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ProntoPro ecobonus 110%: i dubbi sulle norme fanno calare drasticamente le richieste

ProntoTrends, l’Osservatorio di ProntoPro sul mercato dei servizi, evidenzia una rinnovata attenzione su altri ambiti di rinnovamento della propria casa: -70% le richieste per ristrutturazione casa da inizio anno, -37% le richieste per il rifacimento delle facciate, +65% le richieste di installazione o sostituzione delle caldaie, +20% le richieste per la progettazione di giardini rispetto al 2020

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ProntoPro ha preso in esame diversi servizi legati all’ecobonus 110%

Milano, 1 agosto 2022 – ProntoPro, marketplace di riferimento che mette in contatto domanda e offerta di servizi professionali ha analizzato i dati relativi alle ricerche sul proprio portale rispetto alle richieste di ristrutturazione degli immobili anche in relazione al Decreto-legge del super ecobonus 110%, che da due anni ha permesso agli italiani di fare più serenamente investimenti sulle proprie case. In seguito all’annuncio del superamento delle domande rispetto ai fondi statali messi a disposizione e alla successiva crisi di governo, che ancora deve decidere se e come rifinanziare la misura, hanno fatto registrare un netto calo della richiesta di prestazioni, da gennaio a luglio e un cambio di priorità di ristrutturazione.

ProntoPro ha preso in esame i servizi legati al bonus 110% quali: Ristrutturazione Casa, Installazione e/o sostituzione finestre, Installazione e/o sostituzione di pannelli fotovoltaici, Rifacimento delle facciate, Installazione o sostituzione della caldaia. Questi servizi hanno registrato quasi tutti un calo nelle domande, tranne l’installazione o sostituzione delle caldaie che ha avuto, in media da gennaio a luglio, un ottimo riscontro, evidenziando una crescita di richieste del 65%, trendtrainato probabilmente dal caro energia, dato che una caldaia di ultima generazione a condensazione può consumare il 30% in meno di un modello obsoleto. 

Perdono domanda invece i servizi legati alla ristrutturazione della casa (-70% da inizio 2022), seguiti dal rifacimento delle facciate (-37%), l’installazione delle finestre (-27%) e l’installazione di pannelli fotovoltaici (-5%).

Nel 2020 l’Osservatorio di ProntoPro per i servizi, Pronto Trends, aveva registrato il picco massimo di richieste per la ristrutturazione della casa in ottobre, prima in classifica tra le priorità degli italiani dopo il primo lockdown, ma soprattutto dopo la conferma dell’attivazione del Bonus 110. A seguire si trovavano l’imbiancatura delle pareti interne, l’installazione della caldaia, di nuove finestre e dei pannelli solari.

Già nel 2021 la top 5 dei servizi più richiesti dell’anno secondo i dati Pronto Pro cambia e vede i pannelli solari salire al terzo posto con picco di domanda a gennaio, mentre nel 2022, la ristrutturazione della casa scende al secondo posto, dopo l’imbiancatura delle pareti interne, e prima dell’installazione di pannelli solari. Il cambio di passo è probabilmente dovuto anche alle incertezze registrate in questo primo semestre sugli incentivi offerti dal governo, per cui la Ristrutturazione Casa, che richiede anche un grande investimento di tempo, è stata sostituita da ammodernamenti che hanno bisogno di un impegno ben diverso.

Il 2022 vede -70% di richieste, da gennaio, per la ristrutturazione della casa, con un picco al ribasso mese su mese in giugno, -44%. È possibile che a indirizzare le decisioni degli italiani, siano state le condizioni dettate dal conflitto Russia-Ucraina che non assicurava la fornitura di materie prime e poi, la crisi di governo per cui si è spostato lo sguardo verso investimenti che migliorino gli spazi in cui viviamo con costi minori in termini di tempo, energia e denaro.

Dato interessante nei servizi per gli ambienti esterni, è l’aumento di richieste per la progettazione di giardini, richiesto dal 36% del pubblico di ProntoPro nel 2022 rispetto al 16% del 2020, una scelta forse incoraggiata anche dallo smart working che ha spinto le persone a rendere più accoglienti le proprie case; di contro si registra un calo per le piscine interrate, dal 47% nel 2020 a solo il 12% nel 2022 e quelle fuori terra dal 22% al 12% nel 2022.

Sugli ambienti interni invece, stabili le imbiancature delle pareti, con leggera flessione nelle richieste per l’anno 2021 (66%), rispetto al 2020 quando erano il 73% e nel 2022 tornano al 71%. Un altro must sembra essere la ristrutturazione del bagno che nel 2020 copriva il 12% delle richieste, oscillando al 19% nel 2021 e poi di nuovo al 12% nel 2022. Non cambia la percentuale di richiesta per i mobili su misura, l’interior design e la ristrutturazione delle cucine.

ProntoTrends: l’Osservatorio sull’evoluzione e le tendenze nel mercato dei servizi

L’Osservatorio sui servizi per migliorare la casa è una delle tematiche che ProntoPro affronta all’interno del nuovo progetto ProntoTrends: uno strumento per la stampa, ma anche per clienti e professionisti che utilizzano il portale, in cui vengono raccolte informazioni sulle tendenze del settore dei servizi professionali. Mette in evidenza i cambiamenti della domanda nel corso dell’anno e le differenze a livello geografico e viene aggiornato ogni mese con un nuovo focus su un tema specifico.

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Rinnovabili • Batterie al sodio allo stato solido

Batterie al sodio allo stato solido, verso la produzione di massa

Grazie ad un nuovo processo sintetico è stato creato un elettrolita di solfuro solido dotato della più alta conduttività per gli ioni di sodio più alta mai registrata. Circa 10 volte superiore a quella richiesta per l'uso pratico

Batterie al sodio allo stato solido
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Batterie al Sodio allo Stato Solido più facili da Produrre

La batterie allo stato solido incarnano a tutti gli effetti il nuovo mega trend dell’accumulo elettrochimico. E mentre diverse aziende automobilistiche tentano di applicare questa tecnologia agli ioni di litio, c’è chi sta percorrendo strade parallele. É il caso di alcuni ingegneri dell’Università Metropolitana di Osaka, in Giappone. Qui i professori Osaka Atsushi Sakuda e Akitoshi Hayash hanno guidato un gruppo di ricerca nella realizzazione di batterie al sodio allo stato solido attraverso un innovativo processo di sintesi.

Batterie a Ioni Sodio, nuova Frontiera dell’Accumulo

Le batterie al sodio (conosciute erroneamente anche come batterie al sale) hanno conquistato negli ultimi anni parecchia attenzione da parte del mondo scientifico e industriale. L’abbondanza e la facilità di reperimento di questo metallo alcalino ne fanno un concorrente di primo livello dei confronti del litio. Inoltre l’impegno costante sul fronte delle prestazioni sta portando al superamento di alcuni svantaggi intrinseci, come la minore capacità. L’ultimo traguardo raggiunto in questo campo appartiene ad una ricerca cinese che ha realizzato un unità senza anodo con una densità di energia superiore ai 200 Wh/kg.

Integrare questa tecnologia con l’impiego di elettroliti solidi potrebbe teoricamente dare un’ulteriore boost alla densità energetica e migliorare i cicli di carica-scarica (nota dolente per le tradizionali batterie agli ioni di sodio). Quale elettrolita impiegare in questo caso? Quelli di solfuro rappresentano una scelta interessante grazie alla loro elevata conduttività ionica e lavorabilità. Peccato che la sintesi degli elettroliti solforati non sia così semplice e controllabile. Il che si traduce in un’elevata barriera per la produzione commerciale delle batterie al sodio allo stato solido.

Un Flusso di Polisolfuro reattivo

É qui che si inserisce il lavoro del team di Sakuda a Hayash. Gli ingegneri hanno messo a punto un processo sintetico che impiega sali fusi di polisolfuro reattivo per sviluppare elettroliti solidi solforati. Nel dettaglio utilizzando il flusso di polisolfuro Na2Sx come reagente stechiometrico, i ricercatori hanno sintetizzato due elettroliti di solfuri di sodio dalle caratteristiche distintive, uno dotato della conduttività degli ioni di sodio più alta al mondo (circa 10 volte superiore a quella richiesta per l’uso pratico) e uno vetroso con elevata resistenza alla riduzione.

Questo processo è utile per la produzione di quasi tutti i materiali solforati contenenti sodio, compresi elettroliti solidi e materiali attivi per elettrodi“, ha affermato il professor Sakuda. “Inoltre, rispetto ai metodi convenzionali, rende più semplice ottenere composti che mostrano prestazioni più elevate, quindi crediamo che diventerà una metodologia mainstream per il futuro sviluppo di materiali per batterie al sodio completamente allo stato solido“.  I risultati sono stati pubblicati su Energy Storage Materials and Inorganic Chemistry .

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • fotovoltaico materiale quantistico

Fotovoltaico, ecco il materiale quantistico con un’efficienza del 190%

Un gruppo di scienziati della Lehigh University ha sviluppato un materiale dotato di una efficienza quantistica esterna di 90 punti percentuali sopra quella delle celle solari tradizionali

fotovoltaico materiale quantistico
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Nuovo materiale quantistico con un assorbimento solare medio dell’80%

Atomi di rame inseriti tra strati bidimensionali di seleniuro di germanio e solfuro di stagno. Questa la ricetta messa a punto dai fisici Srihari Kastuar e Chinedu Ekuma nei laboratori della Lehigh University, negli Stati Uniti, per dare una svecchiata alla prestazioni delle celle solari. Il duo di ricercatori ha così creato un nuovo materiale quantistico dalle interessanti proprietà fotovoltaiche. Impiegato come strato attivo in una cella prototipo, infatti, il nuovo materiale ha mostrato un assorbimento solare medio dell’80%, un alto tasso di generazione di portatori fotoeccitati e un’efficienza quantistica esterna (EQE) record del 190%. Secondo gli scienziati il risultato raggiunto supera di gran lunga il limite teorico di efficienza di Shockley-Queisser per i materiali a base di silicio e spinge il campo dei materiali quantistici per il fotovoltaico a nuovi livelli. 

leggi anche Fotovoltaico in perovskite, i punti quantici raggiungono un’efficienza record

L’efficienza quantistica esterna

Tocca fare una precisazione. L’efficienza quantistica esterna non va confusa con l’efficienza di conversione, il dato più celebre quando si parla di prestazioni solari. L’EQE rappresenta il rapporto tra il numero di elettroni che danno luogo a una corrente in un circuito esterno e il numero di fotoni incidenti ad una precisa lunghezza d’onda

Nelle celle solari tradizionali, l’EQE massimo è del 100%, tuttavia negli ultimi anni alcuni materiali e configurazioni avanzate hanno dimostrato la capacità di generare e raccogliere più di un elettrone da ogni fotone ad alta energia incidente, per un efficienza quantistica esterna superiore al 100%. Il risultato di Kastua e Ekuma, però, rappresenta un unicum nel settore.

Celle solari a banda intermedia

Per il loro lavoro due fisici sono partiti da un campo particolare della ricerca fotovoltaica. Parliamo delle celle solari a banda intermedia (IBSC – Intermediate Band Solar Cells), una tecnologia emergente che ha il potenziale per rivoluzionare la produzione di energia pulita. In questi sistemi la radiazione solare può eccitare i portatori dalla banda di valenza a quella di conduzione, oltre che direttamente, anche in maniera graduale. Come?  “Passando” per l’appunto attraverso stati di una banda intermedia, livelli energetici specifici posizionati all’interno della struttura elettronica di un materiale creato ad hoc. “Ciò consente a un singolo fotone di provocare generazioni multiple di eccitoni attraverso un processo di assorbimento in due fasi“, scrivono i due ricercatori sulla rivista Science Advances.

Nel nuovo materiale quantistico creato dagli scienziati della Lehigh University questi stati hanno livelli di energia all’interno dei gap di sottobanda ideali. Una volta testato all’interno di una cella fotovoltaica prototipale il materiale ha mostrato di poter migliorare l’assorbimento e la generazione di portatori nella gamma dello spettro dal vicino infrarosso alla luce visibile. 

La rivoluzione dei materiali quantistici

Il duo ha sviluppato il nuovo materiale sfruttando i “gap di van der Waals”, spazi atomicamente piccoli tra materiali bidimensionali stratificati. Questi spazi possono confinare molecole o ioni e gli scienziati dei materiali li usano comunemente per inserire, o “intercalare”, altri elementi per ottimizzare le proprietà dei materiali. Per la precisione hanno inserito atomi di rame tra strati di seleniuro di germanio e solfuro di stagno. “Rappresenta un candidato promettente per lo sviluppo di celle solari ad alta efficienza di prossima generazione – ha sottolineato Ekuma – che svolgeranno un ruolo cruciale nell’affrontare il fabbisogno energetico globale“.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.