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Nuova diga, evento storico per infrastruttura che cambierà il paese

“Il modello Genova – ha spiegato Toti - non è una legge e un codicillo, ma sono alcune parole: il coraggio, di prendere decisioni e su questo tanta parte ha avuto Paolo Emilio Signorini che ha gestito una situazione non facile per le scelte da prendere; la fiducia, che si è costruita tra le imprese e le Istituzioni di questo territorio per cui la parola vale e gli obiettivi comuni vengono portati avanti e rispettati; la fiducia e la visione.

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Toti: accade poche volte alle autorità di trovarsi al cospetto con la storia e oggi è uno di questi giorni

Genova. “Oggi siamo di fronte a un evento storico: accade poche volte alle autorità di trovarsi al cospetto con la storia e oggi è uno di questi giorni”.

Lo ha detto il presidente di Regione Liguria nel corso della conferenza stampa sulla realizzazione della nuova diga di Genova con il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini, il presidente dell’Autorità Portuale di sistema del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, il sindaco di Genova Marco Bucci e con Pietro Salini, amministratore delegato Webuild, il consorzio che si è aggiudicato la gara per la costruzione dell’opera.

“Il modello Genova – ha spiegato Toti – non è una legge e un codicillo, ma sono alcune parole: il coraggio, di prendere decisioni e su questo tanta parte ha avuto Paolo Emilio Signorini che ha gestito una situazione non facile per le scelte da prendere; la fiducia, che si è costruita tra le imprese e le Istituzioni di questo territorio per cui la parola vale e gli obiettivi comuni vengono portati avanti e rispettati; la fiducia e la visione.

Questo è il modello Genova. Spero che questo modello sia di ispirazione al governo che verrà e ai parlamentari che dovrebbero darci leggi un po’ più facili per tutto il lavoro che c’è da fare.

A questo punto spero se ne convincano tutti. È una giornata davvero felice e lo sarà ancora di più quando vedremo partire i lavori e le prime navi passare da lì”.

“Forse non ci rendiamo conto di quello di cui stiamo parlando: le cronache – ha ricordato Toti – dicono che era il 1876 l’anno in cui De Ferrari firmò la convenzione con Vittorio Emanuele II per i lavori di sistemazione di questo porto.

Quell’anno a Roma sedeva Agostino De Pretis come primo ministro del Regno e in Vaticano c’era Pio IX, Huckleberry Finn di Mark Twain veniva pubblicato, ma soprattutto, per quelli della mia generazione che sono cresciuti con le storie del lontano west, il 1876 è l’anno in cui Toro Seduto e il generale Caster regolano i conti vicino al fiume Little Bighorne.

È allora che si cominciava a pensare al porto di Genova, una storia che ancora oggi stiamo vivendo: questo dà l’idea del momento che viviamo”.

“Credo sia un momento anche simbolico – ha continuato Toti – e ringrazio il ministro Giovannini, perché molta parte del lavoro lo si deve al suo ministero e al suo personale impegno.

Che tutto ciò avvenga nel giorno solenne in cui si apre la XIX legislatura della Repubblica Italiana spero che sia di buon auspicio per quello vedremo negli anni futuri: il fatto che si apra una legislatura così importante e difficile per il nostro paese, con per il PNRR da gestire e anche per la situazione internazionale, e che questo palazzo così carico di storia celebri un momento così significativo penso possa essere da guida per tutti coloro che hanno storto il naso di fronte al ‘modello Genova’ e di fronte a questa diga”.

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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.