Rinnovabili • Comunità Solidale di Energia Rinnovabile

Inaugurata la Comunità Solidale di Energia Rinnovabile di Baranzate

Finanziata da Banco dell’energia, la CER solidale garantirà sconti del 30% in bolletta per 40 famiglie per i prossimi 20 anni

Comunità Solidale di Energia Rinnovabile

È stata inaugurata oggi la Comunità Solidale di Energia Rinnovabile di Baranzate (CSER), realizzata a sostegno delle famiglie in condizione di povertà energetica del Comune milanese. La CSER SOL – Solari e Solidali è stata finanziata da Banco dell’energia, Ente Filantropico per sostenere le famiglie che si trovano in una situazione di vulnerabilità economica e sociale, da Next Energy Foundation e da Fondazione AEM, una delle Fondazioni del Gruppo a2a.

Il progetto ha previsto l’installazione di impianti fotovoltaici su due luoghi dell’Associazione La Rotonda: InOltre, uno spazio di 870 mq, sede dell’Associazione La Rotonda, di Fondazione Inoltre e dell’Emporio della Solidarietà di Baranzate – che ha l’obiettivo di aiutare le famiglie più fragili del territorio – e la Porta di Baranzate sede dello Spazio 14:17 anni, 130 mq destinati agli adolescenti come luogo per ritrovarsi, imparare e crescere insieme.

L’impianto fotovoltaico di circa 87 KWp garantirà un risparmio nei consumi energetici dell’Associazione La Rotonda, alimentando l’Emporio della Solidarietà di Baranzate e gli spazi dell’associazione con energia pulita. Il risparmio verrà poi restituito al territorio sotto forma di erogazioni liberali a sostegno dei costi energetici di famiglie in difficoltà. I soci della CSER attraverso la forma del “Volontariato energetico” contribuiranno a contrastare la povertà energetica del territorio, devolvendo parte degli incentivi ricevuti dalla condivisione di energia sotto forma di contributi ai soggetti interessati.

leggi anche Incentivi a CER e autoconsumo, attivi i portali e il simulatore

L’iniziativa si inserisce nel percorso del Banco dell’energia che, a partire dal Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, promuove una strategia a lungo termine per il contrasto a questo fenomeno. Vengono infatti finanziati e realizzati progetti su tutto il territorio nazionale che, partendo dal sostegno attraverso il pagamento delle bollette di qualsiasi operatore energetico o l’acquisto di elettrodomestici, la formazione sull’uso consapevole dell’energia, interventi di efficientamento delle abitazioni, arrivano fino alla promozione del modello delle comunità energetiche a carattere solidale.

Un impegno che mira a sviluppare risposte concrete e diffuse sui territori per garantire un accesso all’energia etico e sempre più inclusivo.

L’obiettivo della CSER di Baranzate è infatti quello della redistribuzione – al netto delle spese e nelle proporzioni stabilite dall’assemblea degli associati – dei ricavi derivanti dall’incentivo per l’energia condivisa o immessa in rete alle famiglie vulnerabili, senza alcun onere.

I numeri della povertà energetica in Italia

Un sostegno importante alla luce dei numeri della povertà energetica in Italia che, secondo l’OIPE – Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica – in riferimento agli ultimi dati reali disponibili del 2022, si attesta al 7.7% del totale pari a 2 milioni di famiglie, cui se ne aggiungono altre a rischio scivolamento verso una condizione di vulnerabilità. Inoltre, secondo i dati IPSOS, il concetto di povertà energetica è genericamente noto al 66% degli italiani, mentre solo circa il 6% conferma un’elevata familiarità con il tema. La sensibilità per l’argomento viene manifestata anche attraverso l’interesse ad entrare a far parte di una comunità energetica (58%), contribuendo così alla soluzione del problema.

CSER: un investimento green. Il fotovoltaico, oltre ad aiutare le famiglie in difficoltà, è in grado di dare un contributo concreto per contrastare il cambiamento climatico. L’energia elettrica rinnovabile prodotta in 30 anni dall’impianto dell’APS La Rotonda a Baranzate, eviterà il rilascio nell’atmosfera di circa 1.100 tonnellate di CO2, una quantità assorbibile da circa 6.000 alberi.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Patrizia Toia, Vicepresidente Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) del Parlamento Europeo, Luca Elia, Sindaco di Baranzate, Francesco Vassallo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Milano, Elena Eva Maria Grandi, Assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano, Luca D’Intino, Funzione Promozione e Assistenza alla Pubblica Amministrazione GSE, oltre ai partner rappresentati da Roberto Tasca, Presidente del Banco dell’energia, Alberto Martinelli, Presidente della Fondazione AEM, Gianluca Boccanera, Managing Director NextEnergy Group, Samantha Lentini, Presidente Associazione La Rotonda e SOL Solari e Solidali, Illuminato Bonsignore, CEO 3E Environment Energy Economy S.r.l.

“Le Comunità Solidali di Energia Rinnovabile rappresentano una risposta importante al tema della povertà energetica unitamente al cambiamento del mix energetico, dal fossile alle rinnovabili. È molto bello trovare realizzazioni pratiche sui territori, grazie alla iniziativa di soggetti sociali, economici e alla collaborazione degli enti locali, delle innovazioni introdotte nella legislazione europea.  Come abbiamo fatto parecchi anni fa con la previsione in una direttiva delle Comunità Energetiche e della possibilità di autoprodizione. Queste ulteriori evoluzioni che uniscono al modello delle Comunità la dimensione Solidale fanno capire il valore che possono e potranno avere da qui a lungo termine  nell’accompagnare il cambiamento con l’attenzione alle fasce più vulnerabili e alla povertà energetica – il commento della Vicepresidente Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) del Parlamento Europeo, Patrizia Toia – L’inaugurazione odierna rappresenta un esempio di quali strumenti reali mettere in campo per una fruizione sempre più equa a livello energetico. Auspico che iniziative di questo tipo possano essere replicate nel tempo e su tutto il territorio nazionale.”

“La società moderna presenta numerosi problemi sociali e di conseguenza diversi tipi di povertà, tra le quali quella energetica si attesta come una delle più difficili da contrastare. La Città Metropolitana di Milano da tempo ha posto al centro del proprio operato la questione ambientale in tutte le sue sfaccettature, abbracciando iniziative come quella di oggi – ha commentato il Vicesindaco della Città Metropolitana di Milano, Francesco Vassallo – Con l’inaugurazione della CSER di Baranzate è stata, quindi, data una riposta concreta per il contrasto alla povertà energetica, e mi trovo a fare i complimenti ai vari protagonisti di questo progetto.”

“Il Comune di Milano sostiene convintamente lo sviluppo del modello CERS. A questo proposito lo scorso anno la Giunta ha dato il via libera all’avvio della sperimentazione di cinque progetti pilota di CER solidali per cinque quartieri di Milano: Bovisa, Città Studi, Ghisolfa, Chiaravalle e nell’area di Niguarda-Affori – questo il commento dell’Assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano Elena Eva Maria Grandi – Le sperimentazioni sono pensate con innovazioni tecnologiche di rilievo. La posa di impianti fotovoltaici su immobili di proprietà del Comune e la condivisione delle eccedenze permette, oltre che la riduzione dei consumi energetici, anche il miglioramento della coesione sociale tra i membri.

Più in generale, inoltre, lo sviluppo del parco fotovoltaico del Comune di Milano è una delle priorità alle quali ho chiesto di lavorare all’indomani della mia nomina in quanto tema determinante per la transizione ecologica e per la mitigazione degli effetti della crisi climatica. Già nel 2022, infatti, abbiamo approvato i progetti preliminari di 23 nuovi impianti fotovoltaici: 2 impianti sportivi; 2 Municipi; 10 scuole, oltre a 9 complessi di Edilizia Residenziale Pubblica.”

leggi anche Potenzia la tua comunità energetica, l’UE ti aiuta con un bando

“L’inaugurazione della Comunità Solidale di Baranzate, la prima iniziativa di questo tipo avviata in Lombardia, rappresenta un’occasione per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma contemporaneamente dimostra anche l’impegno della comunità a tracciare le coordinate per un futuro più equo, che permetta di non lasciare indietro nessuno, in particolare i più vulnerabili sia dal punto di vista energetico sia sociale: un obiettivo che Banco dell’energia si pone per ogni progetto che sceglie di sostenere – ha affermato il Presidente del Banco dell’energia, Roberto Tasca – Desidero ringraziare tutti i partner che hanno reso possibile questa iniziativa, augurando di vederne germogliare presto di ulteriori in altri territori del nostro Paese.”

“Con grande gioia e orgoglio Fondazione AEM è parte del progetto che ha portato alla creazione della nuova CSER di Baranzate – queste le parole del Presidente di Fondazione AEM Alberto Martinelli – La condivisione di intenti tra i soggetti promotori della comunità di Baranzate, in primis l’Associazione La Rotonda, e il settore privato ha contribuito allo sviluppo e alla realizzazione del modello di CSER che permetterà di aiutare direttamente, per diversi anni, 40 famiglie del territorio e molte altre che verranno coinvolte tramite modalità innovative.”

Sol nasce come progetto multidimensionale: capace di generare effetti ambientali immediati e visibili, ma anche di proporre un modello sostenibile e scalabile di contrasto alla povertà energetica sui territori – dichiara Samantha Lentini Presidente dell’Associazione La Rotonda e SOL Solari e Solidali – Il progetto Sol si può efficacemente riassumere attraverso tre concetti: comunità, condivisione, energia. La comunità non è solo beneficiaria delle azioni ad impatto sociale, ma diventa artefice di cambiamento. Condivisione: la produzione di energia da fonte rinnovabile se condivisa è capace di apportare nuove risorse economiche a beneficio del territorio. Energia: è quella fonte inesauribile che quando è autoprodotta e messa in circolo, genera legami buoni sui territori.”

“Oggi abbiamo celebrato uno dei primi casi in Italia di collaborazione virtuosa tra diverse anime del mondo profit e non profit per dar vita ad una iniziativa che può rispondere in maniera strutturale e durevole ad uno dei più rilevanti problemi del nostro tempo – ha commentato Gianluca Boccanera, Managing Director di NextEnergy Group – E siamo davvero orgogliosi di aver contribuito alla definizione di questo progetto sin dai primi passi, supportando La Rotonda nel muoversi in un quadro regolamentare e tecnico che via via è diventato più chiaro fino a rendere questa iniziativa possibile. NextEnergy Foundation, la fondazione del Gruppo NextEnergy, è dal 2016 impegnata nel supportare progetti in vari paesi nel mondo, per consentire di portare energia pulita in contesti dove questo obiettivo è più difficile da raggiungere e alleviare di conseguenza situazioni di povertà in molti casi cronica. E quello inaugurato oggi rappresenta senz’altro un fiore all’occhiello e speriamo solo la prima di una serie di ulteriori iniziative che ci auguriamo di poter supportare sul territorio italiano negli anni a venire.”

About Author / La Redazione

Rinnovabili • Cattura diretta dall’aria di CO2: entra in funzione Mammoth

Inaugurato Mammoth, il più grande impianto al mondo di cattura diretta dall’aria di CO2

L’azienda svizzera Climeworks ha messo in funzione un impianto capace di catturare dall’atmosfera 36.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno. È il più grande mai costruito. E richiede meno energia per lo stoccaggio geologico grazie a una torre di assorbimento dove la CO2 viene disciolta in acqua, che è poi pompata sottoterra dove avviene la mineralizzazione

Cattura diretta dall’aria di CO2: entra in funzione Mammoth
crediti: Climeworks

Il sito si trova in Islanda e ha una capacità annuale circa 10 volte superiore al suo predecessore Orca

Dopo Orca arriva Mammoth. Il più grande impianto per la cattura diretta dall’aria di CO2 (DAC, Direct Air Capture) e il suo stoccaggio geologico è entrato in funzione l’8 maggio. Sempre in Islanda, come il suo gemello di taglia minore, e sempre operato da Climeworks, l’azienda svizzera legata al politecnico di Zurigo che ha fatto da apripista nello sviluppo della tecnologia DAC su scala industriale.

Il nuovo gigante della cattura diretta dall’aria di CO2

Mammoth è circa 10 volte più grande del suo predecessore Orca e ha una capacità nominale, una volta a regime, di catturare dall’atmosfera 36.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno. La piena operatività dovrebbe essere raggiunta già entro il 2024. Al momento sono attivi 12 dei 72 filtri per la cattura diretta dall’aria di CO2.

I filtri sono progettati come unità modulari che possono essere aggiunte, aumentando la capacità totale dell’impianto. E danno flessibilità: eventuali guasti o esigenze di manutenzione impattano in modo più limitato sul sistema. Inoltre, 3 filtri vengono tenuti “di riserva”, pronti a entrare in attività per compensare il venir meno di altri moduli.

Una torre riduce l’intensità energetica della DAC di Mammoth

Come già avveniva per Orca, l’impianto è alimentato da energia rinnovabile geotermica, che copre circa il 29% del mix elettrico nazionale islandese. Il nuovo impianto, però, richiede in proporzione meno energia per funzionare. Grazie a una modifica chiave nel processo di stoccaggio della CO2 raccolta.

Mammoth usa una “torre” per sciogliere l’anidride carbonica in acqua, che viene poi iniettata sottoterra dove avviene il processo di mineralizzazione. Orca, al contrario, pompava nei siti di stoccaggio la CO2 in forma gassosa, operazione che richiede una pressione maggiore, con conseguente maggior fabbisogno energetico.

Verso impianti da 1 MtCO2

Con l’avvio di Mammoth, Climeworks compie un altro passo avanti nella dimostrazione dell’applicabilità della sua tecnologia DAC anche in impianti di grossa taglia. Gli obiettivi dell’azienda sono di raggiungere una capacità DAC di 1 milione di tonnellate di CO2 (MtCO2) entro il 2030 e di 1 miliardo di tonnellate (GtCO2) entro metà secolo. Per tagliare il traguardo fissato per questo decennio servirebbero 28 impianti della taglia di Mammoth (contro i 250 di taglia analoga a quella di Orca).

Un fronte su cui Climeworks sta già lavorando. Sono tre le proposte di hub per la cattura diretta dell’aria di CO2 con capacità di 1 MtCO2 avanzate negli Stati Uniti. Tutte già finanziate dal Dipartimento dell’Energia di Washington per un totale di oltre 600 milioni di dollari. Al più grande, Project Cypress in Louisiana, sono stati concessi i primi 50 milioni di dollari a marzo per avviare il progetto. Altri paesi dove l’azienda svizzera sta presentando progetti sono Norvegia, Kenya e Canada.

Rinnovabili •
About Author / Lorenzo Marinone

Scrive per Rinnovabili.it dal 2016 ed è responsabile della sezione Clima & Ambiente. Si occupa in particolare di politiche per la transizione ecologica a livello nazionale, europeo e internazionale e di scienza del clima. Segue anche i temi legati allo sviluppo della mobilità sostenibile. In precedenza si è occupato di questi temi anche per altri siti online e riviste italiane.


Rinnovabili • Solare fotovoltaico in Italia

Solare fotovoltaico in Italia, cosa dice il rapporto GSE

Lo scorso anno sono entrati in esercizio circa 371.500 impianti fotovoltaici in Italia, in grande maggioranza di taglia inferiore a 20 kW, per una capacità complessiva di oltre 5,2 GW. Una crescita che conferma il primato nazionale della Lombardia in termini di potenza installata, seguita con un certo distacco dalla Puglia

Solare fotovoltaico in Italia
via depositphotos

Online il Rapporto Statistico 2023 sul Solare Fotovoltaico in Italia

Ben 5,2 GW di aggiunte che portano la potenza cumulata totale a 30,31 GW e la produzione annuale a quota 30.711 GWh. Questi in estrema sintesi i dati del solare fotovoltaico in Italia, riportati nel nuovo rapporto del GSE. Il documento mostra le statistiche del settore per il 2023, offrendo informazioni importanti non solo sui sistemi ma anche sulla dimensione dei pannelli solari, la tensione di connessione, il settore di attività, l’autoconsumo e persino sull’integrazione di eventuali batterie. Uno sguardo approfondito per capire come sta crescendo il comparto, ma anche per evidenziare potenzialità e criticità.

Solare Fotovoltaico Italiano, la Crescita 2023 in Numeri

Nel 2023 il fotovoltaico nazionale ha messo in funzione 371.422 nuovi impianti solari per una potenza complessiva di poco superiore ai 5,2 GW. La crescita ha ricevuto i contributi maggiori, in termini di numero di sistemi, da regioni come la Lombardia (con il 17,5% dei nuovi impianti fv 2023), il Veneto (13,2%), l’Emilia-Romagna (9,8%) e la Sicilia (6,9%). Scendendo ancora di scala sono invece le provincie di Roma (3,9%), Brescia (3,6%) e Padova (3,1%) quelle a detenere la quota maggiore di aggiunte. Per buona parte dell’anno questo progresso si è affidato ai piccoli impianti di taglia residenziale, che hanno lasciato il posto sul finire del 2023 ad una nuova spinta del segmento C&I.

Produzione fotovoltaica in Italia

Altro dato importante per il 2023: la produzione del solare fotovoltaico in Italia. Lo scorso anno tra nuovi impianti e condizioni meteo favorevoli, il parco solare nazionale ha prodotto complessivamente 30.711 GWh di energia elettrica (dato in crescita del 9,2% sul 2022), con un picco nel mese di luglio di oltre 3,8 TWh.

Se ci si focalizza, invece, solo sull’autoconsumo fotovoltaico, il rapporto del GSE indica che lo scorso 7.498 GWh sono stati prodotti e consumati in loco. Un valore pari al 24,8% della produzione netta complessiva. A livello regionale la percentuale di energia autoconsumata rispetto all’energia prodotta risulta più alta in Lombardia, Liguria e Campania. A tale dato se ne associa un altro altrettanto interessante: quello dei sistemi di accumulo. Lo scorso anno risultavano in esercizio 537.000 sistemi di storage connessi ad impianti fotovoltaici, per una potenza cumulata di 3,41 GW.

leggi anche Direttiva EPBD e fotovoltaico: scadenze e potenzialità

Solare Fotovoltaico, la Potenza in esercizio in Italia

Le nuove aggiunte 2023 hanno portato il dato della potenza fotovoltaica totale cumulata in Italia ad oltre 30,31 GW e quello della potenza pro capite nazionale a 514 W per abitante. Nel complesso sono attivi sul territorio 1.597.447 impianti fotovoltaici, di cui il 94% rientra nella taglia fino a 20 kW. Sono, per intenderci, i piccoli impianti realizzati solitamente sui tetti degli edifici. Non sorprende quindi scoprire che la superficie occupata dagli impianti fotovoltaici a terra a fine 2023 risultava di soli 16.400 ettari. In questo contesto le regioni con la maggiore occupazione di superficie del suolo da parte del solare fotovoltaico risultano essere: la Puglia (4.244 ettari), la Sicilia (1.681 ettari) e il Lazio (1.527 ettari).

Sul fronte della potenza attiva, viene confermato il primato del Nord Italia con il 48,0% del totale nazionale grazie al traino di Lombardia (13,8%), Veneto (10,4%) ed Emilia Romagna (10%). Segue il 34,7% delle regioni meridionali, con la Puglia che da sola fornisce il 10,9% della potenza, e quindi il contributo del Centro Italia.

Leggi qui il report GSE sul Solare Fotovoltaico in Italia

About Author / La Redazione

Rinnovabili • Dl Agricoltura bollinato

Dl Agricoltura bollinato, ecco l’art. sul fotovoltaico a terra

Il testo finale del decreto è stato varato dopo alcune piccole modifiche richieste dal Quirinale. Confermati i paletti sul fotovoltaico a terra salvaguardando gli investimenti del PNRR

Dl Agricoltura bollinato
Foto di Andreas Gücklhorn su Unsplash

Stop del fotovoltaico a terra con una serie di eccezioni

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, Dl Agricoltura è stato “bollinato” dalla Ragioneria di Stato e quindi varato definitivamente. Ma non prima di alcune modifiche last minute frutto del confronto con il Quirinale. Nessun ritocco significativo, tuttavia, riguarda il tanto criticato articolo di stop al fotovoltaico a terra. Il contenuto, infatti, rimane nelle linee annunciate il 6 maggio dal ministri Pichetto e Lollobrigida, cercando di salvaguardare gli investimenti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), punto fermo per il MASE.

L’articolo in questione, che passa dal 6 della prima bozza al 5 nel DL Agricoltura bollinato, riporta alcune disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo. L’intervento mira a modificare l’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, con cui l’Italia ha recepito nel proprio ordinamento la direttiva europea sulle rinnovabili RED II. 

In poche parole il testo introduce dei paletti all’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti. Come? Limitando qualsiasi intervento a lavori modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, che non comportino incremento della superficie occupata. Nessun vincolo invece per il fotovoltaico a terra se installato:

  • in cave e miniere non in funzione, abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
  • porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento;
  • siti e  impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali;
  • siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali;
  • aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri;
  • aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti.

Salvi, come promesso, anche i progetti fotovoltaici a terra se parte di una Comunità energetica rinnovabile o finalizzati all’attuazione degli investimenti del PNRR.

Il testo del Dl Agricoltura “bollinato” sul fotovoltaico

Riportiamo per intero l’articolo 5 sul fotovoltaico nella versione finale del DL Agricoltura.

ART. 5 (Disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo)

1. All’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

‹‹1-bis. L’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra di cui all’articolo 6-bis, lettera b), del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, è consentita esclusivamente nelle aree di cui alle lettere a), limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata, c), c-bis), c-bis.1), e c-ter) n. 2) e n. 3) del comma 8. Il primo periodo non si applica nel caso di progetti che prevedano impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, nonché in caso di progetti attuativi delle altre misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato con decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021, come modificato con decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023, e dal Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC) di cui all’articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, ovvero di progetti necessari per il conseguimento degli obiettivi del PNRR.››.

2. Le procedure abilitative, autorizzatorie o di valutazione ambientale già avviate alla data di entrata in vigore del presente decreto sono concluse ai sensi della normativa previgente.

Leggi anche Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

About Author / La Redazione