Stop frodi? In funzione la banca dati UE per i biocarburanti

Il database previsto dalla Direttiva RED è stato creato per per migliorare la tracciabilità dei biofuel ed evitare doppi conteggi

banca dati UE biocarburanti
Foto di engin akyurt su Unsplash

Una banca dati UE biocarburanti contro illegalità e frodi

(Rinnovaili.it) – Via libera all’Union Database for Biofuels, la prima banca dati UE per i biocarburanti. Ieri 15 gennaio 2024, la Commissione europea ha annunciato l’apertura della registrazione online da parte degli operatori economici, dopo ben quattro anni di consultazione con le parti interessate e alcune sperimentazioni su piccola scala.

Lo strumento è stato introdotto con la RED II, la direttiva europea sulle energie rinnovabili del 2018, con un preciso obiettivo: rafforzare la protezione antifrodi fornita attualmente dai sistemi di certificazione volontaria (ma con dubbi risultati). Come? Tracciando tutte le transazioni in campo di biocarburanti liquidi e gassosi lungo la catena di approvvigionamento globale, dalle materie prime ai prodotti intermedi fino combustibili rilevanti immessi sul mercato dell’Unione. E garantendo l’entrata nel Blocco unicamente ai biocarburanti che soddisfano gli standard di sostenibilità comunitari. Non solo. Il database dovrebbe anche impedire che i biofuel siano conteggiati due volte ai fini degli obiettivi della direttiva, contribuendo a garantire la trasparenza del mercato e a mitigare il rischio di irregolarità e frodi.

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Biodiesel e concorrenza sleale

Quello della trasparenza e della legalità dei biofuel per l’Unione è un problema non da poco. Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Reuters, gli incentivi UE alla produzione di biodiesel realizzati con oli e grassi usati hanno suscitato lo scorso anno diverse preoccupazioni sull’import. La causa? Le aziende asiatiche e in particolar modo quelle cinesi hanno aumento considerevolmente le esportazioni nel mercato comunitario, facendo crollare il prezzo del biodiesel avanzato. E accendendo alcuni timori tra i produttori europei. Secondo le associazioni di settore vi sarebbe il rischio concreto che le imprese asiatiche stiano mescolando i biocarburanti certificati come sostenibili con oli più economici, in particolare l’olio di palma, prima di esportarli. Un rischio che ha convinto il ministero tedesco dell’Ambiente a chiedere espressamente all’Esecutivo comunitario di indagare su possibili frodi.

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La Commissione europea – fa sapere Bruxelles in una nota stampa – ha lavorato a stretto contatto con le parti interessate e gli attori del mercato per preparare il database, anche in vista dell’apertura della domanda di registrazione dei combustibili gassosi rinnovabili e a base di carbonio riciclato nei prossimi mesi“. Agli Stati Membri toccherà imporre agli operatori economici interessati di inserire in tale banca dati le informazioni sulle transazioni effettuate e le caratteristiche di sostenibilità di tali biocarburanti ammissibili, compresi i gas a effetto serra emessi durante il loro ciclo di vita, a partire dal loro luogo di produzione fino al fornitore di carburante che immette il carburante sul mercato.

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