Rinnovabili • Aeroporti sostenibili: l’Olanda mette un tetto al traffico aereo

Masterplan 2035 aeroporto Malpensa, ok a valutazione impatto ambientale

“Proprio grazie al coinvolgimento di tutte le parti – ha detto Cattaneo – abbiamo lavorato per raggiungere il necessario equilibrio tra lo sviluppo dell’infrastruttura, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo territoriale, anche in termini di ricadute economiche e occupazionali”.

Aeroporti sostenibili: l’Olanda mette un tetto al traffico aereo
Foto di Joseph Mohammed da Pixabay

Assessore Cattaneo: proposta ambientalmente compatibile con prescrizioni e interventi di mitigazione

La Giunta della Regione Lombardia ha approvato, con una delibera proposta dall’assessore regionale all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, il parere da condividere con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in merito all’istanza di valutazione di impatto ambientale del progetto ‘Aeroporto di Milano Malpensa – Masterplan 2035’.

Cattaneo: parere positivo, ma ad alcune condizioni

“Considerata la valenza infrastrutturale dell’aeroporto di Milano Malpensa – ha detto l’assessore Cattaneo – e del progetto relativo al Masterplan 2035 e preso atto dei contenuti, delle finalità e degli impegni assunti con il Protocollo di Intesa sottoscritto lo scorso 6 giugno, consideriamo la proposta ambientalmente compatibile, a condizione che si rispettino le prescrizioni e gli interventi di mitigazione contenuti nel parere regionale. Ricordo che il Protocollo è frutto del lungo e articolato lavoro svolto dal tavolo di confronto con le Amministrazioni e gli Enti del territorio”.

Nel parere sono comunque indicate nel dettaglio tutte le opere di mitigazione e le prescrizioni operative.

Un giusto equilibrio

“Proprio grazie al coinvolgimento di tutte le parti – ha aggiunto Cattaneo – abbiamo lavorato per raggiungere il necessario equilibrio tra lo sviluppo dell’infrastruttura, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo territoriale, anche in termini di ricadute economiche e occupazionali”.

“Ora – ha concluso l’assessore – dopo il parere positivo regionale, che tiene conto anche dei parere espressi dalle amministrazioni locali interessate, la procedura si concluderà con il parere della commissione Via nazionale e con la definitiva approvazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica”.

Il piano di sviluppo aeroportuale ‘Aeroporto Milano Malpensa – Masterplan 2035’

L’orizzonte disegnato per l’aeroporto di Malpensa passa attraverso due macro-interventi: il potenziamento dei servizi e l’ampliamento dell’area cargo. Per il primo il proponente, a seguito della valutazione delle alternative presentate, ha ritenuto opportuno sviluppare i servizi tecnici e i Terminal 1 e 2 all’interno dell’attuale perimetro. Per il potenziamento dell’area cargo, con ricadute su tutto il tessuto economico del Paese, la soluzione ritenuta percorribile è ricaduta su una superficie esterna all’attuale perimetro aeroportuale. E’ posta a sud del tracciato della SP14, in comune di Lonate Pozzolo.

La nuova aera cargo

La nuova area cargo in progetto è ricompresa nel Parco Regionale del Ticino. E’ a pochi chilometri di distanza dai Siti della Rete Natura 2000 ricompresi nel Parco. Inoltre, la stessa area ricade all’interno dell’habitat 4030 denominata brughiera di Malpensa e Lonate.

Le linee di indirizzo del nuovo Masterplan

Il nuovo Masterplan è stato sviluppato tenendo conto delle seguenti principali linee di indirizzo:

  • razionalizzare gli assetti funzionali dello scalo di Malpensa;
  • adeguare quali-quantitativamente le dotazioni aeroportuali al fine di rispondere alla domanda di traffico passeggeri e di traffico merci;
  • ridurre quanto più possibile l’utilizzo di aree esterne al sedime; nonché, individuare soluzioni che limitino gli impatto sul territorio circostante (disturbo da rumore, inquinamento atmosferico, ricadute sul sistema idrico, ecc.);
  • migliorare l’accessibilità allo scalo.
About Author / La Redazione

Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

leggi anche Ragni giganti in metallo per l’installare l’eolico offshore

Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

leggi anche Il primo parco eolico galleggiante d’Italia ottiene l’autorizzazione

Rinnovabili •
About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.