

II biocemento verrà presto usato per produrre tegole, pannelli acustici, barriere e prefabbricati

(Rinnovabili.it) – La Prometheus Materials ha annunciato di essere pronta a commercializzare i sui innovativi blocchi in biocemento ecologici, realizzati a partire dalle microlaghe. Come spesso accade, la soluzione ad un problema umano trova ispirazione dalla natura.

In questo caso l’aiuto arriva dalle microlaghe. Utilizzando un processo di biocementazione fotosintetica in attesa di brevetto, la Prometheus Materials combina microalghe con acqua, luce solare e CO2. Il risultato è un materiale organico molto simile a quello prodotto dai coralli per costruire la barriera corallina o per creare i gusci delle ostriche.

Se miscelato con l’aggregante, questo biocemento crea un materiale da costruzione a zero emissioni con proprietà meccaniche, fisiche e termiche molto simili, se non addirittura superiori al calcestruzzo a base di cemento Portland.

Leggi anche Il primo cemento a emissioni zero viene da Cambridge

Oltre ad abbattere le emissioni da produzione, il processo in sé sequestra Co2, arrivando ad una riduzione stimata di circa il 90% rispetto ai prodotti cementizi convenzionali.

Per prevenire il cambiamento climatico catastrofico, non possiamo semplicemente sostituire i combustibili fossili con forme di energia rinnovabili, dobbiamo anche decarbonizzare il modo in cui creiamo i materiali da costruzione”, ha affermato Loren Burnett, co-fondatore, presidente e CEO di Prometheus Materials. “Utilizzando mezzi biologici anziché chimici per creare un agente legante forte e durevole per gli aggregati, ora possiamo offrire un’alternativa a zero emissioni di carbonio al cemento Portland ad alta intensità di carbonio. Il nostro biocemento trasformerà l’architettura così come la conosciamo, fornendo al settore edile un nuovo materiale da costruzione decarbonizzato con proprietà ambientali e meccaniche che rispecchiano o superano le capacità di cemento, legno, acciaio e vetro”.

Molto più che un brevetto

Il particolare biocemento è stato sviluppato per la prima volta da un team di scienziati e ingegneri dell’Università del Colorado a Boulder, su richiesta del Dipartimento della Difesa. Una volta ottenuto il materiale ecosostenibile, è nata la Prometheus Materials proprio dall’intento di arrivare a commercializzare il prodotto. L’interesse per i blocchi in biocemento è tale da aver già ricevuto fino ad ora finanziamenti vicini agli 8 milioni di dollari, da parte della Microsoft Climate Innovation Fund, dalla società europea di venture capital Sofinnova Partners e dallo studio di architettura SOM.

Ora il materiale è in attesa di essere valutato secondo i protocolli ASTM (American Society for Testing and Materials), per poi allargare la sperimentazione ad altri componenti edili.

Entro i prossimi due anni potremmo assistere alla produzione di tegole in biocemento, pannelli di pareti, barriere acustiche ed elementi prefabbricati ecofriendly.

Articolo precedenteIl pacchetto Fit for 55 perde i pezzi: bocciata la riforma ETS
Articolo successivoUn nuovo elettrodo rende le batterie al litio “insensibili” al gelo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui