Udine è la città dove si vive meglio: prima tra 107 per Qualità della vita in Italia

In testa alla classifica c’è Udine seguita da Bologna e Trento. Ultima posizione per Foggia, ma a farle compagnia tra le ultime 40 scivolano anche 9 territori del Centro Nord. Milano resta nella top ten, ma guadagna la maglia nera per “Giustizia e Sicurezza”. Roma si ferma al 35°.

Qualità della vita in Italia
Foto di Gabriele Tirelli su Unsplash

La 34° edizione dell’indagine del Sole24Ore sulla Qualità della vita di 107 città analizzate in Italia

(Rinnovabili.it) – Guadagnando ben 11 posizioni rispetto allo scorso anno, la città di Udine si aggiudica il primo posto nella 34°classifica dedicata alla Qualità della vita in Italia, realizzata dall’indagine del Sole24Ore.

Perde il primato, passando invece in seconda posizione, Bologna, sempre in testa alla categoria “Demografia, salute e società” per gli alti livelli si istruzione. Segue al terzo posto la città di Trento, vincitrice di Ecosistema Urbano 2023 e prima nell’indice della sportività.

La seconda metà della classifica è purtroppo ancora occupata in prevalenza dalle città del Mezzogiorno, con Foggia che chiude la classifica delle 107 città analizzate.

Novità dell’edizione 2023, il gender pay gap retributivo e

E’ la prima volta che la città friulana guadagna la testa della classifica stilata a partire dall’analisi su 90 indicatori statistici. Nell’edizione 2023 della classifica dedicata alla Qualità della vita in Italia, sono state inserite 17 nuove voci. Un upgrade necessario per documentare i progressi fatti da ciascuna provincia italiana in un momento storico post pandemico, sotto posto a sconvolgimenti energetici e con un’inflazione galoppante.

Sono sei le macro categorie di indagine, ciascuna delle quali composto sa 15 indicatori differenti:

  1. ricchezza e consumi;
  2. affari e lavoro;
  3. ambiente e servizi;
  4. demografia, società e salute;
  5. giustizia e sicurezza;
  6. cultura e tempo libero.

Tra le novità della 34° edizione ad esempio nella categoria “Ricchezza e consumi” compare la nuova voce dedicata all’incidenza delle famiglie con un Isee sotto i 7.000 euro, dove è Palermo a guadagnare il primato con la maggior percentuale. Fa il suo esordio in classifica il Gender Pay gap, ovvero la differenza percentuale tra la retribuzione maschile e femminile, con una triste media nazionale del 31,61%.

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La classifica del Sole24Ore si affida a fonti certificate ufficiali di importanti istituti di ricerca. Quest’anno grazie ai dati della Fondazione Cima, è stato possibile stilare anche l’aumento delle temperature rispetto alle medie climatiche di lungo periodo (il 2022 è stato l’anno più caldo dal 1961, superando di 0,58°C il precedente record del 2018). La maggiora anomalia termica è stata registrata da Milano, con un valore di 1,37°C rispetto al periodo 2011-2021 e rispetto alla media nazionale pari a 0,72°C.

La top ten e la caduta delle grandi città

Udine vince la classifica trainata da alcune particolari performance quali il primato nella Qualità della vita delle donne e l’8° posto nella Qualità della vita dei bambini. Ma si distingue positivamente anche in termini di Giustizia e sicurezza, ricchezza delle famiglie e offerta culturale e per il tempo libero.

Nella top ten entra per la prima volta Bergamo (5°), capitale della cultura, che si guadagna il primo posto nella classifica Ambiente e servizi. Confermano la propria presenza città come Trento (3°) e Aosta (4°). Incredibile discesa per Bolzano (13°) che per la prima volta dopo anni esce dalle prime 10.

Tra le grandi città è Milano quella con il punteggio più alto, inserita all’8° posizione. Il capoluogo lombardo fa razzia di primati con ben sei primi posti su 90 indicatori. Vince sulla finanza, economia e l’innovazione, ma si guadagna una terribile ultima posizione per quanto riguarda “Giustizia e Sicurezza”. E’ in quest’ultima categoria che si vedono le ultime posizioni occupate principalmente da grandi città. Prima di Milano (107°), c’è infatti Napoli (106°), Rimini, Roma, Foggia, Firenze (102°) e Bologna (101°).

Nella classifica generale per Roma non c’è molto da fare, si ferma alla 35° posizione. Firenze dopo essere salita sul podio nel 2022 oggi si ferma in 6° posizione, appesantita da pessime prestazioni nel numero di furti, rapine, canoni di locazione, consumo di farmaci e obesità. Seguono Torino (36°) e Genova (47°).

Le ultime 40 posizioni

Purtroppo anche l’edizione 2023 sulla Qualità della vita in Italia fotografa un Paese diviso. Gran parte delle città che occupano la seconda metà della classifica si concentrano nel Mezzogiorno, fatta eccezione per Cagliari che si colloca 23°. Dopo 12 anni, torna ad indossare la maglia nera Foggia, 107esima. A farel compagnia ci sono Caltanisetta, Napoli, Siracusa (con una rivinosa discesa di 14 posizioni), Crotone e Cosenza.

Ma nelle ultime 40 posizioni si piazzano anche 9 province del Centro e Nord: Latina (87ª), Imperia (81ª), Frosinone (80ª), Alessandria (70ª) e Rovigo (68ª), si sono aggiunte Grosseto (74ª), Viterbo (75ª), Rieti (73ª) e Massa Carrara (72ª).

Ma non tutto è perduto. La classifica generale mostra anche alcune città in netta risalita, come Isernia che guadagna ben 24 posizioni, Potenza che sale di 11 posizioni o Enna di 10 scalini. Una fotografia che restituisce piazzamenti migliori guidati anche per numero di progetti PNRR attivati e che mostrano un Paese che è comunque in cambiamento.

Ma l’inflazione pesa su tutto e gli indici analizzati mostrano una freanta generale con la crescita di popolazione indebitata (+12%) ed un +4,7% dei prezzi delle case rispetto al 2022. Calano i nuovi nati, diminuiscono le start up e le nuove imprese. Unico investimento sembra essere quello dell’efficientamento con le riqualificazione energetiche che hanno segnato un +124,5% nel 2021 rispetto al 2020, ma la causa è ovviamente da imputare al Superbonus.

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