Rinnovabili • mappa interattiva

E-Distribuzione e RSE lanciano la mappa interattiva per potenziare la rete  di ricarica per veicoli elettrici in Italia 

Con il nuovo strumento digitale è più facile per gli operatori scegliere le stazioni di rifornimento  urbane ed extra-urbane dove installare le proprie infrastrutture di ricarica  

mappa interattiva
Credits: RSE

Una mappa interattiva dell’Italia che si rivolge agli operatori di infrastrutture di  ricarica per veicoli elettrici e che consente di individuare le stazioni di rifornimento di carburante, su  strade urbane ed extraurbane, più adatte alle loro esigenze di installazione. È il nuovo strumento digitale  sviluppato da E-Distribuzione, società che gestisce la più ampia rete di distribuzione elettrica del Paese,  e RSE – Ricerca sul Sistema Energetico, società impegnata nell’analisi, studio e ricerca applicata al  settore energetico. La mappa fornirà ai CPO (Charging Point Operator) indicazioni qualitative sulle aree  di rifornimento presenti negli oltre 7.400 Comuni italiani in cui E-Distribuzione gestisce la rete. L’iniziativa  nasce per dare un’accelerazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che dedica settecento milioni  di finanziamento all’incentivazione della mobilità elettrica sul territorio nazionale. 

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Attraverso i dati relativi alle oltre 17.600 stazioni di rifornimento di carburante tradizionale servite da  E-Distribuzione sulle strade urbane ed extraurbane del Paese, lo strumento online fornisce un quadro  informativo per eventuali richieste di connessione sia in bassa (100 kW) che in media tensione (350 kW).  La valutazione qualitativa e l’entità degli interventi necessari per l’installazione delle infrastrutture di  ricarica sono segnalate da tre diversi colori – verde scuro, verde chiaro e grigio – che identificano, tra  l’altro, l’eventuale necessità di avviare ulteriori e specifiche pratiche autorizzative. 

La mappa interattiva è disponibile al seguente link: https://geoportale.rse-web.it/#/context/SdR-PNRR/587

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.