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Sicurezza auto elettriche, dalla Cina nuove regole sulle batterie antincendio

Le due normative cinesi sulla sicurezza strizzano l'occhio al mercato estero, in particolare europeo, che percepisce la differenza tra velocità del time to market, quantità e qualità

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Sicurezza auto elettriche, dalla Cina nuove regole sulle batterie antincendio
Immagine creata con IA

Sicurezza auto elettriche, dal 1° luglio norma cinese più severa

Più autonomia, più performante, ma soprattutto più sicura. Dalla Cina, leader nella produzione mondiale di batterie e auto elettriche, arriva un messaggio forte e chiaro. Dal 1° luglio diventano obbligatorie due importanti normative nazionali in materia di sicurezza. Una riguarda la sicurezza delle auto elettriche, la seconda, la sicurezza delle batterie delle auto elettriche.

La notizia viene battuta da Economic Information, agenzia di stampa statale, e Dalla Cina, nulla viene diramato se non stabilito a livello centrale, dal Partito Comunista che guida il Paese. Partiamo da un dato. Nel 2025 il parco veicoli a nuova energia, cosiddetti NEV, hanno raggiunto quasi 44 milioni di unità. Per capire i ritmi produttivi, nel solo mese di maggio si sono prodotte 1,554 milioni di veicoli e quasi altrettanto venduti.

In Cina, non c’è un problema di vendite, e le elettriche hanno saturato il mercato, ma le due normative che impattano direttamente la produzione sono rivolte al mercato straniero, a quello europeo in particolare: l’obiettivo è tranquillizzare noi europei che le auto cinesi elettriche ed ibride sono sicure, ora che è iniziata la massiccia campagna di export alla conquista del mercato. E poi con la crisi del petrolio in atto, si ipotizza che il mercato europei acceleri sulle BEV.

Normativa per la sicurezza auto elettriche e batterie: cosa prevede

Per rendere le batterie delle auto sempre più sicure, la nuova normativa cinese sulla sicurezza dei veicoli elettrici impone la disconnessione fisica del circuito ad alta tensione dell’intero veicolo o del circuito ad alta tensione tra il sistema di trazione e il sistema di accumulo di energia ricaricabile.

Per la prima volta, viene definito un dispositivo“a un pulsante” per lo spegnimento fisico, sostituendo completamente il precedente metodo di spegnimento controllato via software e migliorando l’affidabilità degli interventi di soccorso in caso di incidente. Allo stesso tempo, richiede che il veicolo, quando è fermo e non in fase di carica/scarica, possa attivare questa funzione con una singola azione da parte del conducente: la pressione del pulsante.

Nuovi requisiti di sicurezza auto elettriche

Il cambiamento più importante riguarda la gestione del rischio di incendio. Nella versione precedente, il sistema di bordo doveva semplicemente avvisare i passeggeri con un segnale di allarme almeno cinque minuti prima di un eventuale incendio o di un’esplosione. Con la nuova regola questo non basta più, perché la batteria è ora obbligata a resistere senza mai prendere fuoco o esplodere, garantendo inoltre che i fumi emessi non feriscano o intossichino in alcun modo le persone all’interno dell’abitacolo.

Infine, sono stati introdotti due test inediti per coprire situazioni stradali molto comuni: il primo è una prova di impatto dal basso, pensata per verificare se la struttura protettiva della batteria regge quando il fondo dell’auto urta violentemente contro un ostacolo, come un dosso.

Il secondo valuta invece la stabilità a lungo termine dopo un uso intensivo, obbligando i produttori a sottoporre la batteria a un cortocircuito esterno dopo che ha già completato ben 300 cicli di ricarica rapida, con l’obiettivo di dimostrare che il sistema rimane sicuro e non genera fiamme o esplosioni nemmeno in condizioni di forte stress e usura.

Nel lungo periodo, i due standard nazionali obbligatori accelereranno il riassetto dei produttori di apparecchiature originali, amplieranno ulteriormente i vantaggi delle case automobilistiche conformi, freneranno la concorrenza spietata basata sull’omogeneità, sui prodotti di fascia bassa e sui prezzi bassi, e promuoveranno lo sviluppo sano del settore“, ha affermato il Han Guangshuai della Facoltà di Ingegneria Automobilistica ed Energetica dell’Università di Tongji. Insomma gli esperti citati dall’agenzia di stampa cinese sono convinti che questi standard accelereranno il consolidamento del settore, favorendo i produttori conformi e frenando la concorrenza spietata basata su prodotti di bassa qualità e a basso prezzo.

Anche Wu Kai, capo dell’area sviluppo di CATL, colosso delle batterie, è convinto che una volta che il nuovo standard nazionale di sicurezza per i veicoli elettrici sarà implementato, il tasso di autocombustione di questi veicoli sarà di un intero ordine di grandezza inferiore a quello dei veicoli a carburante.

Ed infatti, i principali produttori hanno già iniziato ad adeguarsi a questi requisiti. Per CATL, l’intera gamma di batterie per veicoli passeggeri e commerciali prodotte in serie ha superato i nuovi test standard nazionali mentre BYD ha confermato che la sua batteria Blade di seconda generazione ha superato i nuovi standard con prestazioni superiori ai requisiti obbligatori.

Più sicurezza, meno svalutazione

Gli analisti cinesi del settore ritengono anche che questi due nuovi standard forniranno maggiori tutele per diminuire il processo di svalutazione del valore residuo delle auto elettriche usate; a questo si aggiunge anche la minore preoccupazione in merito all’assicurazione dei veicoli a nuova energia; inoltre, la standardizzazione della manutenzione dei sistemi di batterie nel mercato dei ricambi sarà notevolmente rafforzata.

Messaggio chiaro al market europeo

Inoltre si ipotizza che seppur le due normative dovessero spingere in alto il costo delle batterie per veicoli elettrici, le diverse case automobilistiche abbiano la capacità di assorbimento dei costi e strategie di prezzo. D’altronde si crede che le norme creeranno in Cina cooperazione tra le imprese a monte e a valle della filiera dei veicoli elettrici, favorendo il miglioramento dell’ecosistema industriale e perfezionando gradualmente aspetti quali l’assistenza post-vendita e il riciclo delle batterie. E questo conviene davvero a tutti. Soprattutto, la percezione europea (rimarcata internamente dagli stessi cinesi) ed italiana è che i brand cinesi presenti sul mercato, alcuni dei quali nuovissimi, possano davvero avere problemi nel post-vendita, e alla lunga, penalizzare le scelte dei consumatori. La doppia normativa domestica sembra andare in quella direzione.

 

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.