Rinnovabili • treno a idrogeno di Alstom

Il treno a idrogeno di Alstom supera i test olandesi

La provincia di Groninga pubblica i risultati dei test di Coradia iLint eseguiti a marzo 2020: stesse prestazioni dei mezzi diesel ma con zero emissioni

treno a idrogeno di Alstom
Coradia iLint for OBB, Austria Copyright: ÖBB/Marek Knopp

(Rinnovabili.it) – Dopo il via libera tedesco, arriva quello olandese. La provincia di Groninga ha pubblicato in questi giorni i risultati dei test eseguiti a marzo con Coradia iLint, il celebre treno a idrogeno di Alstom. Il convoglio è stato messo alla prova su 65 chilometri di linea tra Groninga e Leeuwarden, nel nord dei Paesi Bassi. L’obiettivo? Determinare se la tecnologia elettrica a fuel cell potesse costituire un’alternativa totalmente sostenibile al motore diesel attualmente in circolazione nella parte settentrionale del Paese.

Ai fini del test, il treno a idrogeno di Alstom è stato sottoposto a una serie di prove – senza passeggeri – con l’operatore provinciale Arriva, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria olandese ProRail e l’azienda energetica Engie. DEKRA, una società indipendente di testing, ispezione e certificazione, ha supervisionato le operazioni.

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Il rapporto (testo in inglese) indica che il treno a idrogeno di Alstom ha raggiunto tutti e quattro gli obiettivi pre-fissati: l’autorizzazione da parte dell’autorità nazionale olandese di valutazione della sicurezza (NSA) a circolare sulla rete ferroviaria del Paese; la totale assenza di emissioni e perfetta idoneità al servizio commerciale attuale; un rifornimento facile e veloce; la familiarizzazione del pubblico generale con la mobilità a idrogeno.

“Dopo la Germania, i Paesi Bassi sono il secondo Paese in Europa in cui il treno a idrogeno di Alstom si è dimostrato una soluzione esclusiva a zero emissioni per le linee non elettrificate”, afferma Bernard Belvaux, managing director della società nel Benelux. “I test hanno dimostrato il grado di maturità del nostro treno in termini di accessibilità e affidabilità, offrendo le stesse prestazioni dei treni diesel con il vantaggio di bassi livelli di rumore e zero emissioni. Coradia iLint favorisce la transizione verso sistemi di trasporto sostenibili globali”.

Riguardo alle prestazioni in servizio commerciale, sia il percorso con fermate (tutte le stazioni) sia il percorso espresso hanno superato positivamente il test. Consumo di idrogeno, compatibilità con l’infrastruttura, accelerazione, frenata, avvicinamento alla banchina, velocità massima, prestazioni dei sistemi ausiliari: tutte le operazioni si sono svolte senza problemi.

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Inoltre, il mezzo è significativamente più silenzioso degli attuali convogli diesel, il che costituisce un vantaggio significativo per i passeggeri e per coloro che abitano in prossimità della linea.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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