Ecosistema Scuola 2024, siamo in ritardo cronico

Una scuola su tre richiede interventi urgenti di manutenzione. Più del 40% degli interventi finanziati dal PNRR sono bloccati nella fase iniziale di progetto. Solo nel 3,4% delle scuole colpite dal sisma del 2016 sono stati effettuati interventi di adeguamento sismico

Ecosistema Scuola
Foto di 潜辉 韦 da Pixabay

Il report redatto a Legambiente fotografa lo stato di salute di 6.343 edifici scolastici italiani frequentati da circa 1,2 milioni di studenti

(Rinnovabili.it) – Povertà educativa, vulnerabilità sociale, qualità della vita scolastica e insicurezza strutturale degli edifici. Sono queste le parole che si leggono nel report annuale di Legambiente Ecosistema Scuola 2024. Una fotografica di una parte del patrimonio immobiliare tra le più importanti del Paese, perchè riservata alle giovani e future generazioni, ma che permane immobile negli anni.

Siamo giunti alla XXIII edizione, ma in Italia le scuole continuano ad essere “in ritardo cronico su riqualificazione e servizi scolastici”. Il monitoraggio ha preso in esame lo stato di salute di 6.343 edifici scolastici del paese, frequentati da circa 1,2 milioni di studenti sull’anno 2022.

Il divario tra Nord e Sud, sempre più evidente

I ritardi maggiori purtroppo si registrano ancora una volta nel Mezzogiorno, ma a preoccupare Legambiente nel suo report Ecosistema Scuola 2024, è anche la mancata messa in sicurezza delle strutture colpite dal sisma del 2016. Una scuola su due nelle Isole, Sud e Centro necessita di interventi urgenti di manutenzione, a fronte delle scuole del Nord dove la percentuale scende al 21,2%.

Negli ultimi 5 anni nelle città capoluogo di Sicilia e Calabria non è stato costruito nessun nuovo edificio scolastico, eppure 1 istituto su 3 richiederebbe la messa in sicurezza. “L’unica priorità del Governo in queste due regioni è il Ponte sullo Stretto di Messina a discapito dello stato di salute delle scuole e della mobilità sostenibile, due priorità sui cui sarebbe urgente lavorare”, commenta Legambiente nella nota a corredo del report.

Mancata messa in sicurezza sismica

Restando nelle regioni del Sud Italia, la XXIII edizione del rapporto Ecosistema Scuola sottolinea un dato estremamente preoccupante: nel 65% degli istituti di Sicilia e Calabria che ricadono in aree sismiche 1 e 2, non è stata effettuata nessuna verifica sulla vulnerabilità sismica. Poco cambia per il Centro Italia, dove negli ultimi 5 anni, solo il 3,4% delle scuole interessate dal sisma del 2016, è stata oggetto di interventi di adeguamento.

Caserta, Gorizia, Isernia, Oristano e Parma, sono le città che hanno eseguito il maggior numero di interventi di adeguamento sismico.

Anche dal PNRR non arrivano notizie incoraggiati. Secondo il report il 40% degli interventi finanziati dal PNRR risulta bloccata alla fase iniziale. Inoltre la misura del Piano “Scuole nuove e innovative” stima a 6 milioni di euro, l’entità di fondi necessari ad ogni singola scuola. Cifre di un certo peso che difficilmente si possono trovare in un bilancio comunale e che necessiterebbero di una programmazione a medio lungo periodo.

Il 73% delle scuole oggetto d’indagine risulta nelle ultime classi energetiche

Gli edifici scolastici costruiti secondo i criteri della bioedilizia sono solo l’1,3%. Anche i dati sull’efficientamento energetico ci restituiscono un quadro poco confortante. Se i Comuni capoluogo che hanno realizzato interventi per l’efficientamento energetico delle scuole, negli ultimi 5 anni, sono stati a livello nazionale il 79,2%, a beneficiare di questi interventi sono stati solo il 12,7% degli edifici italiani. I lavori maggiormente gettonati sono i doppi vetri e/o serramenti, l’isolamento delle coperture, il relamping, la sostituzione delle caldaie a gas tradizionali con quelle a condensazione, l’isolamento delle pareti, progetti di riqualificazione complessiva.

Ma anche se volessimo misurare le prestazioni energetiche delle scuole, non sarebbe possibile. Infatti solo il 30% degli edifici oggetto di indagine risulta disporre di certificazione energetica. E di questa esigua percentuale, il 73% risulta ancora nelle classi più energivore E, F, G.

Le buone pratiche secondo Legambiente

A fronte di una fotografia decisamente non rosee dello stato dell’edilizia scolastica italiana, Legambiente si rivolge direttamente al Governo con alcune proposte non eccessivamente complicate:

  • dare priorità nell’indirizzo dei fondi, compreso il PNRR,
  • messa in sicurezza e adeguamento sismico delle scuole in area sismica 1 e 2
  • efficientamento energetico degli edifici raggiungendo una diminuzione dei consumi almeno del 50%;
  • istituire una struttura di governance per la facilitazione all’accesso e alla gestione dei fondi per l’edilizia scolastica da parte degli Enti Locali 
  • rendere di facile consultazione i dati dell’anagrafe scolastica e dello stato di avanzamento dei fondi e interventi per l’edilizia scolastica. 
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