Rinnovabili • Gruppo EDP

Il Gruppo EDP insieme alle principali società elettriche mondiali in un piano d’azione per guidare la transizione energetica

In occasione della COP28, le aziende hanno costituito la "Utilities for Net Zero Alliance" (UNEZA) per una cooperazione globale.

Gruppo EDP

EDP, azionista di EDP Energia Italia e principale azionista di EDPR, è uno dei partner dell’alleanza composta 30 partner globali, tra cui 24 utility e società elettriche che servono quasi 250 milioni di clienti, riuniti per assumere un significativo impegno per promuovere l’elettrificazione, le reti per le energie rinnovabili e la diffusione dell’energia pulita. Questo impegno è in linea con gli obiettivi di Breakthrough 2030 e mira a raggiungere un futuro a emissioni zero entro il 2050.

I giganti dell’industria globale, le utility regionali, gli sviluppatori e i leader tecnologici dei sistemi energetici di tutto il mondo hanno approvato oggi alla COP28 la “UAE Declaration of Action’” di Dubai, allineando una parte significativa della comunità elettrica globale all’obiettivo dell’Agenda d’azione della COP28 di accelerare una transizione energetica giusta e ordinata.

Le aziende hanno costituito la “Utilities for Net Zero Alliance” (UNEZA) come veicolo per l’attuazione e hanno chiesto all’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) di guidare il segretariato. Le aziende di servizi pubblici lavoreranno per affrontare gli ostacoli al percorso “net zero”, inquadrato nel World Energy Transitions Outlook dell’IRENA e riflesso nei 2030 Breakthroughs guidati dagli High-Level Climate Champions delle Nazioni Unite.

L’annuncio rappresenta un importante passo per la cooperazione globale tra le entità della catena di valore del sistema energetico. L’obiettivo principale è promuovere l’adozione accelerata delle energie rinnovabili e la costruzione delle infrastrutture necessarie. Offre inoltre una piattaforma per gli sforzi congiunti volti ad affrontare le strozzature della catena di approvvigionamento, a sostenere il flusso di capitali per la trasformazione del settore energetico nel Sud del mondo e a impegnarsi con i responsabili politici e le autorità di regolamentazione.  

L’emergenza della transizione energetica evidenzia l’importanza di triplicare la capacità di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030 come il mezzo più valido per sostenere il limite di 1,5°C. È quindi fondamentale adottare e accelerare l’uso delle rinnovabili, il che richiede sforzi collettivi per superare le attuali sfide infrastrutturali modernizzando e potenziando le reti elettriche, le linee di trasmissione e di distribuzione“, afferma Rui Teixeira, CFO di EDP e EDPR. “Le utility come EDP stanno guidando questo percorso di trasformazione, che richiede investimenti significativi e collaborazione per raggiungere l’interconnettività, la flessibilità e l’equilibrio, tutti elementi essenziali per raggiungere gli obiettivi climatici delineati nell’Accordo di Parigi“.

Guidata dalla Abu Dhabi National Energy Company (TAQA) degli Emirati Arabi Uniti, una delle più grandi utility integrate quotate in Europa, Medio Oriente e Africa, tra i fondatori figurano anche Bui Power Authority, DEWA, DLO Energy, EDP, E.ON, Enel, Engie, Etihad Water and Electricity, Hitachi Energy, Iberdrola, Jinko Power, KEGOC, KenGen, Masdar, National Grid, Octopus Energy, RWE, Schneider Electric, Siemens, SSE, Tenaga, Uniper e Xlinks. L’Alleanza sarà facilitata dai partner strategici IRENA e dai Campioni di alto livello delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico. Il World Economic Forum (WEF), la Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC), la Global Renewables Alliance e il Coordinador Eléctrico Nacional sosterranno il progetto in qualità di partner dell’ecosistema.

Piano d’azione

I membri dell’UNEZA riconoscono che la chiave per sbloccare il potenziale di transizione energetica globale del settore dei servizi di pubblica utilità risiede nella capacità di affrontare deliberatamente gli impedimenti e le sfide strutturali, normative e finanziarie esistenti che possono ostacolare il progresso.

Razan Al Mubarak, UN Climate Change High-Level Champion per COP28, ribadisce che “le utility svolgono un ruolo cruciale nella realizzazione di misure di mitigazione che allineano lo sviluppo globale con un futuro a zero emissioni e sono fondamentali per un futuro sistema energetico in armonia con la natura e l’ambiente. Siamo ansiosi di lavorare alla progettazione e alla realizzazione del piano d’azione durante la COP28 e oltre e invitiamo le utility di tutto il mondo a unirsi a questa comunità e a dimostrare il proprio impegno all’azione“.

Inoltre, Francesco La Camera, Direttore Generale dell’IRENA, afferma che “triplicare la capacità di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030 è il modo più realistico per mantenere 1,5°C. Per accelerare la diffusione delle rinnovabili, abbiamo bisogno di un’azione concertata per superare le barriere infrastrutturali esistenti attraverso l’ammodernamento e il potenziamento delle reti elettriche, nonché delle linee di trasmissione e distribuzione che consentono una rapida elettrificazione del sistema. Il settore delle utility è in prima linea in questa modernizzazione“.

I membri lavoreranno quindi in modo proattivo in maniera globale per affrontare gli ostacoli attraverso lo sviluppo delle conoscenze e le consultazioni pubblico-private facilitate da IRENA, WEF, i Campioni di Alto Livello e altri partner dell’ecosistema.

UNEZA svilupperà un piano d’azione per mitigare le macro sfide della transizione energetica, tra cui:

–        Mobilitazione di capitali

–        De-risking della catena di approvvigionamento

–        Creazione di capacità e talenti

–        Facilitazione del supporto politico e normativo

L’Alleanza invita le aziende a unirsi alla visione comune di accelerare la transizione energetica. L’adesione è aperta a utility, sviluppatori, aziende di tecnologia dei sistemi energetici e partner di conoscenza determinati ad accelerare la transizione verso un futuro a zero emissioni entro il 2050.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.