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Groupama Assicurazioni: per la nuova sede di Milano, architettura sostenibile e spirito green

L'edificio, progettato secondo i più innovativi principi della sostenibilità ambientale, è uno dei pochi in Italia ad aver ottenuto la certificazione "Leed Platinum”, il più alto e prestigioso riconoscimento a livello internazionale in relazione agli standard energetici e di sostenibilità.

Groupama Assicurazioni

Nasce sotto il segno della sostenibilità ambientale la nuova sede milanese di Groupama Assicurazioni, prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i principali player del settore assicurativo in Italia.

I nuovi uffici della sede milanese sono situati in viale Restelli, nel cuore del business district del capoluogo lombardo, dove sono presenti le più grandi realtà aziendali del panorama nazionale ed internazionale (da Ibm a Google, da Iliad a Versace, fino a Unicredit e Huawei). Un’area strategica dal punto di vista dell’accessibilità dei trasporti e di alta visibilità.

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La nuova sede di Groupama Assicurazioni, che si caratterizza per la presenza di ambienti interni confortevoli e innovativi, progettati nel pieno rispetto dei più importanti principi di sostenibilità ambiental, evidenzia una marcata impronta “green”: sono stati utilizzati materiali e soluzioni per una gestione quanto più efficiente ed eco-friendly di tutte le risorse, sfruttando anche la luce naturale attraverso le ampie vetrate che circondano il perimetro dell’intero immobile e garantiscono una maggiore luminosità degli spazi.

Inoltre, è uno dei pochissimi edifici in Italia ad aver ottenuto la certificazione “Leed Platinum”, il prestigioso riconoscimento internazionale attribuito alle migliori costruzioni eco-compatibili. L’edificio ha infatti ottenuto il massimo punteggio in ogni categoria presa in esame: dal risparmio energetico ed idrico alla riduzione delle emissioni di CO2; dal miglioramento della qualità ecologica degli interni ai materiali e alle risorse impiegate; fino ad arrivare al progetto e alla scelta del sito in cui è ubicato.

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“La nuova sede di Milano rappresenta per la Compagnia un polo strategico per il business nonché un grande passo verso la sostenibilità. Un edificio che sposa pienamente le idee di innovazione e di rispetto per l’ambiente: due pilastri base su cui si fonda Groupama. Il nostro obiettivo è quello di proseguire e rafforzare le già consolidate politiche ambientali di cui la nostra Compagnia è da sempre promotrice. Dal 2007, infatti l’azienda effettua acquisti e consumi eco-responsabili, incoraggiando comportamenti ecologici, con particolare attenzione al risparmio energetico, idrico ed al recupero differenziato dei materiali. Lavoriamo per diffondere in azienda la cultura ed il rispetto ambientale, coinvolgendo i nostri dipendenti in numerose iniziative volte al contenimento dell’inquinamento. È un gesto dovuto di rispetto per assicurare un futuro migliore e più sostenibile alle nuove generazioni” – ha commentato Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.