Rinnovabili • BE-D wall box

BE-D: il nuovo wall box per la ricarica in corrente continua

Soluzione ideale per attività turistiche, centri commerciali e parcheggi urbani, ma anche flotte aziendali, veicoli commerciali e servizi di car sharing

Articolo pubbliredazionale

BE-D di Scame Parre è il nuovo wall box con potenza nominale di 25kW per la ricarica in corrente continua DC dei veicoli elettrici. Compatto a livello di ingombri, ma veloce in termini di tempi di ricarica, si presenta come la soluzione ideale per attività turistiche, centri commerciali e parcheggi urbani, ma anche flotte aziendali, veicoli commerciali e servizi di car sharing. 

A parità di potenza erogabile infatti, una stazione di ricarica in corrente continua garantisce il recupero dell’autonomia del veicolo in un tempo di sosta relativamente breve (ovvero circa 120 -150 km in un’ora) ottimizzando la potenza disponibile, senza contare il fatto che quasi tutte le auto elettriche attualmente in commercio hanno la possibilità di potersi caricare ad una potenza di 25kW in corrente continua, mentre solo il 6% di queste è in grado di caricarsi fino a 22 kW in corrente alternata (AC). 

Realizzate in materiale termoplastico esente da alogeni e impreziosite da una cornice metallica in alluminio verniciato a polvere, le stazioni BE-D si caratterizzano per le linee pulite ed essenziali firmate Trussardi+Belloni Design, vero e proprio elemento distintivo delle stazioni di ricarica Scame che oltre a consentirne un’immediata riconoscibilità le rende la scelta ideale in qualsiasi contesto installativo. 

Design peraltro ripreso anche dallo specifico supporto scatolato in acciaio verniciato a polvere che ne permette l’installazione a terra qualora non fosse possibile quella a parete, nonché dai supporti a parete (holder) in dotazione alla stazione in base al numero e tipo di connettori in dotazione.

Inoltre, pur nel rispetto dell’estetica del prodotto, le stazioni di ricarica della Serie BE-D possono essere personalizzate graficamente tramite la stampa del proprio logo aziendale su una porzione del pannello frontale, aggiungendo così un tratto unico e identitario del cliente.

Dal punto di vista tecnico le stazioni Serie BE-D possono essere equipaggiate con un cavo munito di connettore CCS2 o CHAdeMO, oppure con due cavi muniti rispettivamente di connettore CCS2 e CHAdeMO, consentendo comunque la ricarica di una vettura alla volta sempre gestibile grazie all’interfaccia utente tramite display touch screen.

Come il resto dell’offerta e-mobility Scame, anche i wall box BE-D prevedono diverse modalità di accesso alla ricarica. 

In modalità libera, senza alcuna necessità di identificazione dell’utente per avviare o interrompere le sessioni di ricarica, sono la scelta ideale per l’installazione in ambienti che non richiedono un accesso controllato in quanto l’utilizzo è normalmente limitato a poche persone, solitamente i proprietari del veicolo, o dove l’accesso è già regolato da altri sistemi. 

All’opposto i wall box BE-D in modalità di accesso previa autenticazione sono la scelta definitiva in tutti quei casi in cui l’impianto debba essere monitorato e gestito da remoto. L’autenticazione può essere gestite con due modalità alternative: in locale tramite user card RFID o remota attraverso una stazione centrale con protocollo OCPP 1.6, situazione quest’ultima in cui sono supportati tutti i casi d’uso tipici delle piattaforme di ricarica, come la fatturazione, le prenotazioni dei caricatori e l’identificazione remota tramite un’app mobile.

Le stazioni di ricarica BE-D, dotate di connettività Ethernet-WiFi-2/3/4G, possono essere gestite tramite il Management System di Scame, un software proprietario integrato che fornisce il pieno controllo e consente una serie completa di azioni e informazioni sul sistema come lo stato dei punti di ricarica, i dati della sessione di ricarica in tempo reale, la gestione dell’elenco degli utenti autorizzati, il monitoraggio del consumo dei dati, l’aggiornamento firmware e molto altro. Inoltre possono essere anche collegate ad un E-Mobility Service Provider (EMSP) esterno tramite il protocollo di comunicazione standard OCPP 1.6 JSON. In questo caso le stazioni saranno gestite dall’EMSP esterno e potranno consentire ulteriori servizi come le operazioni di fatturazione e prenotazione delle stazioni. Scame garantisce la compatibilità tra le sue stazioni di ricarica e gli E-Mobility Service Provider esterni che sono stati sottoposti ad un test di compatibilità OCPP 1.6 JSON. 

Già punto di riferimento per i sistemi di ricarica in corrente alternata AC, dove vanta una lunghissima e consolidata esperienza alla base di una nutrita gamma di wall box e colonnine, con la nuova Serie BE-D Scame Parre fa il suo ingresso nel mondo della ricarica in corrente continua DC e lo fa come sempre con un prodotto dal carattere deciso e destinato a lasciare il segno.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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