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ABB presente a KEY 2024 con un’offerta completa per le rinnovabili

ABB sarà presente al Padiglione B3, stand 078, con le sue soluzioni e le tecnologie per la protezione, gestione e monitoraggio degli impianti

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La crescita dell’utilizzo delle energie rinnovabili in Italia è dettata dalla necessità di ridurre l’impronta di carbonio legata all’utilizzo di fonti fossili, per proseguire nel percorso di sostenibilità del nostro Paese. Alla fiera KEY – The Energy Transition Expo, che si svolgerà a Rimini dal 28 febbraio al 1° marzo, sarà possibile scoprire tutte le nuove tecnologie, i servizi e le soluzioni integrate per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili.

ABB partecipa a KEY presentando un’offerta completa per gli impianti a servizio delle energie rinnovabili in grado di soddisfare tutte le esigenze, da quelle dei piccoli impianti fino quelle legate alle installazioni di parchi fotovoltaici con accumulo di energia.

Alla fiera KEY sarà possibile scoprire le soluzioni proposte nei tre scenari in cui ABB ha suddiviso la sua offerta per gli impianti rinnovabili in occasione della fiera:

  • Gestione dell’energia, dove sono presenti soluzioni per impianti a servizio delle energie rinnovabili, tra cui il fotovoltaico, dove l’esigenza è di proteggere, gestire e misurare i consumi della fornitura di energia elettrica;
  • Ottimizzazione dell’energia all’interno di impianti industriali e grandi complessi commerciali, in cui è necessario sfruttare al meglio i flussi energetici attraverso sistemi integrati in grado di gestire le varie componenti dell’impianto, dalla produzione, alla gestione del building e la mobilità elettrica;
  • Sviluppo del business grazie alle fonti rinnovabili, con produzione fotovoltaica dell’ordine di megawatt destinati alla produzione con accumulo e dove necessitano sistemi per la gestione e la vendita dell’energia.

I sistemi e le soluzioni ABB per gli impianti fotovoltaici garantiscono protezione, gestione e monitoraggio degli impianti per garantire la massima affidabilità e continuità di servizio di ogni dimensione e complessità dal complesso residenziale all’utility scale.

Grazie a una gamma completa, progettata specificatamente per la gestione gli impianti fotovoltaici, ABB offre soluzioni innovative con prodotti adatti a ogni esigenza come relè di interfaccia CEI-016 e CEI-21, interruttori, sezionatori, portafusibili, fusibili, dispositivi di misura, contattori, contenitori e quadri incluse anche soluzioni plug & play come i quadri precablati, certificati per la protezione di stringhe fino a 800V.

Durante la manifestazione gli esperti ABB proporranno ogni giorno dei seminari per illustrare le opportunità offerte da una buona gestione degli impianti sfruttando le energie rinnovabili. Inoltre, ABB è presente anche a DPE, per mostrare le sue applicazioni anche in ambito industriale, per una offerta a 360° nel mondo dell’elettrificazione.

Allo stand di ABB sarà mostrata anche l’agenda di sostenibilità 2030 di ABB che si basa su tre pilastri: ridurre le emissioni di CO2, preservare le risorse, promuovere il progresso sociale.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.