Rinnovabili • Crescita sostenibile: SACE lancia l’ESG Hub per la transizione delle PMI

Nasce ESG Hub, la piattaforma SACE per la crescita sostenibile delle PMI

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Inaugurato il nuovo strumento del gruppo assicurativo-finanziario per supportare l’export sostenibile tricolore. L’Hub è un one-stop-shop dove le piccole e medie aziende possono accedere agli strumenti di garanzia di SACE, beneficiare di percorsi formativi e individuare i partner strategici per avviare o rafforzare il percorso di transizione. Frezza (SACE): “Investire in digitalizzazione e sostenibilità fa crescere il fatturato legato all’export anche del 30%”

Crescita sostenibile: SACE lancia l’ESG Hub per la transizione delle PMI
via depositphotos.com

Un ecosistema a dimensione di PMI per accompagnare le piccole e medie aziende italiane con vocazione all’export verso una crescita sostenibile. Aiutandole a innovarsi, restare competitive e cavalcare la transizione leggendola come un’opportunità per il proprio business. È questo l’obiettivo di SACE ESG Hub, la piattaforma online lanciata il 20 maggio dal gruppo assicurativo-finanziario che supporta le imprese che esportano e crescono nei mercati esteri.

Sono tre i pilastri del nuovo strumento proposto da SACE, una sorta di one-stop-shop cui le aziende italiane possono affidarsi per navigare la transizione e migliorare sotto il profilo della sostenibilità. Il primo è un pacchetto corposo di soluzioni assicurativo-finanziarie fornite dal gruppo SACE. Il secondo è un ventaglio di percorsi formativi per imparare a orientare al meglio le propie scelte di business. Il terzo, un’offerta di servizi di accompagnamento per tradurre in concreto queste scelte, che include anche individuazione e messa in contatto con partner strategici. Grazie all’Hub, SACE punta a coinvolgere 65mila PMI entro fine 2025, rispetto alle 45mila attuali, con un obiettivo intermedio di 55mila per il 2024. Monitorando anche la performance dell’Hub in base ai dati di crescita annuale dell’export delle aziende coinvolte e la loro diversificazione sui mercati internazionali.

SACE c’è per le imprese, oggi più che mai. È importante che le imprese colgano le grandi opportunità derivanti dalla transizione sostenibile e questo è al centro del nostro Piano Industriale SACE INSIEME 2025”, ha dichiarato Alessandra Ricci, ad SACE. “Con SACE ESG Hub vogliamo dare un forte impulso in questa direzione mettendo a disposizione la nostra offerta e facendoci promotori di connessioni e soluzioni per aiutare le imprese a essere più resilienti e competitive”.

Uno strumento per le imprese, pensato insieme alle PMI

Dietro la piattaforma SACE ESG Hub c’è un lavoro di ascolto dei problemi più pressanti che le PMI incontrano per intraprendere e sostenere il percorso di internazionalizzazione. Il primo passo concreto verso l’ESG Hub è stato il co-design della piattaforma con le imprese italiane. Obiettivo: identificare le principali barriere con cui le PMI si scontrano.

L’ascolto del tessuto imprenditoriale italiano ha messo in luce alcuni punti cardine. C’è l’esigenza, da parte delle PMI, di venire a conoscenza delle modalità della transizione: cosa si può fare, in quali direzione evolversi, tenendo conto delle tendenze globali. Poi c’è bisogno di passare ai raggi x la propria azienda, identificando i gap e quindi gli ambiti su cui è opportuno lavorare. Infine, dal co-design dell’ESG Hub è emersa la necessità di non fare questo percorso da soli, trovando cioè partner affidabili insieme ai quali avviare o rafforzare la torsione sostenibile dell’azienda.

Antonio Frezza, Chief Marketing & Sales PMI & Property Management Solutions di SACE

Barriere, queste, che possono scoraggiare investimenti e innovazione. “Le imprese sanno di dover fare questi investimenti, ma spesso li considerano un costo più che un’opportunità”, riassume a Rinnovabili Antonio Frezza, Chief Marketing and Sales PMI & Property Management Solutions di SACE. L’ambizione del gruppo è far passare l’equazione che sostenibilità è uguale a opportunità. “L’anno scorso abbiamo studiato la correlazione tra investimenti nella digitalizzazione, investimenti in sostenibilità, e andamento della quota di export. Per le PMI, accoppiare queste due direttrici di investimento è l’unico fattore che mantiene competitive le imprese e porta a un aumento del fatturato legato all’export, anche del 30%”, puntualizza Frezza.

Garantire la crescita sostenibile delle PMI

L’Hub realizzato da SACE è a 360 gradi ma dedica un focus particolare a quei settori che connotano l’export italiano e sono particolarmente influenzati dallo sviluppo e dalla penetrazione dell’intelligenza artificiale e di nuove tecnologie innovative. Manifattura 4.0, veicoli elettrici e mobilità condivisa, rinnovabili e carburanti alternativi, gestione dei rifiuti, economia circolare sono in cima alla lista. Per le imprese attive in questi settori è vitale che le filiere italiane si adeguino rapidamente alla nuova realtà, cavalcando le tendenze attuali in modo da mantenere (e accrescere) la propria competitività.

A questo scopo, la piattaforma integra servizi SACE già rodati e altri lanciati più di recente a supporto dell’export italiano. Tra cui Garanzia Green per gli investimenti a impatto ambientale zero e Garanzia Futuro per quelli orientati a mantenere la competitività. Strumenti che danno un’orizzonte temporale di 10 anni e una copertura fino all’80%, attivabili anche in poche ore per importi sotto i 50 milioni di euro. O Garanzia Archimede, pensata per le grandi imprese per stimolare investimenti infrastrutturali i cui benefici ricadono sull’intera filiera. O, ancora, la garanzia ai buyer esteri fornita tramite Green Push vincolandola a una quota di procurement dall’Italia e vagliata in base all’operatività ambientale dei progetti. È con questo strumento, ad esempio, che di recente una serie di esportatori italiani attivi nella filiera energetica è stata agevolata nelle forniture alla brasiliana Raizen per sostenerne il piano di investimenti sostenibili.

Il ventaglio di offerte include anche prodotti digitali acquistabili all’interno della piattaforma SACE ESG Hub stessa. Come Protezione Rischio Clima, un’assicurazione privata fornita tramite SACE BT che propone prodotti in linea con i nuovi obblighi in materia introdotti quest’anno con la legge di bilancio. Entro fine 2024, tutte le imprese italiane dovranno dotarsi di un’assicurazione contro alluvioni, frane e terremoti, i “rischi catastrofali”. Rischi che pesano molto sul tessuto delle PMI: secondo un rapporto di Censis-Confcooperative, incombono su 1 piccola e media impresa su 4. “Entro metà giugno l’Hub proporrà anche versioni più “leggere”, con un massimale di copertura di 200mila euro e un premio annuale di 200 euro”, annuncia Frezza.

Imparare la sostenibilità

La possibilità di trovare i partner migliori per lo sviluppo del proprio percorso di crescita sostenibile sarà pienamente operativa con l’ampliamento della piattaforma, che SACE prevede di portare a termine entro il 2024. Qualsiasi azienda può candidarsi per entrare nelle liste del business matching se il proprio ventaglio di servizi copre l’elenco di bisogni individuati dall’Hub, dalla reportistica alla gestione dei dati interni, dai prodotti finanziari assicurativi al rating, all’ advisory su temi specifici in chiave ESG. Il gruppo fornirà delle linee guida per garantire i livelli di qualità dei servizi offerti, effettuerà una selezione tra i candidati, e controllerà poi a cadenza regolare che l’offerta continui a risultare in linea con gli standard prefissati.

Al momento, il servizio di accompagnamento è garantito da una platea di aziende partner di SACE. “In questa fase rinunciamo a riscuotere da queste aziende eventuali fee per il traffico generato. Chiediamo loro, invece, di trasferire questo beneficio ai clienti in arrivo tramite l’ESG Hub, nella forma di approcci privilegiati e sconti”, specifica Frezza.

A questi servizi per la crescita sostenibile si affiancano quelli formativi, rendendo l’ESG Hub una piattaforma – digitale e fisica – che contribuisce alla crescita di competenze in chiave sostenibile delle PMI italiane. La formazione viene erogata grazie a partnership con eccellenze italiane in ambito accademico e non, dal Politecnico di Milano all’università Ca’ Foscari di Venezia, dalla Luiss di Roma all’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS).

Rinnovabili •
About Author / Lorenzo Marinone

Scrive per Rinnovabili.it dal 2016 ed è responsabile della sezione Clima & Ambiente. Si occupa in particolare di politiche per la transizione ecologica a livello nazionale, europeo e internazionale e di scienza del clima. Segue anche i temi legati allo sviluppo della mobilità sostenibile. In precedenza si è occupato di questi temi anche per altri siti online e riviste italiane.


Rinnovabili • Simulare i fenomeni termomeccanici

Simulare i fenomeni termomeccanici [Webinar]

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Martedì 18 giugno COMSOL terrà un seminario gratuito dedicato alla simulazione multifisica delle interazioni termomeccaniche

fenomeni termomeccanici

Come prevedere la tendenza di un materiale a cambiare di volume in risposta ad un cambiamento di temperatura all’interno di un sistema meccanico? Come valutare l’effetto sulle prestazioni di fenomeni termomeccanici come il riscaldamento Joule? Come modellare le possibili deformazioni indotte dal calore e studiarne le conseguenze sul comportamento meccanico di strutture solide?

Per tutte queste domande esiste una risposta “semplice”: la simulazione multifisica. Questo strumento d’analisi permette, a partire da un sistema complesso, di simulare i singoli aspetti (elettrici, meccanici, termici o chimici) e gli effetti della loro interazione. Nel dettaglio la simulazione multifisica permette di creare un modello matematico e analizzarlo minuziosamente con l’obiettivo di prevedere o convalidare il risultato del mondo reale. Evidenziando eventuali criticità e ottimizzando i progetti ancor prima della prototipazione. 

Nel settore delle energie rinnovabili (ma non solo) l’approccio risulta particolarmente valido per il comportamento meccanico di strutture solide dove la complessità dei fenomeni termomeccanici richiede necessariamente un’attenzione e una cura più elevate durante la fase progettuale. 

A spiegarne vantaggi e potenzialità è il nuovo webinar gratuito di COMSOL, una delle aziende leader nello sviluppo software di modellazione matematica. L’evento, in programma per il 18 giugno alle ore 14.30 permetterà ai partecipanti di comprendere come sia possibile analizzare le strutture meccaniche combinando tutti gli effetti fisici e le interazioni rilevanti. 

 Lo strumento principe è COMSOL Multiphysics®, uno dei software di modellazione più avanzati del settore, in grado simulare progetti, dispositivi e processi in ogni ambito tecnologico. Grazie al modulo dedicato alla Meccanica Strutturale, la piattaforma permette di analizzare la meccanica dei solidi, simulando il comportamento dei materiali, delle dinamiche, delle vibrazioni, dell’attrito ecc. all’interno di un unico modello e di un unico ambiente di modellazione.

Il modulo offre accoppiamenti multifisici integrati che includono anche gli aspetti termici, a partire dalle semplici condizioni operative di un dispositivo, per arrivare a fenomeni più complessi come l’effetto Joule. La piattaforma rende possibile, infatti, modellare la conduzione della corrente elettrica in una struttura, il successivo riscaldamento elettrico causato dalle perdite ohmiche e le sollecitazioni termiche indotte dal campo di temperatura.

Simulare i fenomeni termomeccanici

Per avere una panoramica completa delle possibilità durante il seminario i tecnici Comsol esamineranno i diversi meccanismi importanti da considerare in un modello termomeccanico. Come ad esempio il creep termico, ossia la deformazione anelastica che si verifica nel tempo quando un materiale è sottoposto a stress a una temperatura pari o superiore al 40% del punto di fusione. O ancora lo smorzamento termoelastico, che si verifica quando si sottopone un materiale a stress ciclico di compressione e di espansione. La deformazione ciclica crea variazioni locali di temperatura in grado a loro volta di produrre perdite meccaniche.

Il webinar passerà in rassegna vari casi di studio ed esempi di modelli, mostrando il software in azione e rispondendo in tempo reale a tutte le domande dei partecipanti.

Partecipa al seminario gratuito dedicato alla simulazione dei fenomeni termomeccanici registrandoti all’indirizzo  https://www.comsol.it/c/fvmd 

Rinnovabili •
About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Decreto FER X

Decreto FER X, aste entro la fine dell’anno

Lo ha dichiarato il sottosegretario al MASE, Claudio Barbaro, ma l'iter del Decreto Fer X appare ancora indietro con i tempi

Decreto FER X
Foto di Ed White da Pixabay

Incentivi alle rinnovabili, la normativa in attesa

Il Decreto FER X è in dirittura d’arrivo e le prime procedure competitive del provvedimento potrebbero essere lanciate entro la fine del 2024. Questa perlomeno è la previsione avanzata dal sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, durante un’interrogazione alla Camera. Rispondendo in X Commissione ad un quesito dell’onorevole Peluffo sui tempi di adozione del DM FER-X, Barbaro ha fatto chiarezza sui prossimi passi del provvedimento.

Lo schema, ha ricordato il sottosegretario, è stato trasmesso all’ARERA nel mese di aprile ai fini dell’acquisizione del parere. L’Authority dovrebbe far sapere la propria posizione in questi giorni per poi “passare la palla” alla Conferenza Unificata. A valle dell’acquisizione di quest’ultimo parere “sarà possibile procedere con la notifica formale del provvedimento in Commissione europea per la verifica dei profili di compatibilità con la disciplina in materia di Aiuti di Stato”.

Decreto FER X, quando arriva?

Il percorso, dunque, si prospetta ancora lungo ma il Sottosegretario rassicura gli animi spiegando che il MASE sta cercando di velocizzare i passaggi rimanenti. “Per accelerare […] il Ministero ha già avviato i colloqui con la Commissione con l’obiettivo di illustrare le principali novità introdotte dal meccanismo. Tra le innovazioni, rispetto al disegno attuale, il nuovo schema prevede infatti che il Sistema si faccia carico del rischio dovuto alle dinamiche inflattive, particolarmente accentuate nell’ultimo anno, in modo tale da rendere i corrispettivi riconosciuti più adeguati alla struttura di costo e alla sua evoluzione, riducendo così i rischi degli operatori“.

Il Decreto, ricordiamo, nasce per sostenere la produzione di energia elettrica da impianti rinnovabili “con costi vicino alla competitività di mercato”. Ossia fotovoltaici, eolici, idroelettrici e di trattamento dei gas residuati dai processi di purificazione. L’ultima bozza del decreto FER X riporta due modalità di accesso agli incentivi: quella diretta, riservata ai sistemi rinnovabili di taglia uguale o inferiore ad 1 MW per un massimo di 5 GW sviluppabili in Italia; quella tramite aste, nel caso di impianti di potenza superiore a 1 MW (e con contingenti differenziati per tecnologia che vanno da un 45 GW per il fotovoltaico allo 0,02 GW per i gas residuati).

Barbaro ha anche anticipato che per mitigare le problematiche relative all’operatività dei contratti alle differenze convenzionali, il Ministero ha provveduto a “ridisegnare la struttura dei pagamenti del contratto al fine di disincentivare l’offerta della capacità contrattualizzata a prezzi inferiori ai propri costi marginali”. Un intervento che permetterebbe al tempo stesso di “ridurre il rischio volume sostenuto dai titolari della medesima capacità“. Le prime aste? “Potranno essere bandite entro la fine dell’anno“, ha concluso il sottosegretario.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • pcb ricarica

PCB per la ricarica dei veicoli elettrici (EVC)

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Il ruolo e l'importanza dei circuiti stampati nel mondo della ricarica dei veicoli elettrici

pcb ricarica

Il mondo dell’EV charging promette di cambiare il nostro modo di spostarci e di viaggiare e molte sono le tecnologie in gioco per raggiungere questo ambizioso obiettivo. L’elettronica svolge di certo un ruolo chiave, ma è necessario sviluppare prodotti ad hoc per questo segmento di mercato, che siano in grado di gestire picchi energetici, alte temperature, funzionalità molteplici e dimensioni ridotte. Molte di queste necessità devono essere soddisfatte nella progettazione di un circuito stampato (anche detto PCB) che permetterà di garantire funzionalità, affidabilità ed efficienza di una colonnina di ricarica. I PCB (Printed Circuit Boards) sono infatti fondamentali per consentire una ricarica affidabile e ad alta potenza e si sono evoluti parallelamente allo sviluppo di colonnine di ricarica sempre più performanti, di dimensioni più compatte e più leggere.

Diminuendo le dimensioni delle colonnine di ricarica, anche lo spazio dedicato ai PCB si è ridotto, portando i progettisti di circuiti stampati a studiare nuovi design che permettessero di ottenere le stesse prestazioni in dimensioni più contenute. In alcuni casi può essere sufficiente usare elementi più compatti, in altri lavorare sulla densità del circuito, oppure optare per un maggior numero di strati che possano ospitare tutte le funzionalità richieste, o ancora prestare particolare attenzione alla larghezza delle piste e alla distanza di isolamento.

I circuiti stampati dedicati al mondo dell’ev charging devono inoltre poter gestire correnti e tensioni elevate, che richiedono l’uso di materiali specifici e spesso di una grande quantità di rame che permetta di condurre considerevoli flussi di corrente e dissipare il calore in eccesso.

I circuiti stampati di un EV charger non sono solo sviluppati per garantire il fine ultimo della colonnina, la ricarica in sè, ma anche un’esperienza di acquisto adeguata. Se, da un lato, la crescente richiesta di tempi di ricarica più rapidi richiede una tecnologia dei PCB in grado di supportare operazioni di ricarica efficienti e ad alta potenza, dall’altro devono essere considerate anche tutte le interfacce che includono funzioni come touchscreen, applicazioni mobili, lettori di schede RFID e controlli intuitivi, tutti progettati con lo scopo di migliorare l’esperienza dell’utilizzatore di una colonnina di ricarica.

Attenzione alla sostenibilità nella progettazione di un PCB

Un’attenta progettazione di circuiti stampati può inoltre contribuire alla sostenibilità del prodotto finale, perché permette di ottimizzare spazio e materiali, riducendo gli sprechi. Studiare con attenzione il design del PCB permette di sfruttare il pannello in modo da ridurre la quantità di materie prime necessarie per produrre il circuito stampato ma anche delle risorse richieste per lavorarlo, come acqua, calore ed elettricità. La dimensione inferiore di un circuito stampato si tramuta anche in meno materiali di scarto nel caso in cui la scheda finale abbia dei difetti e debba quindi essere rottamata, e anche un imballaggio con dimensioni minori, peso minore con conseguente riduzione del costo di spedizione. I vantaggi sono quindi al contempo ambientali ed economici.

NCAB ha sviluppato delle linee guida che permettono di identificare i fattori che determinano il costo di un PCB  e supporta i propri clienti sin dalle prime fasi della progettazione per raggiungere obiettivi di sostenibilità comuni. 

I webinar sul circuito stampato di NCAB Group

Per questo motivo il Gruppo svedese mette a disposizione il know how dei propri tecnici attraverso un fitto programma di webinar gratuiti dedicati al circuito stampato. 

Giovedì 13 giugno 2024, in particolare, Jonathan Milione, FAE di NCAB Group Italy, terrà un webinar dal titolo “PCB affidabili per l’EVC​ – Opportunità, sfide e applicazioni in ambito ricarica EV“ a cui è possibile iscriversi da questo link https://attendee.gotowebinar.com/register/3189250463637126235

Parleremo di:

  • Evoluzione e sfide del settore dei veicoli elettrici
  • Metodi di ricarica e sviluppi tecnologici delle colonnine di ricarica
  • Soluzioni di design per PCB: sistemi di ricarica ad alta potenza

leggi anche Circuiti stampati più sostenibili, l’approccio virtuoso di NCAB Group

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