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Il nuovo leader europeo della mobilità elettrica? Sarà made in Italy

Le due società sono pronte a condividere risorse, know how e oltre 100 brevetti in una nuova joint venture dedicata all'e-mobility. Una realtà tutta italiana che offrirà infrastrutture di ricarica e pacchetti di energia verde

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Credits: easyWallbox

Soluzioni e prodotti innovativi per inaugurare la nuova era della mobilità elettrica

(Rinnovabili.it) – Una nuova realtà è pronta ad affacciarsi nel mercato europeo con l’obiettivo di accelerare la diffusione della mobilità elettrica. Parliamo della joint venture progettata da FCA Italy e Engie Eps, culmine di una collaborazione triennale fra le due società. I rispettivi a.d. hanno firmato oggi il Memorandum d’intesa grazie al quale prenderà vita un’azienda tutta italiana e completamente votata all’e-mobility. L’obiettivo è assicurarsi uno spazio di primo piano nel settore della mobilità elettrica fornendo servizi e prodotti innovativi ai possessori di e-car; dalle infrastrutture di ricarica, all’energia con cui “fare il pieno”. La jv offrirà, infatti, sia colonnine – residenziali, commerciali e pubbliche – che pacchetti elettrici, rigorosamente a base di rinnovabili e sfruttabili tramite abbonamento a canone mensile fisso.

Ma non partirà da zero. La passata collaborazione tra le due società ha già portato a diverse innovazioni nel campo. Ne è un esempio la centralina easyWallbox per la ricarica domestica, lanciata a luglio di quest’anno. Il dispositivo non necessita dell’intervento di installatori: basta fissarla al muro con due viti e collegarla alla rete elettrica con una presa schuko. Esattamente come un qualsiasi elettrodomestico. easyWallbox è stata studiata per operare sino a 3 kW in modo da non sovraccaricare la rete di casa, eccedendo la potenza contrattuale. Ma può offrire anche una potenza di oltre 7 kW. Il dispositivo, infatti, è automaticamente pronto e non deve essere modificato per velocizzare la ricarica.

La nuova realtà potrà contare su oltre cento brevetti e un solido team di progettisti. FCA metterà in campo risorse finanziarie e la sua esperienza industriale, Engie EPS il proprio know-how tecnologico e il portafoglio di proprietà intellettuale. Spiega Mike Manley, Amministratore Delegato di Fiat Chrysler Automobiles La firma di questo Memorandum d’Intesa è il frutto di tre anni di proficua collaborazione” e consentirà “un coinvolgimento ancora maggiore di entrambe le parti per ampliare la portata dell’attuale cooperazione e sviluppare ulteriormente prodotti e servizi innovativi che favoriscano e sostengano una transizione priva di ostacoli alla mobilità elettrica nell’area europea”.

L’Italia – aggiunge Carlalberto Guglielminotti, a.d. e Direttore Generale di ENGIE EPS – ha lasciato un segno profondo nella storia con le sue eccellenze nel settore automotive e nello sviluppo di tecnologie innovative per il settore energetico. La joint venture è l’occasione per consolidare questo patrimonio e allo stesso tempo delineare la strada da percorrere verso una mobilità a zero emissioni”. Le due parti prevedono di firmare l’intera serie di accordi entro la fine dell’anno e di costituire la nuova realtà nel primo trimestre del 2021.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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