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Alluvione, chiesto stato di emergenza. Danni in via di quantificazione

Al via i lavori per la riapertura della flaminia entro pochissime settimane a senso unico alternato

Alluvione in Cina: la provincia dello Henan in ginocchio
Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

10 Comuni coinvolti

perugia, 22 sett. 022 – La redazione del Rapporto che supporta la richiesta dello stato di emergenza anche in Umbria, è stata l’occasione per fare un primo punto sulla situazione nel Centro della Protezione Civile regionale di Foligno. All’incontro convocato dall’assessore alla Protezione civile hanno partecipato infatti tutti gli uffici ed i servizi della Regione che, a partire dal primo pomeriggio del 15 settembre, stanno lavorando ininterrottamente per far fronte alle moltissime segnalazioni che sono pervenute e che continuano a pervenire. Il Centro operativo della Protezione civile infatti si è messo immediatamente in contatto con i Sindaci fin dalla sera del giorno 15 scorso.

I dati meteorologici in possesso del Centro fin da subito hanno destato preoccupazione perchè mostravano un fenomeno in rapido, pericoloso aumento, come poi si è puntualmente verificato. Ai Sindaci è stato chiesto un aggiornamento puntuale e costante sulle situazioni locali e lo stesso assessore regionale, nella serata del 15 settembre, ha personalmente raggiunto al telefono il sindaco di Pietralunga per avere informazioni sulla situazione anche per avere conferma dal funzionario della Protezione Civile regionale presente a Pietralunga e Scheggia che i COC avessero il polso della situazione. Nei giorni successivi poi anche altri Comuni hanno iniziato ad inviare segnalazioni scritte sui vari danni riscontrati ed il Centro di Protezione Civile ha provveduto ad indirizzare e smistare le varie segnalazioni agli Enti ed Uffici competenti. E tutto ciò – sottolinea la nota dell’assessorato regionale – nonostante l’organico del personale attualmente in servizio sia carente a seguito di pensionamenti e trasferimenti, sia per la dotazione tecnica che per quella amministrativa. L’assessore inoltre è rimasto sempre in contatto con i sindaci che lo hanno chiamato per emergenze di protezione civile.  Oltre al rapporto costante e continuo con i sindaci, la Regione sta operando anche in stretta collaborazione con Anas. Sul fronte della viabilità infatti sono molto rilevanti i danni che hanno portato alla chiusura della Strada Statale Flaminia, nel tratto che va da Scheggia fino a Cantiano. Anas si è impegnata nel procedere entro pochissime settimane ad una prima riapertura, anche parziale, a senso unico alternato, grazie alla consegna del cantiere all’impresa individuata con un accordo quadro, superando in questo modo le lungaggini tradizionali. Ed il Comune di Scheggia ha messo immediatamente a disposizione un terreno ove depositare i materiali (detriti, massi, ecc.) che sono franati sulla Flaminia.

Rimane costante anche l’interlocuzione con Trenitalia per emergenze significative che dovessero accadere ai treni in transito. Per quanto riguarda i danni alle infrastrutture ed ai corsi d’acqua si sta procedendo rapidamente ad una prima stima, in base ai dati che giungono alla Regione. Al momento dunque non è possibile definire una quantificazione certa. La Regione comunque ha invitato tutti gli Enti ad inviare tutta la documentazione delle spese che vengono sostenute in questa fase dell’emergenza, invitando cittadini e imprese che hanno subito danni che possono certificare a rivolgersi al Comune di riferimento, che provvederà ad inoltrare tutte le richieste ammissibili e documentate. La richiesta di Stato di Emergenza nazionale, firmata dalla Presidente Tesei, arriverà sul Tavolo del Governo e, se accolta, consentirà anche all’Umbria, insieme alla Regione Marche, di avere a disposizione le prime risorse necessarie per far fronte agli interventi che sono stati realizzati o che si stanno realizzando nei dieci comuni che al momento hanno fatto pervenire segnalazioni. Al momento i comuni interessati sono Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Gubbio, Costacciaro, Montone, Città di Castello, Sigillo, Monte Santa Maria tiberina, Nocera Umbra e Gualdo Tadino. L’assessorato regionale alla Protezione Civile sottolinea ancora l’urgenza dell’approvazione della nuova Legge regionale, attualmente in attesa delle necessarie coperture finanziarie per i casi in cui le emergenze non fossero coperte dal sistema nazionale ma rimanessero di competenza regionale.

Intanto si avviano a conclusione le operazioni di supporto e di aiuto che la Colonna mobile della Protezione Civile dell’Umbria sta svolgendo a Senigallia. C’è stato un primo avvicendamento del personale e dei volontari che stanno operando e, se non arriveranno ulteriori indicazioni e richieste di sostegno da parte della Protezione Civile nazionale, le attività delle squadre umbre si dovrebbero chiudere entro la prossima settimana.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.