Rinnovabili • Giornata mondiale vittime dell’amianto 2022: in Italia bonificato solo 1 sito su 4

Siti inquinati, da Regione oltre 4 milioni di euro per bonifica aree

Le Amministrazioni comunali beneficiarie di questa seconda programmazione sono 5: Rozzano (MI), Trezzano Rosa (MI), Rho (MI), Redavalle (PV) e Monticelli Pavese (PV)

Giornata mondiale vittime dell’amianto 2022: in Italia bonificato solo 1 sito su 4
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Assessore Cattaneo: continua impegno in difesa dell’ambiente

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore regionale all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, ha approvato la seconda programmazione del 2022 di interventi di bonifica di siti inquinati. Regione Lombardia destina in questo modo ai soggetti beneficiari che intervengono d’ufficio alla realizzazione degli interventi di bonifica, in sostituzione dei soggetti obbligati/interessati, un’ulteriore somma complessiva di 4.169.995 euro.

Beneficiari dei fondi della Lombardia per bonifiche di siti inquinati

In particolare, le Amministrazioni comunali beneficiarie di questa seconda programmazione sono 5: Rozzano (MI), Trezzano Rosa (MI), Rho (MI), Redavalle (PV) e Monticelli Pavese (PV).

Cattaneo: difendere l’ambiente richiede impegno

“Continua sul territorio lombardo – ha detto l’assessore Cattaneo – l’attività di bonifica delle aree contaminate. Interventi molto complessi che le amministrazioni comunali affrontano con il nostro sostegno economico. Una programmazione che, insieme a quella degli interventi per la rimozione dei rifiuti abbandonati, ci consente di riconsegnare alle generazioni future aree pulite. Difendere l’ambiente richiede impegno. E noi stiamo facendo la nostra parte”.

Gli interventi dei Comuni

Trezzano Rosa

Per il Comune di Trezzano Rosa sono stati destinati 3,5 milioni per il completamento delle attività di bonifica presso ‘l’Area ex cava Gera De Lucchi’.

Rho

Importanti risorse anche per Comune di Rho, impegnato in interventi di messa in sicurezza delle acque sotterranee presso il ‘sito dell’ex Chimica Bianchi’. Ai 961.000 euro concessi lo scorso luglio, si aggiungono quindi altri 400.000 euro.

Redavalle

Al Comune di Redavalle sono stati concessi 150.000 euro che consentono di proseguire opere di bonifica già avviate negli anni scorsi, e sostenute da Regione Lombardia, presso il ‘sito denominato ex Cava Bazzini’.

Rozzano

Un finanziamento di 83.000 euro va quindi al Comune di Rozzano. Si aggiunge a quello di 378.649 euro già concesso a luglio sempre per ‘Interventi di messa in sicurezza d’emergenza e bonifica dell’area della Società Italchimici S.p.A.’.

Monticelli Pavese

Infine, 36.995 euro al Comune di Monticelli Pavese, per concludere le attività di bonifica già avviate presso ‘l’ex insediamento industriale denominato Agrichimica-Colla in località Arsenale’. Si aggiungono a un corposo finanziamento regionale ricevuto negli anni scorsi di 6,6 milioni di euro per un progetto operativo di bonifica della falda.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
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Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.