Rinnovabili • Snaminnova

Nasce Snaminnova: il programma di Open Innovation di Snam per la transizione energetica

Al via oggi la call per startup Innovative Learning per la formazione continua. Il programma, avviato con il supporto di Cariplo Factory, mira anche a coinvolgere la popolazione aziendale nello sviluppo di progetti innovativi

Snaminnova

Snam lancia oggi il programma di Open Innovation Snaminnova, che si svilupperà su un orizzonte pluriennale con l’obiettivo di rafforzare la capacità innovativa dell’azienda in funzione della transizione energetica, della trasformazione digitale e della crescita dell’ecosistema dell’innovazione a beneficio del Paese.

L’iniziativa, avviata con il supporto di Cariplo Factory, l’hub che dal 2016 progetta e realizza percorsi trasformativi dedicati alle imprese, ha tre focus principali: lo sviluppo di progetti con le startup selezionate nel corso di diverse call tematiche, la selezione delle idee innovative nate dai dipendenti Snam e accompagnate nella crescita attraverso un percorso strutturato (la “Centrale delle idee”) e infine la diffusione di una cultura dell’innovazione all’interno dell’azienda, attraverso la creazione di una community di Innovation Ambassador.

Leggi anche Come creare nuovi prodotti e modelli di business nell’era dei dati

“Snaminnova nasce dalla volontà di rendere l’innovazione un pilastro dello sviluppo strategico del nostro business. Le nuove tecnologie digitali, sulle quali investiremo 500 milioni di euro entro il 2024, unite alle competenze delle nostre persone e alla sinergia con l’ecosistema delle startup, ci consentiranno di rendere Snam sempre più protagonista della transizione energetica. Questo programma si pone due obiettivi fondamentali: lo sviluppo di soluzioni innovative direttamente implementabili nei nostri business e la promozione della cultura dell’innovazione in ogni segmento delle nostre attività”, dichiara Claudio Farina, Executive Vice President Digital Transformation & Technology di Snam.

Siamo davvero soddisfatti di essere stati selezionati da una realtà del calibro di Snam per portare avanti questo progetto importante e particolarmente innovativo, che crediamo possa avere un impatto non solo sulla realtà aziendale ma nell’intero ecosistema del settore energetico”, afferma Enrico Noseda, Chief Innovation Advisor di Cariplo Factory. “Il cambiamento culturale e la ricerca di nuove idee e startup innovative sono pilastri imprescindibili per essere competitivi in uno scenario in costante mutamento, in cui la disruption digitale ha imposto un cambio di ritmo e una mentalità nuova, basata sull’innovazione continua, driver strategico per ogni azienda solida nel prossimo futuro”.

Snaminnova prende il via oggi con il lancio di Innovative Learning, la call per startup che ha l’obiettivo di selezionare le migliori idee in grado di aumentare la qualità dell’interazione delle persone all’interno dell’azienda nonché di individuare strumenti innovativi per la loro crescita continua, in sinergia con i percorsi di formazione erogati dallo Snam Institute. La call è articolata su tre diverse aree di interesse:

●               Personalized Contents: soluzioni digitali orientate al miglioramento e personalizzazione dei processi di apprendimento;

●               Learning: soluzioni digitali volte a ottimizzare e innovare i tradizionali processi di learning e training aziendali, attraverso piattaforme digitali che sfruttano tecnologie innovative come realtà virtuale e realtà aumentata, intelligenza artificiale, chatbot e riconoscimento vocale;

●               Engage & Reward: soluzioni digitali per aumentare l’impegno dei dipendenti verso la costante necessità di formazione, studiando soluzioni innovative quali la Gamified Learnings con App e creazione di Community.

Le startup più in linea con i requisiti della call avranno l’occasione di partecipare al Selection Day, il prossimo settembre, ed entrare in un programma di Business Case per sviluppare le proprie soluzioni innovative attraverso un progetto pilota con la divisione Open Innovation di Snam. Le realtà interessate a partecipare alla Call4Startup Innovative Learning potranno presentare la propria candidatura entro il 18 giugno sul sito snaminnova.snam.it. Le startup che accederanno alla fase successiva della sperimentazione saranno individuate entro l’estate.

Sul fronte interno, il programma di Open Innovation prevede anche l’individuazione di Innovation Ambassador, figure di riferimento per la popolazione aziendale che diventeranno promotrici di innovazione e verranno inserite nel team di lavoro dei percorsi di innovazione interna per l’avviamento e sviluppo delle idee. Gli Innovation Ambassador, inoltre, avranno la possibilità di partecipare a un percorso formativo attraverso una serie di workshop su teorie, trend e metodologie dell’innovazione. Inoltre, potranno partecipare alle iniziative di ecosistema promosse all’interno del network di Cariplo Factory.

Leggi anche Coldiretti, idee per il futuro dell’agricoltura

Nell’ambito del progetto sarà avviata anche la “Centrale delle idee”, una sfida dedicata alle persone di Snam con l’obiettivo di individuare e sviluppare nuove soluzioni innovative su diversi verticali tematici. La prima raccolta di idee, che parte oggi, sarà focalizzata sul tema della neutralità carbonica e si declinerà in cinque ambiti di interesse: lo stile di vita delle persone, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e decarbonizzate, la mobilità green, l’efficienza energetica degli edifici e la gestione e il riutilizzo degli scarti.

About Author / La Redazione

Rinnovabili • Batterie al sodio allo stato solido

Batterie al sodio allo stato solido, verso la produzione di massa

Grazie ad un nuovo processo sintetico è stato creato un elettrolita di solfuro solido dotato della più alta conduttività per gli ioni di sodio più alta mai registrata. Circa 10 volte superiore a quella richiesta per l'uso pratico

Batterie al sodio allo stato solido
via Depositphotos

Batterie al Sodio allo Stato Solido più facili da Produrre

La batterie allo stato solido incarnano a tutti gli effetti il nuovo mega trend dell’accumulo elettrochimico. E mentre diverse aziende automobilistiche tentano di applicare questa tecnologia agli ioni di litio, c’è chi sta percorrendo strade parallele. É il caso di alcuni ingegneri dell’Università Metropolitana di Osaka, in Giappone. Qui i professori Osaka Atsushi Sakuda e Akitoshi Hayash hanno guidato un gruppo di ricerca nella realizzazione di batterie al sodio allo stato solido attraverso un innovativo processo di sintesi.

Batterie a Ioni Sodio, nuova Frontiera dell’Accumulo

Le batterie al sodio (conosciute erroneamente anche come batterie al sale) hanno conquistato negli ultimi anni parecchia attenzione da parte del mondo scientifico e industriale. L’abbondanza e la facilità di reperimento di questo metallo alcalino ne fanno un concorrente di primo livello dei confronti del litio. Inoltre l’impegno costante sul fronte delle prestazioni sta portando al superamento di alcuni svantaggi intrinseci, come la minore capacità. L’ultimo traguardo raggiunto in questo campo appartiene ad una ricerca cinese che ha realizzato un unità senza anodo con una densità di energia superiore ai 200 Wh/kg.

Integrare questa tecnologia con l’impiego di elettroliti solidi potrebbe teoricamente dare un’ulteriore boost alla densità energetica e migliorare i cicli di carica-scarica (nota dolente per le tradizionali batterie agli ioni di sodio). Quale elettrolita impiegare in questo caso? Quelli di solfuro rappresentano una scelta interessante grazie alla loro elevata conduttività ionica e lavorabilità. Peccato che la sintesi degli elettroliti solforati non sia così semplice e controllabile. Il che si traduce in un’elevata barriera per la produzione commerciale delle batterie al sodio allo stato solido.

Un Flusso di Polisolfuro reattivo

É qui che si inserisce il lavoro del team di Sakuda a Hayash. Gli ingegneri hanno messo a punto un processo sintetico che impiega sali fusi di polisolfuro reattivo per sviluppare elettroliti solidi solforati. Nel dettaglio utilizzando il flusso di polisolfuro Na2Sx come reagente stechiometrico, i ricercatori hanno sintetizzato due elettroliti di solfuri di sodio dalle caratteristiche distintive, uno dotato della conduttività degli ioni di sodio più alta al mondo (circa 10 volte superiore a quella richiesta per l’uso pratico) e uno vetroso con elevata resistenza alla riduzione.

Questo processo è utile per la produzione di quasi tutti i materiali solforati contenenti sodio, compresi elettroliti solidi e materiali attivi per elettrodi“, ha affermato il professor Sakuda. “Inoltre, rispetto ai metodi convenzionali, rende più semplice ottenere composti che mostrano prestazioni più elevate, quindi crediamo che diventerà una metodologia mainstream per il futuro sviluppo di materiali per batterie al sodio completamente allo stato solido“.  I risultati sono stati pubblicati su Energy Storage Materials and Inorganic Chemistry .

Rinnovabili •
About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • fotovoltaico materiale quantistico

Fotovoltaico, ecco il materiale quantistico con un’efficienza del 190%

Un gruppo di scienziati della Lehigh University ha sviluppato un materiale dotato di una efficienza quantistica esterna di 90 punti percentuali sopra quella delle celle solari tradizionali

fotovoltaico materiale quantistico
via Depositphotos

Nuovo materiale quantistico con un assorbimento solare medio dell’80%

Atomi di rame inseriti tra strati bidimensionali di seleniuro di germanio e solfuro di stagno. Questa la ricetta messa a punto dai fisici Srihari Kastuar e Chinedu Ekuma nei laboratori della Lehigh University, negli Stati Uniti, per dare una svecchiata alla prestazioni delle celle solari. Il duo di ricercatori ha così creato un nuovo materiale quantistico dalle interessanti proprietà fotovoltaiche. Impiegato come strato attivo in una cella prototipo, infatti, il nuovo materiale ha mostrato un assorbimento solare medio dell’80%, un alto tasso di generazione di portatori fotoeccitati e un’efficienza quantistica esterna (EQE) record del 190%. Secondo gli scienziati il risultato raggiunto supera di gran lunga il limite teorico di efficienza di Shockley-Queisser per i materiali a base di silicio e spinge il campo dei materiali quantistici per il fotovoltaico a nuovi livelli. 

leggi anche Fotovoltaico in perovskite, i punti quantici raggiungono un’efficienza record

L’efficienza quantistica esterna

Tocca fare una precisazione. L’efficienza quantistica esterna non va confusa con l’efficienza di conversione, il dato più celebre quando si parla di prestazioni solari. L’EQE rappresenta il rapporto tra il numero di elettroni che danno luogo a una corrente in un circuito esterno e il numero di fotoni incidenti ad una precisa lunghezza d’onda

Nelle celle solari tradizionali, l’EQE massimo è del 100%, tuttavia negli ultimi anni alcuni materiali e configurazioni avanzate hanno dimostrato la capacità di generare e raccogliere più di un elettrone da ogni fotone ad alta energia incidente, per un efficienza quantistica esterna superiore al 100%. Il risultato di Kastua e Ekuma, però, rappresenta un unicum nel settore.

Celle solari a banda intermedia

Per il loro lavoro due fisici sono partiti da un campo particolare della ricerca fotovoltaica. Parliamo delle celle solari a banda intermedia (IBSC – Intermediate Band Solar Cells), una tecnologia emergente che ha il potenziale per rivoluzionare la produzione di energia pulita. In questi sistemi la radiazione solare può eccitare i portatori dalla banda di valenza a quella di conduzione, oltre che direttamente, anche in maniera graduale. Come?  “Passando” per l’appunto attraverso stati di una banda intermedia, livelli energetici specifici posizionati all’interno della struttura elettronica di un materiale creato ad hoc. “Ciò consente a un singolo fotone di provocare generazioni multiple di eccitoni attraverso un processo di assorbimento in due fasi“, scrivono i due ricercatori sulla rivista Science Advances.

Nel nuovo materiale quantistico creato dagli scienziati della Lehigh University questi stati hanno livelli di energia all’interno dei gap di sottobanda ideali. Una volta testato all’interno di una cella fotovoltaica prototipale il materiale ha mostrato di poter migliorare l’assorbimento e la generazione di portatori nella gamma dello spettro dal vicino infrarosso alla luce visibile. 

La rivoluzione dei materiali quantistici

Il duo ha sviluppato il nuovo materiale sfruttando i “gap di van der Waals”, spazi atomicamente piccoli tra materiali bidimensionali stratificati. Questi spazi possono confinare molecole o ioni e gli scienziati dei materiali li usano comunemente per inserire, o “intercalare”, altri elementi per ottimizzare le proprietà dei materiali. Per la precisione hanno inserito atomi di rame tra strati di seleniuro di germanio e solfuro di stagno. “Rappresenta un candidato promettente per lo sviluppo di celle solari ad alta efficienza di prossima generazione – ha sottolineato Ekuma – che svolgeranno un ruolo cruciale nell’affrontare il fabbisogno energetico globale“.

Rinnovabili •
About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.