Rinnovabili • Nissan - Honda

Nissan – Honda, c’è aria di partnership su veicoli elettrici ed IA

Le due società hanno annunciato un primo studio di fattibilità per valutare una collaborazione nel campo degli EV e dell'intelligenza artificiale nelle piattaforme software automobilistiche

Nissan - Honda
Credits: Nissan

Verso nuove economie di scala?

(Rinnovabili.it) – C’è aria di partnership strategica tra Nissan e Honda. Ad annunciarlo sono oggi le stesse società in occasione della firma di un nuovo memorandum d’intesa. L’atto darà il via ad uno studio di fattibilità per valutare le opportunità di una collaborazione fra case nei settori dei veicoli elettrici e dell’intelligenza artificiale per la smart mobility. Ancora è presto, dunque, per trarre conclusioni, ma se la mossa dovesse andare in porto, fornirebbe un fronte comune per affrontare la forte ed economica concorrenza della cinese BYD e quella della americana Tesla. “Per accelerare ulteriormente gli sforzi verso la neutralità delle emissioni di carbonio e l’azzeramento delle vittime degli incidenti stradali, sarà essenziale rafforzare le tecnologie ambientali e di elettrificazione, nonché lo sviluppo di software“, scrivono i due big giapponesi in una nota stampa. “Le due aziende hanno raggiunto un’intesa basata sulla convinzione che sia necessario unire le proprie forze ed esplorare la possibilità di una futura collaborazione“.

L’intesa Nissan – Honda

Lo studio di fattibilità comprenderà piattaforme software automobilistiche, componenti principali relativi ai veicoli elettrici e prodotti complementari. Nulla di vincolante per ora, ma un primo sforzo per sondare il terreno in un momento di accesa competizione nel mercato globale degli EV. La stessa che ha portato la Commissione europea ad arroccarsi su posizioni difensive contro le auto elettriche cinesi. In questo contesto il MoU tra Nissan e Honda porterà allo studio di nuove misure per ridurre i costi.

È importante prepararsi al crescente ritmo di trasformazione della mobilità nel medio e lungo termine, ed è significativo che abbiamo raggiunto questo accordo sulla base di una comprensione reciproca che Honda e Nissan affrontano sfide comuni”, ha dichiarato Makoto Uchida, Presidente e CEO di Nissan. “Attendiamo con impazienza ulteriori discussioni e puntiamo a trovare vantaggi per una crescita sostenibile”.

Gli fa eco Toshihiro Mibe, direttore, presidente e rappresentante esecutivo di Honda. “In questo periodo di trasformazione irripetibile nel settore automobilistico, esamineremo il potenziale di partnership […]  Il nostro criterio di studio sarà se la sinergia delle tecnologie e delle conoscenze coltivate dalle nostre aziende ci consentirà di diventare leader del settore creando nuovo valore per l’industria automobilistica”.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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