Confermato l’abuso edilizio delle Park Towers di Milano, la gip: “eclatante illegalità”

Le indagini preliminari della Procura di Milano si sono concluse parlando di “abuso edilizio” e speculazione in riferimento alla presunta “ristrutturazione edilizia” effettuata per la costruzione delle Park Towers di via Crescenzago

park towers
credits render: Asti Architetti

Un intervento che, secondo il pm, avrebbe dovuto comportare il rilascio di un permesso di costruire e un Piano di attuazione

(Rinnovabili.it) – Un vero e proprio temporale si sta abbattendo su Palazzo Marino e potrebbe avere ripercussioni enormi su centinaia di immobili costruiti negli ultimi anni a Milano. E’ la bufera sollevata dalle indagini preliminari appena concluse dalla Procura che riconosce nelle Park Towers di via Crescenzago un vero e proprio “abuso edilizio”. 

Anche se il sequestro preventivo del cantiere era stato respinto, la gip Daniela Cardamone ha comunque riconosciuto “la piena sussistenza dei reati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva, contestati a tutti i sei indagati”, come riporta la Stampa. Ma l’entità del problema potrebbe essere ben più grande travolgendo molteplici “ristrutturazioni edilizie” avviate sul territorio comunale a partire dai casi Hidden Garden e Torre Milano.

Perchè si parla di abuso edilizio

“La giurisprudenza di Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e Corte di Cassazione è concorde e univoca nel ritenere la pianificazione urbanistica un obbligo imprescindibile della pubblica amministrazione e un diritto della popolazione”, sottolinea la gip, riferendosi al fatto che, le due torri da 81 e 60 metri della Park Towers di Milan, siano state realizzate in assenza di un Piano attuativo. Nonostante le notevoli dimensioni ed il numero degli abitanti a cui è destinato (oltre 300), il progetto non poteva essere qualificato come “ristrutturazione edilizia” presentando al Comune una semplice Scia al posto del permesso di costruire. 

Così tra gli indagati sono finiti anche il dirigenti dello Sportello Unico Edilizia del Comune di Milano, il tecnico istruttore del Sue e il responsabile del procedimento del Sue, oltre all’Amministratore e imprenditore della Bluestone Crescenzago, al rappresentante della società Devero Costruzioni a cui sono stati affidati i lavori e al progettista Sergio Francesco Maria Asti.

Speculazione edilizia

Secondo l’accusa dietro ai due edifici di Park Towers ci sarebbe stata una “lettura manipolata delle norme tecniche del Piano di governo del territorio e delle leggi”. Il ricorso ad una semplice ristrutturazione edilizia infatti, non ha simultaneamente avviato un Piano di attuazione o di lottizzazione che avrebbe permesso di ridisegnare l’intero quartiere, in termini di servizi e infrastrutture, per accogliere un numero elevato di nuovi abitanti. 

Secondo la procura ci sarebbe stato un vantaggio patrimoniale da parte dei privati, sottolineato anche dall’indice di densità edilizia raggiunta pari a 3,15 mc/mq, addirittura il triplo dell’indice di 0,35 previsto dal Pgt di Milano. 

Niente sequestro perchè lavori troppo avanti

Nonostante sia stato riconosciuto l’abuso edilizio e si proseguirà con il relativo processo, la gip ha comunque deciso di non sequestrare preventivamente i due immobili di Park Towers di Milano, giudicati in “uno stato troppo avanzato di lavori”, quasi ultimati.  Il Comune di Milano si dichiara parte offesa del procedimento anche a causa della mancata monetizzazione del reale versamento che la società Bluestone avrebbe dovuto accordare quel importo alternativo alla cessione diretta delle aree, e che risulterebbe il quadruplo inferiore rispetto al valore di mercato (1,5 milioni di euro invece di circa 6 milioni di euro).

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