L’OCSE boccia il post 110: per decarbonizzare servono incentivi a lungo termine

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico riconosce all’economia italiana una resilienza negli anni di crisi, possibile anche grazie agli incentivi di efficientamento, ma per il futuro le misure adottate sono insufficienti ed inadeguate

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Foto di moerschy da Pixabay

Per quest’anno si stima una crescita dello 0,7%, che salirà all’1,2% nel 2025

(Rinnovabili.it) – Il Rapporto Italia 2024 appena pubblicato dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, riconosce il grande ruolo ricoperto dagli incentivi alla riqualificazione energetica edilizia nel contrastare la crisi economica ed il periodo pandemico. Ma boccia il Superbonus e le misure oggi prese per superare il 110%.

La riqualificazione del parco immobiliare italiano è fondamentale per la decarbonizzazione”, si legge nel report dell’OCSE. L’economia italiana ha dimostrato di essere reattiva e resiliente nel momento di crisi, con investimenti superiori alle medie UE, ma ora la situazione è cambiata. Per il 2024. l’Istituto Parigino, stima una crescita ben più contenuta ad un + 0,7%, che salirà ad un +1,2% previsto per il 2025. Ecco perché è urgente la produzione di una strategia nazionale che riporti anche il settore immobiliare tra quelli trainanti.

Prestiti a lungo termine ed incentivi, sono la soluzione

Nel rapporto Italia 2024, l’OCSE non si risparmia nemmeno sul Superbonus, definito “uno schema regressivo e inefficiente sotto il profilo dei costi”, nonostante riconosca che gli investimenti abbiano permesso un efficientamento dal punto di vista energetico. Purtroppo nemmeno le ultime norme varate per correggere il tiro iniziale del 110% sembrano piacere all’istituto che le considera “insufficienti per riuscire a convincere le famiglie a basso reddito ad intervenire sul proprio immobile con lavori di riqualificazione energetica”.

La soluzione ipotizzata dall’OCSE punta ad integrare ai regimi attualmente in vigore, un “mix di prestiti agevolati a lungo termine ed agevolazioni, mentre per le caldaie a gas fossile ci dovremmo avviare verso il phase-out”.Misure normative e imposte più elevate sulle compravendite di proprietà inefficienti sotto il profilo energetico incoraggerebbero le ristrutturazioni finalizzate all’efficientamento energetico” aggiunge inoltre il report.

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