La NASA avvia la ricerca del primo cemento stampato in 3D senz’acqua per la Luna

Mancano pochi anni al ritorno dell’Uomo sula Luna, ma per creare insediamenti duraturi dobbiamo re-immaginare il nostro sistema costruttivo affidandoci alla stampa 3D con materiali extraterrestri

cemento stampato in 3D
credits: Louisiana State University

Lo scopo della ricerca è sviluppare un sistema costruttivo che utilizzi materie prime extra-terrestri

(Rinnovabili.it) – Nel 2025, la missione Artemis 3 della NASA, segnerà ufficialmente il ritorno dell’essere umano sulla Luna. L’obiettivo sarà quello di gettare le fondamenta per futuri insediamenti stabili. Per farlo serviranno però nuovi sistemi costruttivi capaci di superare gli ostacoli extraterrestri. Nasce con questo scopo il progetto finanziato dalla NASA per produrre il primo cemento stampato in 3D senz’acqua e commissionato ai ricercatori della Louisiana State University.

Un pizzico di regolite lunare e polvere di zolfo

Sono molteplici i progetti avviati negli ultimi anni dalla NASA per individuare una soluzione ottimale che garantisca la permanenza dell’uomo sul nostro satellite. Non avendo la possibilità di trasportare il materiale da costruzione dalla Terra fino alla superficie lunare, la scelta è ricaduta su una delle innovazioni più famose dell’ultimo decennio: la stampa 3D.

Così nel 2022, la NASA finanziò il progetto Olympus, affidando all’azienda ICON, leader di mercato della stampa 3D “terrestre”, un finanziamento da 57,2 milioni di dollari per sviluppare una tecnologia capace di stampare nello spazio. Ma restava ancora un nodo cruciale da sciogliere: quale materia prima utilizzare per il processo di estrusione.

Entra così in gioco il professor della LSU, Ali Kazemian, ed il suo team, i due scienziati del Marshall Space Flight Center della NASA in Alabama, Michael Fiske, ricercatore tecnico, e Jennifer Edmunson, project manager e geologa. Le materie prime individuate dal gruppo di ricercatori sono le più abbondanti sul suolo lunare, ma anche marziano, ovvero lo zolfo e la regolite. L’idea è quella di sviluppare un cemento stampato in 3D che però non prevede l’utilizzo dell’acqua, elemento naturale che non potrà essere sprecato in condizioni di vita extraterrestre, ma utilizzato unicamente per la sopravvivenza dell’equipaggio.

Lo studio proverà ad individuare le prestazioni ed i limiti di un cemento prodotto con regolite e con zolfo. Simulando le condizioni ambientali e la temperatura necessaria per creare la miscela. Inoltre il cemento stampato in 3D utilizzato per le costruzioni lunari, dovrà mostrare ottime capacità di resistenza anche in caso di impatto di micrometeoriti. “Lo zolfo fuso è il legante e la regolite, cioè il suolo lunare, funge da materiale di riempimento”, spiega Kasemian. “L’obiettivo è la costruzione robotica sulla Luna utilizzando risorse lunari e tecnologia di stampa 3D su larga scala”. Il progetto sarà finanziato con 200mila dollari dalla National Science Foundation.

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