Il rapido dispiegamento delle rinnovabili nel Paese ha permesso di abbassare le bollette energetiche.

Il rapido dispiegamento delle rinnovabili nel Paese ha permesso di contenere le bollette elettriche
Il Primo Ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha detto che i Governi europei hanno tratto conclusioni sbagliate dalla crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran. A margine del Consiglio europeo del 19 marzo, Sánchez ha criticato gli altri leader dell’UE di voler sfruttare l’aumento dei prezzi di petrolio e gas per fiaccare le politiche climatiche europee. “Sfortunatamente, – ha dichiarato – alcuni Governi stanno usando questa crisi e l’aumento dei prezzi dell’elettricità per minare le politiche sul clima“.
“In Spagna, – ha proseguito – dove le rinnovabili rappresentano oggi quasi il 60% della generazione di energia elettrica, i prezzi sabato scorso si attestavano intorno ai 14 euro per megawattora. In Italia, Germania e Francia, i prezzi erano superiori ai 100 euro per megawattora. Non è un caso”.
“Credo che la Spagna possa fornire buoni esempi di come la transizione energetica e la scommessa sulle rinnovabili stia permettendo ai nostri cittadini, alle nostre industrie e alle nostre imprese di subire meno l’impatto dei prezzi del gas“, ha detto Sánchez ai giornalisti.
In vista del vertice, alcuni Stati Membri, tra cui l’Italia, avevano chiesto la sospensione del sistema di tassazione del carbonio dell’UE (ETS), lamentandosi che le industrie, già in difficoltà per gli alti costi energetici, potrebbero perdere competitività se i prezzi del carbonio continuassero a salire. Giorgia Meloni aveva chiesto di bloccare il sistema, sostenendo che fosse una misura necessaria in questo momento storico. Per fortuna per le politiche climatiche europee, la richiesta non ha trovato abbastanza appoggio da parte degli altri leader.
La Spagna meno dipendente dai prezzi del gas
L’influenza del gas sui prezzi dell’energia varia da Paese a Paese. I Paesi che fanno maggiormente affidamento sul gas per la produzione di elettricità risentono di più dei rincari dei prezzi elettrici. A causa dell’interconnessione della rete europea, ciascun Paese subisce in una certa misura l’impatto dall’aumento dei prezzi del gas, ma, come ha spiegato questa analisi di Ember, l’effetto del conflitto in Medio Oriente è più forte nei Paesi che mantengono una forte dipendenza dal gas per la produzione di elettricità e per la flessibilità del sistema energetico.
Nel mercato spagnolo, ribadisce il think tank Ember, è stato raggiunto un disaccoppiamento strutturale, mentre altri Paesi sono stati più lenti nell’indebolire il potere di mercato del gas. Tra i Paesi che fanno maggiore affidamento sulle centrali a gas, l’Italia è uno dei mercati più esposti alla variazione dei prezzi del gas, mentre la Spagna è il meno esposto. In Spagna, dall’inizio del 2026, specifica ancora l’analisi, il gas ha influenzato il prezzo dell’elettricità solo nel 15% delle ore, rispetto all’89% dell’Italia.
L’espansione dell’eolico e del solare in Spagna ha permesso di ridurre del 75% l’influenza dei generatori di energia fossile sul prezzo dell’elettricità rispetto ai livelli del 2019. Questo calo delle ore in cui il prezzo dell’energia viene determinato dal costo del gas è stato più rapido che in altri Paesi ancora fortemente dipendenti da questa fonte fossile, come appunto l’Italia.
I costi del carbonio poco rilevanti sui costi dell’energia prodotta dal gas
L’analisi di Ember spiega anche che in Europa il costo volatile del gas ha un impatto sui prezzi dell’elettricità molto superiore rispetto a quello del prezzo del carbonio. I Paesi che si sono protetti dai picchi di prezzo riducendo la dipendenza dal gas, come appunto la Spagna, hanno dimostrato che il sistema del prezzo marginale può offrire prezzi dell’elettricità più competitivi. Inoltre, il piano dell’Italia, che prevede il rimborso dei costi del carbonio alle centrali a gas non protegge i consumatori dai picchi di prezzo. Insomma, non è affatto garantito che l’eliminazione dei costi del carbonio riduca significativamente i prezzi dell’elettricità per i consumatori. I prezzi del mercato elettrico, che includono il costo del carbonio, costituiscono meno della metà della tipica bolletta elettrica di una famiglia media dell’UE.
Agli attuali prezzi del gas, il costo del carbonio costituisce al massimo un quinto di questo segmento di costo, traducendosi al massimo nel 10% della bolletta elettrica finale, ha precisato l’analisi. Questa quota è inferiore all’aliquota media dell’IVA sull’elettricità, che nel 2024 era del 18%. Spostare tasse e oneri fuori dalle bollette elettriche è un modo più sicuro per abbassare i prezzi dell’elettricità senza dover ridisegnare i mercati elettrici. Solo rinnovabili, batterie, flessibilità della domanda ed elettrificazione possono costruire la resilienza contro i futuri shock dei prezzi dei combustibili fossili.
I dati del 2025 in Spagna
Nella prima metà dell’anno scorso, i prezzi dell’elettricità all’ingrosso in Spagna sono stati inferiori del 32% rispetto alla media UE e almeno del 30% più bassi rispetto ad altri Paesi europei con un ampio parco di centrali a gas, come l’Italia. Nella prima metà del 2019, prima della crisi del gas scatenata dalla guerra in Ucraina e della diffusione su larga scala di eolico e solare nell’UE, la Spagna aveva invece tra i prezzi dell’elettricità più alti d’Europa.
Tuttavia, la maggiore dipendenza dal gas dopo il blackout per la stabilizzazione della rete è stata costosa e ha evidenziato la necessità di investimenti in forme di flessibilità pulite, come le batterie e le interconnessioni. All’inizio del 2026, la Spagna puntava a raggiungere l’81% di generazione elettrica da fonti rinnovabili e una capacità rinnovabile di 179 GW entro il 2030.












