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Schneider Electric: risultati di sostenibilità 2023 superiori agli obiettivi e leadership nei rating ESG

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Schneider Electric, il leader nella trasformazione digitale della gestione dell’energia e dell’automazione, ha annunciato i risultati del suo impatto di sostenibilità per l’anno 2023, nel quadro della comunicazione dei suoi risultati finanziari annuali avvenuta il 15 febbraio scorso.

Le performance del programma Schneider Sustainability Impact per il 2023 hanno superato le attese, con un punteggio di 6,13 punti su 10 che è anche maggiore dell’obiettivo di 6 su 10 fissato per la fine dell’anno appena trascorso; un anno in cui Schneider ha anche ottenuto posizioni di vertice anche in diversi rating indipendenti relativi a performance ambientali, sociali e di governance (ESG).

I buoni risultati di Schneider Electric nell’anno che si è rivelato il più caldo mai registrato mettono in evidenza l’importanza di una azione collettiva per decarbonizzare l’operatività delle aziende e le catene del valore, per evitare i peggiori effetti del riscaldamento globale e accelerare la transizione a un mondo più pulito e più giusto.

Nel 2023, che è stato il terzo anno del programma Schneider Sustainability Impact (SSI) – che copre l’arco di tempo 2021/2025 – le soluzioni di Schneider Electric per l’elettrificazione, la digitalizzazione e l’automazione hanno continuato a ridurre le emissioni di anidride carbonica dei clienti, contribuendo a evitare e risparmiare ben 112 milioni di tonnellate di CO2.

Grandi passi avanti si sono fatti anche nella trasformazione della supply chain di Schneider Electric. Le emissioni prodotte dai 1.000 fornitori del gruppo più importanti, coinvolti in un programma dedicato, si sono ridotte del 27 %, con un significativo incremento rispetto al 10% ottenuto nel 2022; il 21% dei partner più strategici della supply chain hanno raggiunto gli standard di Schneider Electric relativi alle condizioni di lavoro.

Lo sforzo di agire in modo responsabile rispetto alle risorse ha fatto sì che oggi il 63% del packaging dei prodotti Schneider Electric non utilizzi plastiche monouso e sia realizzato con cartone riciclato. Si è andati avanti in modo spedito anche con le iniziative di lunga data dedicate a chiudere il gap di accesso all’energia, che ad oggi hanno consentito a 46 milioni e mezzo di persone nel mondo di disporre di energia elettrica pulita e affidabile; inoltre, più di 578.000 persone sono state coinvolte in percorsi di formazione per rispondere ai futuri bisogni energetici delle loro comunità.

“ Il nostro approccio olistico alla sostenibilità assicura che tutti gli aspetti ESG siano parte integrante di strategie e operatività. Siamo particolarmente attenti all’impatto che abbiamo su tutto il nostro ecosistema e a ciò che lasceremo: per questo siamo determinati ad accelerare il nostro programma di sostenibilità in questo suo penultimo anno, coinvolgendo tutti per avere un effetto positivo che sia duraturo” ha commentato Agustin Lopez Diaz, Chief Sustainability and Customer Satisfaction & Quality Officer di Schneider Electric.

Sul fronte dei rating ESG esterni, Schneider ha mantenuto per il tredicesimo anno consecutivo la sua posizione tra i leader della sostenibilità nel Dow Jones Sustainability Index (DJSI) e nella lista Corporate Knights Global 100 Most Sustainable Corporations in the World; inoltre ha ottenuto punteggi elevati da Moody’s Analytics, CDP da EcoVadis con una medaglia di Platino.

A sottolineare l’impegno di Schneider Electric per unire performance e sostenibilità, tutti questi risultati e riconoscimenti sono presi in considerazione nel piano di incentivi economici di breve e lungo periodo rivolti al personale.

Per maggiore approfondimento, tutti i dettagli sui risultati del programma SSI Per il 2023 sono disponibili nel Sustainability Impact Report Full-Year.

Gli obiettivi di sostenibilità locali in Italia

All’interno del programma Schneider Sustainability Impact 2021-2025 è stato inserita per la prima volta la richiesta che tutti i paesi in cui Schneider Electric opera fissassero anche degli obiettivi di sostenibilità locale. In Italia Schneider Electric si è presa degli impegni sui tre assi del volontariato aziendale in ambito ambientale, in ambito sociale e nella formazione delle nuove generazioni.

L’attività di volontariato aziendale , supportata da Schneider anche attraverso la possibilità di dedicare otto ore retribuite a questo scopo, ha coinvolto nei tre anni 2021-2023 ben 2.187 dipendenti in 72 diversi eventi organizzati dalle varie sedi di Schneider sul territorio, a favore di 17 diverse onlus.

La formazione delle nuove generazioni è perseguita attraverso un’articolata attività di collaborazione con le scuole superiori ad indirizzo tecnico (PCTO, tirocini formativi) e i centri di formazione professionale, frutto di un percorso più che ventennale, oltre che di partnership e progetti con il mondo universitario e con gli ITS (Istituti Tecnici Superiori). Nel periodo 2021 – 2023 sono stati coinvolti oltre 5.200 giovani – superando l’obiettivo che ci si era dati, fissato ad almeno 4.000 – provenienti da 80 diversi istituti tra scuole superiori, atenei e ITS.

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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.