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Progetto Fuoco 2022, AIEL ragiona sul futuro del riscaldamento a biomasse

Giovedì 5 maggio, AIEL- Associazione italiana Energie Agroforestali, partner tecnico di Progetto Fuoco, proporrà il convegno dal titolo “2050 E CALORE RINNOVABILE DAL LEGNO”

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Condividere con cittadini, operatori del settore e Istituzioni, l’impegno assunto dalla filiera legno-energia-calore per risolvere il tema della qualità dell’aria legato al riscaldamento domestico a biomasse legnose e presentare politiche volte ad accelerare la decarbonizzazione del comparto del riscaldamento. È questo il primo obiettivo di AIEL in qualità di partner tecnico dell’edizione 2022 di Progetto Fuoco, evento clou nel settore del riscaldamento a legna e pellet, in programma alla Fiera di Verona dal 4 al 7 maggio 2022.

I temi della qualità dell’aria e della sostenibilità sono centrali per il settore del riscaldamento a biomassa legnosa e richiedono un impegno congiunto di imprese, istituzioni e pubbliche amministrazioni che porti all’adozione di efficaci politiche di sistema. Progetto Fuoco 2002, il più importante evento internazionale dedicato ai sistemi di riscaldamento a biomassa, rappresenta l’occasione ideale per portare intorno allo stesso tavolo i vari interlocutori e discutere di politiche e azioni concrete.

Nella seconda giornata di fiera, giovedì 5 maggio, dalle 9.30 alle 13.00 presso la Sala Convegni nel Padiglione 6, AIEL- Associazione italiana Energie Agroforestali, partner tecnico di Progetto Fuoco, propone il convegno dal titolo “2050 E CALORE RINNOVABILE DAL LEGNO”. I rappresentati delle Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio, Umbria, Campania e del Ministero della Transizione Ecologica si ritroveranno alla fiera di Verona per discutere insieme ai rappresentanti del settore sul futuro del riscaldamento a legna e pellet

Dopo l’intervento introduttivo di Fabio Romeo del Ministero della Transizione Ecologica dedicato allo Stato dell’arte e nuove prospettive in materia di qualità dell’aria, i rappresentanti delle Regioni del Bacino padano (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna) faranno il punto su azioni, risultati ed obiettivi a breve termine per migliorare la qualità dell’aria e sulle misure introdotte a sostegno del turn-over tecnologico, come ad esempio i bandi di finanziamento regionali che vanno ad aggiungersi all’incentivo nazionale del “Conto Termico”. Sarà inoltre portata l’esperienza di alcune Regioni con aree critiche per la qualità dell’aria, come il Lazio, la Toscana, l’Umbria che hanno attivato politiche mirate per risolvere il problema.

Le proposte della filiera bosco, legno, energia, che saranno illustrate da Valter Francescato Direttore Tecnico di AIEL, includono la necessità di una corretta installazione e manutenzione periodica dell’impianto termico da affidare sempre a professionisti qualificati, l’uso vincolante di biocombustibili di qualità certificata, il popolamento dei catasti informatici degli impianti termici civili e l’avvio di un processo di educazione e scolarizzazione degli utilizzatori finali, con particolare riferimento ai conduttori di impianti dotati di apparecchi manuali alimentati con legna da ardere, in modo che conoscano le corrette modalità di gestione e utilizzo.

Nel corso dell’evento, sarà inoltre presentato il nuovo Protocollo d’Intesa proposto da AIEL al Ministero della Transizione Ecologica, che aggiorna il precedente documento del 2018 alla luce delle recenti evoluzioni a livello tecnico e normativo. Le proposte di AIEL, articolate in 7 punti principali, declinati a loro volta in una serie di proposte specifiche, puntano ad introdurre nuove azioni volte al miglioramento della qualità dell’aria, riducendo le emissioni di particolato, carbonio organico e benzo(a)pirene dei generatori di calore domestici alimentati a biomasse legnose. 

Tra le proposte c’è la definizione delle buone pratiche indirizzate alle Regioni che intendono implementare politiche di riduzione dell’impatto sulla qualità dell’aria della combustione domestica della biomassa legnosa, l’accelerazione del processo di pubblicazione della versione 3.0 del Conto Termico con l’obiettivo di renderlo uno strumento strutturale delle politiche energetiche nazionali, la promozione della sorveglianza sul mercato ai sensi dell’Ecodesign e la previsione per tutti i Centri di Assistenza Tecnica – CAT dei costruttori di apparecchi e caldaie associati ad AIEL un percorso di formazione obbligatorio per l’aggiornamento della qualifica FER. 

Inoltre, l’Associazione intende prevedere, per tutti i generatori prodotti dai costruttori di apparecchi e caldaie associati ad AIEL, l’invio automatico di un messaggio che richiami l’obbligo di provvedere alla manutenzione dell’impianto termico con conseguente verifica della presenza di una Dichiarazione di conformità attraverso l’intervento di un Centro di Assistenza Tecnica, prevedendo la perdita della garanzia nei casi inadempienti. 

Un’altra azione proposta chiede alle Regioni prive di un catasto per gli impianti termici di svilupparlo sulla base di casi esempi efficienti. Infine AIEL, per comunicare la corretta cultura del riscaldamento a legna e pellet, propone:

  • di adottare, da parte dei costruttori di apparecchi domestici, una Linea Guida Rapida (LGR) per la corretta accensione e conduzione degli apparecchi manuali a legna, da inserire fra la documentazione da fornire al consumatore finale;
  • di supportare il Ministero nello sviluppo di una campagna di comunicazione rivolta agli utenti finali finalizzata a diffondere le buone pratiche di combustione.  

Le conclusioni del Convegno saranno affidate al Presidente di AIEL Domenico Brugnoni e all’on. Vannia Gava, Sottosegretario alla Transizione Ecologica che esprimeranno le rispettive visioni relative al futuro del settore, tracciando la strada per ulteriori sviluppi. 

Link al Programma completo: https://www.aielenergia.it/public/download/545_Programma-eventi-AIEL-PF2022.pdf

Il programma dell’evento “2050 E CALORE RINNOVABILE DAL LEGNO” si trova a pagina 8

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Rinnovabili • Batterie al sodio allo stato solido

Batterie al sodio allo stato solido, verso la produzione di massa

Grazie ad un nuovo processo sintetico è stato creato un elettrolita di solfuro solido dotato della più alta conduttività per gli ioni di sodio più alta mai registrata. Circa 10 volte superiore a quella richiesta per l'uso pratico

Batterie al sodio allo stato solido
via Depositphotos

Batterie al Sodio allo Stato Solido più facili da Produrre

La batterie allo stato solido incarnano a tutti gli effetti il nuovo mega trend dell’accumulo elettrochimico. E mentre diverse aziende automobilistiche tentano di applicare questa tecnologia agli ioni di litio, c’è chi sta percorrendo strade parallele. É il caso di alcuni ingegneri dell’Università Metropolitana di Osaka, in Giappone. Qui i professori Osaka Atsushi Sakuda e Akitoshi Hayash hanno guidato un gruppo di ricerca nella realizzazione di batterie al sodio allo stato solido attraverso un innovativo processo di sintesi.

Batterie a Ioni Sodio, nuova Frontiera dell’Accumulo

Le batterie al sodio (conosciute erroneamente anche come batterie al sale) hanno conquistato negli ultimi anni parecchia attenzione da parte del mondo scientifico e industriale. L’abbondanza e la facilità di reperimento di questo metallo alcalino ne fanno un concorrente di primo livello dei confronti del litio. Inoltre l’impegno costante sul fronte delle prestazioni sta portando al superamento di alcuni svantaggi intrinseci, come la minore capacità. L’ultimo traguardo raggiunto in questo campo appartiene ad una ricerca cinese che ha realizzato un unità senza anodo con una densità di energia superiore ai 200 Wh/kg.

Integrare questa tecnologia con l’impiego di elettroliti solidi potrebbe teoricamente dare un’ulteriore boost alla densità energetica e migliorare i cicli di carica-scarica (nota dolente per le tradizionali batterie agli ioni di sodio). Quale elettrolita impiegare in questo caso? Quelli di solfuro rappresentano una scelta interessante grazie alla loro elevata conduttività ionica e lavorabilità. Peccato che la sintesi degli elettroliti solforati non sia così semplice e controllabile. Il che si traduce in un’elevata barriera per la produzione commerciale delle batterie al sodio allo stato solido.

Un Flusso di Polisolfuro reattivo

É qui che si inserisce il lavoro del team di Sakuda a Hayash. Gli ingegneri hanno messo a punto un processo sintetico che impiega sali fusi di polisolfuro reattivo per sviluppare elettroliti solidi solforati. Nel dettaglio utilizzando il flusso di polisolfuro Na2Sx come reagente stechiometrico, i ricercatori hanno sintetizzato due elettroliti di solfuri di sodio dalle caratteristiche distintive, uno dotato della conduttività degli ioni di sodio più alta al mondo (circa 10 volte superiore a quella richiesta per l’uso pratico) e uno vetroso con elevata resistenza alla riduzione.

Questo processo è utile per la produzione di quasi tutti i materiali solforati contenenti sodio, compresi elettroliti solidi e materiali attivi per elettrodi“, ha affermato il professor Sakuda. “Inoltre, rispetto ai metodi convenzionali, rende più semplice ottenere composti che mostrano prestazioni più elevate, quindi crediamo che diventerà una metodologia mainstream per il futuro sviluppo di materiali per batterie al sodio completamente allo stato solido“.  I risultati sono stati pubblicati su Energy Storage Materials and Inorganic Chemistry .

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • fotovoltaico materiale quantistico

Fotovoltaico, ecco il materiale quantistico con un’efficienza del 190%

Un gruppo di scienziati della Lehigh University ha sviluppato un materiale dotato di una efficienza quantistica esterna di 90 punti percentuali sopra quella delle celle solari tradizionali

fotovoltaico materiale quantistico
via Depositphotos

Nuovo materiale quantistico con un assorbimento solare medio dell’80%

Atomi di rame inseriti tra strati bidimensionali di seleniuro di germanio e solfuro di stagno. Questa la ricetta messa a punto dai fisici Srihari Kastuar e Chinedu Ekuma nei laboratori della Lehigh University, negli Stati Uniti, per dare una svecchiata alla prestazioni delle celle solari. Il duo di ricercatori ha così creato un nuovo materiale quantistico dalle interessanti proprietà fotovoltaiche. Impiegato come strato attivo in una cella prototipo, infatti, il nuovo materiale ha mostrato un assorbimento solare medio dell’80%, un alto tasso di generazione di portatori fotoeccitati e un’efficienza quantistica esterna (EQE) record del 190%. Secondo gli scienziati il risultato raggiunto supera di gran lunga il limite teorico di efficienza di Shockley-Queisser per i materiali a base di silicio e spinge il campo dei materiali quantistici per il fotovoltaico a nuovi livelli. 

leggi anche Fotovoltaico in perovskite, i punti quantici raggiungono un’efficienza record

L’efficienza quantistica esterna

Tocca fare una precisazione. L’efficienza quantistica esterna non va confusa con l’efficienza di conversione, il dato più celebre quando si parla di prestazioni solari. L’EQE rappresenta il rapporto tra il numero di elettroni che danno luogo a una corrente in un circuito esterno e il numero di fotoni incidenti ad una precisa lunghezza d’onda

Nelle celle solari tradizionali, l’EQE massimo è del 100%, tuttavia negli ultimi anni alcuni materiali e configurazioni avanzate hanno dimostrato la capacità di generare e raccogliere più di un elettrone da ogni fotone ad alta energia incidente, per un efficienza quantistica esterna superiore al 100%. Il risultato di Kastua e Ekuma, però, rappresenta un unicum nel settore.

Celle solari a banda intermedia

Per il loro lavoro due fisici sono partiti da un campo particolare della ricerca fotovoltaica. Parliamo delle celle solari a banda intermedia (IBSC – Intermediate Band Solar Cells), una tecnologia emergente che ha il potenziale per rivoluzionare la produzione di energia pulita. In questi sistemi la radiazione solare può eccitare i portatori dalla banda di valenza a quella di conduzione, oltre che direttamente, anche in maniera graduale. Come?  “Passando” per l’appunto attraverso stati di una banda intermedia, livelli energetici specifici posizionati all’interno della struttura elettronica di un materiale creato ad hoc. “Ciò consente a un singolo fotone di provocare generazioni multiple di eccitoni attraverso un processo di assorbimento in due fasi“, scrivono i due ricercatori sulla rivista Science Advances.

Nel nuovo materiale quantistico creato dagli scienziati della Lehigh University questi stati hanno livelli di energia all’interno dei gap di sottobanda ideali. Una volta testato all’interno di una cella fotovoltaica prototipale il materiale ha mostrato di poter migliorare l’assorbimento e la generazione di portatori nella gamma dello spettro dal vicino infrarosso alla luce visibile. 

La rivoluzione dei materiali quantistici

Il duo ha sviluppato il nuovo materiale sfruttando i “gap di van der Waals”, spazi atomicamente piccoli tra materiali bidimensionali stratificati. Questi spazi possono confinare molecole o ioni e gli scienziati dei materiali li usano comunemente per inserire, o “intercalare”, altri elementi per ottimizzare le proprietà dei materiali. Per la precisione hanno inserito atomi di rame tra strati di seleniuro di germanio e solfuro di stagno. “Rappresenta un candidato promettente per lo sviluppo di celle solari ad alta efficienza di prossima generazione – ha sottolineato Ekuma – che svolgeranno un ruolo cruciale nell’affrontare il fabbisogno energetico globale“.

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