Come trasformare rifiuti, alghe e micelio in piastrelle stampate in 3D

Un processo produttivo che permette di realizzare piastrelle stampate in 3D completamente biodegradabili e con pattern e texture uniche

piastrelle stampate in 3D
credits photo: bioMATTERS MYCO-ALGA

Le piastrelle organiche MYCO-ALGA sono realizzate da bioMatters, uno studio di biodesign di New York

(Rinnovabili.it) – Come coniugare innovazione tecnologia e natura per raggiungere un livello di progettazione e design sempre più sostenibile, ma al contempo qualitativo? Una possibile soluzione arriva da New York e dall’innovativa ricerca condotta da bioMatters, uno studio da tempo impegnato nello sviluppo del biodesign. Il risultato di chiama MYCO-ALGA, un sistema di rivestimento per interni composto da piastrelle stampate in 3D da micelio, alghe e rifiuti organici. Un processo creativo che permette di ottenere pezzi unici non ripetitivi, proprio grazie ad un flusso di lavori sviluppato con materiali viventi.

I biomateriali in risposta alla crisi climatica

Il lavoro di bioMatters da vita a piastrelle per interni con un design unico, ma che a differenza dei più tradizionali pannelli, uniscono all’estetica la sostenibilità essendo biodegradabili al 100%. I pannelli sono progettati digitalmente con algoritmi computazionali, successivamente le piastrelle sono stampate in 3D, coltivate e migliorate grazie all’aggiunta di bio-pigmenti per aggiungere colore naturale. L’ambizioso obiettivo di bioMatters attraverso MYCO-ALGA è quello di garantire un’evoluzione verso una bio-estetica, promuovendo un passaggio culturale ai biomateriali in risposta alla crisi climatica.

Come trasformare i rifiuti organici in piastrelle stampate in 3D

piastrelle stampate in 3D
credits photo: bioMATTERS MYCO-ALGA

Le piastrelle MYCO-ALGA sono fabbricate con rifiuti organici domestici ed industriali riciclati e macinati che fungono da substrato di crescita del micelio, ovvero una rete fungina di filamenti di ife. Il materiale di scarto viene poi inoculato con micelio per essere poi stampato in 3D creando forme uniche, ma su misura. Le piastrelle stampate in 3D vengono “coltivate” in un ambiente climatizzato per le successive due settimane, un periodo durante il quale il micelio cresce e agisce come un adesivo naturale, intrecciandosi con il materiale organico ed agendo come una colla naturale che ricopre l’intera superficie del pannello.

leggi anche Mattoni di funghi: l’edilizia di domani potrebbe essere costruita con il micelio

Essendo un materiale naturale, il micelio potrebbe proseguire la sua crescita indisturbato, per bloccarne la crescita, bioMatters, inserisce quindi le piastrelle prodotte all’interno di forni per l’essiccazione e la disidratazione ottenendo un materiale rigido, durevole ma leggero.

A questo punto il ruolo di protagonista passa alla alghe. La biomassa estratta da questo organismo naturale viene trasformata in gel, diventando la miscela da stampare in 3D sulle piastrelle per creare effetti tattili e aggiungere colore. Dalla descrizione di bioMatters, una volta ultimate le piastrelle stampate in 3D MYCO-ALGA, offrono una “consistenza morbida e vellutata e una qualità tattile”. Ogni piastrella è unica, basata su morfologie ramificate generate dalla progettazione digitale, ma ispirate alla crescita miceliale, generando forme non ripetitive e una variazione continua di modelli e textures.

Articolo precedenteDagli smartphone alle auto elettriche, il debutto di Xiaomi
Articolo successivoPiano Adattamento ai Cambiamenti Climatici, approvato il PNACC

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Leave the field below empty!