Salvini promette un “imponente” Piano Casa a partire dal 2025: al via il tavolo di lavoro

Si è svolta la prima riunione dedicata al Piano Casa e che ha visto la partecipazione delle principali sigle tecniche. Il MIT mette in campo 100 milioni di euro per avviare i lavori

credits: MIT

La prossima riunione è in programma il 16 gennaio 2024

(Rinnovabili.it) – La promessa è quella di un “imponente Piano Casa” da avviare entro il 2025. A definirlo con questo appellativo è lo stesso vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha dato il via alla prima riunione tecnica per la definizione del dossier. All’incontro erano presenti ben 34 realtà interessate, già riconvocate per il 16 gennaio 2024.

Emergenza abitativa e patrimonio obsoleto i primi due punti in agenda

Le proposte anticipate oggi, aprono la strada al dibattito delle prossime settimane che servirà prima di tutti per mettere a fuoco e sintetizzare alcune proposte per affrontare in modo organico l’emergenza abitativa. Secondo i dati raccontati durante il tavolo di lavoro da Federcasa sarebbero 836.000 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica in Italia, gestiti da enti diversi, con oltre due milioni e mezzo di persone che ci vivono e 360mila domande di accesso inevase. Il secondo tema da affrontare con urgenza è poi la vecchiaia del nostro patrimonio immobiliare, per il 70% costruito prima del 1970.

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Investimento di almeno 100 milioni di euro

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già previsto uno stanziamento di almeno 100 milioni di euro per finanziare alcune attività come:

  • recupero del patrimonio immobiliare esistente e riconversione di edifici aventi altra destinazione pubblica, si pensa ad ex caserme ed ospedali non più operativi;
  • destinazione ad edilizia residenziale pubblica sociale delle unità immobiliari private rimaste invendute.

In occasione della riunione sul Piano Casa, abbiamo evidenziato al ministro Salvini che le strade per migliorare la situazione abitativa in Italia sono essenzialmente due. La prima è il recupero degli oltre centomila appartamenti di edilizia residenziale pubblica non disponibili per varie motivazioni (necessità di riqualificazione, ritardi burocratici, occupazioni senza titolo ecc.). La seconda è il rafforzamento della locazione privata, che da sempre garantisce la stragrande maggioranza dell’offerta alloggiativa nel nostro Paese”. Sottolinea in una nota Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia. “Tale rafforzamento può avvenire in due modi: da un lato, attraverso misure di incentivazione fiscale (abbattimento dell’IMU e chiarimento circa l’applicazione in tutta Italia della cedolare secca per i contratti a canone concordato) e, dall’altro, mediante una maggiore tutela dei proprietari in fase di rilascio degli immobili (ad esempio, affiancando agli Ufficiali giudiziari nuove figure)”.

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