Rinnovabili • Green Point

L’energia, cuore pulsante di un futuro sostenibile con i servizi offerti da Green Point

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La gamma di soluzioni offerte dall’azienda spazia dalla manutenzione dei componenti BITZER fino a proposte mirate all’efficientamento energetico.

Laddove l’energia rappresenta il motore e il fulcro della tecnologia e della vita stessa Green Point, il full service provider del Gruppo BITZER, si riconferma ancora una volta punto di riferimento attraverso servizi innovativi nel settore della refrigerazione e del condizionamento. La gamma di soluzioni offerte dall’azienda spazia dalla manutenzione dei componenti BITZER fino a proposte mirate all’efficientamento energetico. Si tratta di servizi raggruppati negli ormai noti due pacchetti: SERVICE CYCLE ed ENERGY CYCLE.

Tramite un approccio costantemente proattivo verso il mercato, il primo mantiene elevata l’efficienza e massimizza l’investimento sostenuto dal cliente, minimizzando i fermi impianto e i conseguenti costi di mancata produzione.

L’altra combinazione di soluzioni offerte da Green Point, l’ENERGY CYCLE, è invece ideata allo scopo di focalizzare l’attenzione sull’efficientamento energetico, fattore rilevante nell’attuale contesto di volatilità dei prezzi dell’energia. Grazie all’estesa competenza nel campo della refrigerazione, Green Point è infatti in grado di combinare gli strumenti e l’esperienza di marchi rinomati, quali Vacom Technologies e WURM, al fine di offrire proposte ottimali per impianti di refrigerazione commerciale ed industriale, soprattutto in un’epoca storica in cui i continui mutamenti normativi guidano le scelte delle aziende verso l’ottimizzazione, nonché un azzeramento dell’impronta ecologica, come nel caso della regolamentazione Europea F-GAS.

I consumi energetici derivanti dagli impianti di refrigerazione o raffreddamento di fluidi di processo possono costituire dal 30 fino ad oltre il 50% di quelli totali di un’azienda (vedi il caso della GDO). Il risparmio conseguibile è quindi non trascurabile e Green Point intende proporre soluzioni che, partendo da misurazioni ed analisi dello status quo, permettono di identificare le criticità in termini di efficienza, ed offrono infine soluzioni tecnologiche di ottimizzazione e monitoraggio.

ENERGY CYCLE offre inoltre un supporto progettuale che garantisce al cliente ritorni economici derivanti da risparmi energetici ed ambientali. La proposta di ENERGY CYCLE prende avvio da un AUDIT, concepito come l’analisi dei parametri funzionali connessi agli impianti di refrigerazione al fine di fornire al cliente uno studio delle soluzioni per ridurre i consumi. Il report rilasciato da Green Point, oltre ad esaminare lo stato dei singoli componenti di centrale e definire la perdita in efficienza dell’impianto rispetto ai dati di progetto, garantisce uno studio delle soluzioni corredato da una solida trattazione tecnica e una valutazione della conformità normativa ed economica dell’intervento.

Credits: Green Point

Con l’obiettivo di attuare progetti strutturati e gestire dinamiche complesse, Green Point ha sviluppato inoltre diversi servizi di implementation, dallo studio di fattibilità al supporto progettuale, fino alla realizzazione degli interventi e degli impianti di monitoraggio. Il tutto è corredato da servizi di monitoring e reporting degli impianti, per garantirne il corretto funzionamento, rilevarne la riduzione dei consumi e quantificarne i risparmi energetici. La finalità dei servizi di efficientamento offerti da Green Point si estende infine alla ricerca di altre aree di ottimizzazione tra cui soluzioni di retrofit elettronici o di refrigerante e lo sfruttamento di cascami termici a basse temperature. Quest’ultima soluzione, grazie alla tecnologia Organic Rankine Cycle (ORC) di ElectraTherm, permette di sfruttare proprio queste sorgenti, considerate da sempre inutilizzabili, al fine di generare energia elettrica in maniera rinnovabile.

ENERGY CYCLE è dunque lo strumento perfetto per accompagnare le aziende del settore in un periodo transitorio ricco di cambiamenti, che inevitabilmente si dirigerà verso una nuova era nel mondo del condizionamento e della refrigerazione.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.