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Gran Sasso: Marsilio, finalmente un punto di svolta per la sicurezza idrica

È una tappa fondamentale, una svolta epocale direi – ha aggiunto Marsilio - che premia la scelta della Regione di richiedere la nomina di un commissario di governo per risolvere il delicatissimo problema dell’acqua del Gran Sasso che attualmente serve circa 800.000 cittadini abruzzesi che diventano molti di più durante la stagione estiva

Foto di Erik Solla da Pixabay

Presentato il progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) per la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso

L’Aquila, 13 lug. “Finalmente dopo tanti anni, abbiamo le chiavi per arrivare alla soluzione del problema: mantenere la massima sicurezza dell’acqua che arriva nelle case dei cittadini nonostante la coesistenza di tante realtà, ognuna delle quali rappresenta un unicum, all’interno del massiccio del Gran Sasso. Oltre al progetto preliminare oggi, abbiamo un patrimonio di conoscenze davvero unico che ci restituisce la situazione reale di un sistema estremamente complesso del quale poco si conosceva fino a due anni fa”. 

Così il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio è intervenuto oggi, a L’Aquila, all’incontro di presentazione del progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) per la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso da parte del Commissario Corrado Gisonni a cui hanno partecipato anche il commissario straordinario per il ripristino e la messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25, Marco Corsini, i sindaci dei territori interessati e i tecnici. In chiusura, l’intervento di Gianni Letta. Moderatore Paolo Pacitti, capo redattore Tgr Abruzzo.

“È una tappa fondamentale, una svolta epocale direi – ha aggiunto Marsilio – che premia la scelta della Regione di richiedere la nomina di un commissario di governo per risolvere il delicatissimo problema dell’acqua del Gran Sasso che attualmente serve circa 800.000 cittadini abruzzesi che diventano molti di più durante la stagione estiva. L’attività della struttura commissariale è stata molto incisiva e il professor Gisonni, pur tra le innumerevoli difficoltà sia di natura tecnica che di natura burocratica, ha rispettato l’impegno di arrivare nel giro di due anni a portare sul tavolo di confronto una seria ipotesi progettuale oltretutto coordinata con il commissario per la sicurezza sismica delle autostrade A24 e A25, Marco Corsini. La Regione farà di tutto per assicurare che le fasi successive procedano con la massima celerità assicurando alle strutture commissariali tutto il sostegno necessario per chiudere la partita in tempi ragionevoli”. Si tratta di un documento propedeutico alla definizione del progetto definitivo. I costi complessivi di messa in sicurezza dell’infrastruttura idrica del Gran Sasso sono stimati in circa 180 milioni di euro. I tempi di lavorazione sono stimabili tra i tre e i quattro anni, a seconda del tipo di cantierizzazione che sarà possibile effettuare. Uno dei punti fermi esaminati, durante la progettazione, infatti, è stata la realizzazione dei lavori senza interruzione dei servizi essenziali ossia, traffico autostradale, erogazione dell’acqua e accesso ai Laboratori di fisica nucleare, quindi la piena funzionalità di tutte le infrastrutture. (Regflash) K.S. 220713

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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.