Rinnovabili •

Ecomondo 2015: le novità per la mobilità sostenibile

Rimini capitale delle buone pratiche, anche per quanto riguarda la mobilità virtuosa. Diverse nuove proposte, dall’idrogeno all’elettrico, anche in campo commerciale

Toyota Mirai
Toyota Mirai

 

(Rinnovabili.it) – Ecomondo, nella speciale sezione H2R, raduna in riva all’Adriatico le proposte in fatto di mobilità attenta all’ambiente: le aziende presentano i loro nuovi modelli e, grazie all’apprezzata formula del test drive, è possibile anche provarli su strada.

Anche se meno affollata rispetto alle passate edizioni, la sezione della mobilità virtuosa ha riservato diverse belle sorprese: Toyota ha portato la Mirai, che costituisce lo stato dell’arte nel settore delle vetture alimentate ad idrogeno, BMW ha fatto debuttare la  X5 xDrive40e, Ford ha acceso i riflettori sulla Mondeo ibrida, mentre Nissan scelto Rimini per presentare la nuova versione di Leaf, l’auto elettrica in cima all’hit parade delle vendite. E, per dimostrare che la tecnologia corre veloce ed abbatte ogni steccato, Iveco ha mostrato il Daily, classico veicolo commerciale, in versione full electric. Insomma, quella a zero emissioni sarà anche la mobilità che verrà, ma ormai è davvero dietro l’angolo….

 

Toyota Mirai

 

toyota_mirai_7

 

Prima occasione in Italia per mettersi al volante di Mirai: corriamo il rischio di apparire banali se diciamo di aver guidato il futuro? Meno di quanto si creda, visto che Mirai in giapponese significa appunto “futuro”…

La vettura è dotata del TFCS (Toyota Fuel Cell System), che unisce la tecnologia delle celle a combustibile con quella Hybrid. Il sistema, che impiega componenti sviluppate da Toyota come l’FC Stack, il convertitore di potenza FC e serbatoi per l’idrogeno ad alta pressione, consente di risparmiare energia, è più efficiente rispetto ai tradizionali motori a combustione interna e non produce CO2 o altri agenti inquinanti.  Il pacco celle assicura una potenza massima di 155 CV (114 kW), con l’eccellente densità di potenza di 3,1 kW/L (2,2 volte maggiore rispetto al precedente Toyota FCHV-adv limited-lease).

Maneggevolezza e comfort si giovano del posizionamento di componenti principali come il pacco celle e serbatoi in posizione centrale sotto il pianale: così si abbassa il baricentro e si ottiene un’ottimale distribuzione dei pesi.

 

La tecnologia delle celle a combustibile è pronta ad arrivare sulle nostre strade? Purtroppo no: la Mirai è in listino in Giappone, ovviamente, negli USA e nella quasi totalità dei mercati europei, ma qui da noi resta un tabù.

Tutta colpa della mancanza di una rete di servizio capace di permettere il rifornimento nella Penisola. Ad oggi, l’unica possibilità è a Bolzano, quindi piuttosto remota e ben poco fruibile. Peccato, perché Mirai è un’auto come le altre: magari può anche non piacere, ma si avvia premendo un tasto e si guida come qualunque automatica.

Ovviamente molto silenziosa, ha grinta e scatto in accelerazione; strumentazione un po’ spaziale, abitacolo giusto per quattro passeggeri, livello delle dotazioni e degli interni da ammiraglia.

Accreditata di un’autonomia di circa 500 km, li ha usati tutti per portare a spasso i curiosi visitatori di Ecomondo. Poi, a riflettori spenti, è stata messa su una bisarca per andare a Bolzano e per farla rifornire e finalmente ripartire. Ironia della sorte? No, piuttosto la conferma che in Italia c’è molto da fare per colmare il gap con le altre nazioni d’Europa.

 

BMW X5 xDrive40e

bmw_x5_xdrive40e

 

Per la prima volta su strada in Italia, la X5 xDrive40e ha mostrato come possano convivere senza problemi un quattro cilindri a benzina con tecnologia BMW TwinPower Turbo ed un motore elettrico sincrono impiantati sul sistema di trazione integrale permanente BMW EfficientDynamics eDrive. La potenza totale del sistema di 313 CV (230 kW) è garanzia di alte prestazioni nel segno della sportività, combinate con un’ottima efficienza: infatti, la X5 xDrive40e consuma soli 3,4-3,3 litri nel ciclo combinato, con un consumo di corrente di 15,4-15,3 kWh per 100 km, mentre le emissioni di CO2 sono contenute tra i 78 e i 77 g/km (il valore varia in funzione della misura dei pneumatici); nella sola modalità elettrica, la vettura percorre circa 30 km.

Così chi ora desiderasse una vettura capace di fare la differenza in termini d’immagine, qualità dinamiche e riduzione dell’impatto sull’ambiente, ha un’ottima proposta da valutare: salendo a bordo senza leggere la sigla, non si notano differenze rispetto al modello con propulsione classica, ed anche su strada il dinamismo è di fatto analogo.

 

Nissan Leaf

nissan_leaf_2016

 

I visitatori di Ecomondo hanno visto in anteprima italiana la versione 2016 di Leaf, la vettura 100% elettrica più venduta al mondo, che con le oltre 200.000 unità commercializzate ha finora assicurato all’ambiente un risparmio di oltre 300.000 tonnellate di CO. Presentando pochi interventi di dettaglio a livello estetico, la Leaf 2016 ha nelle batterie Nissan di terza generazione il suo punto di forza: ora potenziate a 30 kWh, infatti, possono garantire un’autonomia di ben 250 km, una soglia che appare finalmente sufficientemente elevata per mettere a tacere quanti  sostengono che le auto elettriche siano poco funzionali e soprattutto che è utile a soddisfare oltre il 98% del fabbisogno quotidiano di mobilità degli automobilisti europei.

 

Ford Mondeo Hybrid

ford_mondeo_hybrid

 

Prima vettura ibrido-elettrica europea di Ford, è sviluppata nell’ambito della strategia ‘Power of Choice’, in base alla quale il marchio americano rende disponibile il maggior numero di soluzioni per guidare ‘green’ a bordo di uno stesso modello, lasciando al cliente la possibilità di scegliere la tecnologia di propulsione più adatta alle proprie esigenze. Ford offre oggi non solo motorizzazioni alternative come quella tutta elettrica della Focus Electric e l’ibrida della Mondeo Hybrid, ma propone soluzioni, trasversali rispetto alla gamma, che permettono di guidare ‘green’ senza rinunciare alle proprie abitudini, riducendo i consumi e le emissioni grazie all’innovazione tecnologica applicata a motori a combustione sempre più efficienti.

La Mondeo Hybrid, costruita sulla base della tecnologia ibrida Ford di terza generazione, si avvale di batterie a controllo software e trasmissione variabile continua, comprende un motore a benzina 2.0 a ciclo Atkinson e due elettrici, garantendo emissioni di soli 99 g/km di CO2. I due motori elettrici hanno compiti diversi: uno è propulsivo e trasferisce potenza alle ruote, l’altro è utilizzato per la ricarica delle batterie da 1,4 kWh. La combinazione tra motore elettrico e a benzina assicura alla Mondeo Hybrid una potenza di 187 CV, con un’efficienza di 4,2 l/km. In modalità solo elettrica, la Mondeo Hybrid raggiunge una velocità massima di 135 km/h. Disponibile nella sola versione Titanium 4 porte, Mondeo Hybrid è in listino a 32.950 euro, allineato a quello della Titanium 5 porte 2.0 TDCi 150 CV, con cambio Powershift: in questo modo, il cliente può decidere quale propulsione adottare in funzione della propria sensibilità ambientale.

 

Iveco Daily Electric

iveco_daily_electric_2

 

Il Daily, modello evergreen di Iveco, è ora davvero green. Il gioco di parole è merito della nuova versione Electric a zero emissioni. Veicolo al 100% elettrico, lo abbiamo ammirato in versione 50C Van Electric, da 109 CV, allestimento furgone, passo 4.100 mm. Nasce per soddisfare le esigenze di lavoro di chi opera nei centri delle città dove esistono limiti (sempre più stringenti) riguardo la circolazione: già usato dalle Poste tedesche, si adatta alle missioni in ambito urbano, come la distribuzione porta a porta e il trasporto di persone.

Rispetto alla precedente versione, grazie ad ausiliari elettrici ad alta efficienza e peso contenuto, il consumo di energia è ridotto, la durata delle batterie è superiore del 20% e la portata utile è aumentata di circa 100 kg. Con la modalità di ricarica flessibile, brevettata da Iveco, è possibile ricaricarle in ambito pubblico o privato, collegandosi a una stazione di ricarica rapida, con un tempo medio di sole due ore. Il veicolo è best-in-class per efficienza e garantisce un’autonomia, misurata secondo ciclo di omologazione NEDC, che supera i 200 km in configurazione con tre batterie. Daily Electric offre inoltre la possibilità di selezionare due modalità di guida, Eco e Power: in modalità Eco, la coppia motore è gestita per minimizzare il consumo energetico, senza alcuna limitazione sulla velocità massima. In modalità Power, il conducente può disporre della piena prestazione del motore elettrico di trazione. La funzione Regenerative Braking consente di selezionare anche in marcia diverse modalità di gestione della frenatura del veicolo: il guidatore può selezionare in modo dinamico la modalità di frenata più opportuna per minimizzare il consumo energetico, mantenendo un livello ottimale di guidabilità. Grazie alla gamma più ricca del mercato per le versioni furgone e cabinato, fino a 5,6 tonnellate di peso totale a terra e fino a un volume di carico di 19,6 m3, e alla comprovata versatilità tipica del Daily, Elettric è perfetto per gli usi più diversi: dotato di serie di un nuovo sistema di segnalazione acustica per i pedoni, attivato in modo automatico da 0 a 30 km/h, è dotato di tablet da 7’’ rimovibile e di un quadro strumenti elettronico per il monitoraggio dati del veicolo.

Rinnovabili •
About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Solare fotovoltaico in Italia

Solare fotovoltaico in Italia, cosa dice il rapporto GSE

Lo scorso anno sono entrati in esercizio circa 371.500 impianti fotovoltaici in Italia, in grande maggioranza di taglia inferiore a 20 kW, per una capacità complessiva di oltre 5,2 GW. Una crescita che conferma il primato nazionale della Lombardia in termini di potenza installata, seguita con un certo distacco dalla Puglia

Solare fotovoltaico in Italia
via depositphotos

Online il Rapporto Statistico 2023 sul Solare Fotovoltaico in Italia

Ben 5,2 GW di aggiunte che portano la potenza cumulata totale a 30,31 GW e la produzione annuale a quota 30.711 GWh. Questi in estrema sintesi i dati del solare fotovoltaico in Italia, riportati nel nuovo rapporto del GSE. Il documento mostra le statistiche del settore per il 2023, offrendo informazioni importanti non solo sui sistemi ma anche sulla dimensione dei pannelli solari, la tensione di connessione, il settore di attività, l’autoconsumo e persino sull’integrazione di eventuali batterie. Uno sguardo approfondito per capire come sta crescendo il comparto, ma anche per evidenziare potenzialità e criticità.

Solare Fotovoltaico Italiano, la Crescita 2023 in Numeri

Nel 2023 il fotovoltaico nazionale ha messo in funzione 371.422 nuovi impianti solari per una potenza complessiva di poco superiore ai 5,2 GW. La crescita ha ricevuto i contributi maggiori, in termini di numero di sistemi, da regioni come la Lombardia (con il 17,5% dei nuovi impianti fv 2023), il Veneto (13,2%), l’Emilia-Romagna (9,8%) e la Sicilia (6,9%). Scendendo ancora di scala sono invece le provincie di Roma (3,9%), Brescia (3,6%) e Padova (3,1%) quelle a detenere la quota maggiore di aggiunte. Per buona parte dell’anno questo progresso si è affidato ai piccoli impianti di taglia residenziale, che hanno lasciato il posto sul finire del 2023 ad una nuova spinta del segmento C&I.

Produzione fotovoltaica in Italia

Altro dato importante per il 2023: la produzione del solare fotovoltaico in Italia. Lo scorso anno tra nuovi impianti e condizioni meteo favorevoli, il parco solare nazionale ha prodotto complessivamente 30.711 GWh di energia elettrica (dato in crescita del 9,2% sul 2022), con un picco nel mese di luglio di oltre 3,8 TWh.

Se ci si focalizza, invece, solo sull’autoconsumo fotovoltaico, il rapporto del GSE indica che lo scorso 7.498 GWh sono stati prodotti e consumati in loco. Un valore pari al 24,8% della produzione netta complessiva. A livello regionale la percentuale di energia autoconsumata rispetto all’energia prodotta risulta più alta in Lombardia, Liguria e Campania. A tale dato se ne associa un altro altrettanto interessante: quello dei sistemi di accumulo. Lo scorso anno risultavano in esercizio 537.000 sistemi di storage connessi ad impianti fotovoltaici, per una potenza cumulata di 3,41 GW.

leggi anche Direttiva EPBD e fotovoltaico: scadenze e potenzialità

Solare Fotovoltaico, la Potenza in esercizio in Italia

Le nuove aggiunte 2023 hanno portato il dato della potenza fotovoltaica totale cumulata in Italia ad oltre 30,31 GW e quello della potenza pro capite nazionale a 514 W per abitante. Nel complesso sono attivi sul territorio 1.597.447 impianti fotovoltaici, di cui il 94% rientra nella taglia fino a 20 kW. Sono, per intenderci, i piccoli impianti realizzati solitamente sui tetti degli edifici. Non sorprende quindi scoprire che la superficie occupata dagli impianti fotovoltaici a terra a fine 2023 risultava di soli 16.400 ettari. In questo contesto le regioni con la maggiore occupazione di superficie del suolo da parte del solare fotovoltaico risultano essere: la Puglia (4.244 ettari), la Sicilia (1.681 ettari) e il Lazio (1.527 ettari).

Sul fronte della potenza attiva, viene confermato il primato del Nord Italia con il 48,0% del totale nazionale grazie al traino di Lombardia (13,8%), Veneto (10,4%) ed Emilia Romagna (10%). Segue il 34,7% delle regioni meridionali, con la Puglia che da sola fornisce il 10,9% della potenza, e quindi il contributo del Centro Italia.

Leggi qui il report GSE sul Solare Fotovoltaico in Italia

About Author / La Redazione

Rinnovabili • Dl Agricoltura bollinato

Dl Agricoltura bollinato, ecco l’art. sul fotovoltaico a terra

Il testo finale del decreto è stato varato dopo alcune piccole modifiche richieste dal Quirinale. Confermati i paletti sul fotovoltaico a terra salvaguardando gli investimenti del PNRR

Dl Agricoltura bollinato
Foto di Andreas Gücklhorn su Unsplash

Stop del fotovoltaico a terra con una serie di eccezioni

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, Dl Agricoltura è stato “bollinato” dalla Ragioneria di Stato e quindi varato definitivamente. Ma non prima di alcune modifiche last minute frutto del confronto con il Quirinale. Nessun ritocco significativo, tuttavia, riguarda il tanto criticato articolo di stop al fotovoltaico a terra. Il contenuto, infatti, rimane nelle linee annunciate il 6 maggio dal ministri Pichetto e Lollobrigida, cercando di salvaguardare gli investimenti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), punto fermo per il MASE.

L’articolo in questione, che passa dal 6 della prima bozza al 5 nel DL Agricoltura bollinato, riporta alcune disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo. L’intervento mira a modificare l’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, con cui l’Italia ha recepito nel proprio ordinamento la direttiva europea sulle rinnovabili RED II. 

In poche parole il testo introduce dei paletti all’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti. Come? Limitando qualsiasi intervento a lavori modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, che non comportino incremento della superficie occupata. Nessun vincolo invece per il fotovoltaico a terra se installato:

  • in cave e miniere non in funzione, abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
  • porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento;
  • siti e  impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali;
  • siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali;
  • aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri;
  • aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti.

Salvi, come promesso, anche i progetti fotovoltaici a terra se parte di una Comunità energetica rinnovabile o finalizzati all’attuazione degli investimenti del PNRR.

Il testo del Dl Agricoltura “bollinato” sul fotovoltaico

Riportiamo per intero l’articolo 5 sul fotovoltaico nella versione finale del DL Agricoltura.

ART. 5 (Disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo)

1. All’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

‹‹1-bis. L’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra di cui all’articolo 6-bis, lettera b), del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, è consentita esclusivamente nelle aree di cui alle lettere a), limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata, c), c-bis), c-bis.1), e c-ter) n. 2) e n. 3) del comma 8. Il primo periodo non si applica nel caso di progetti che prevedano impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, nonché in caso di progetti attuativi delle altre misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato con decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021, come modificato con decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023, e dal Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC) di cui all’articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, ovvero di progetti necessari per il conseguimento degli obiettivi del PNRR.››.

2. Le procedure abilitative, autorizzatorie o di valutazione ambientale già avviate alla data di entrata in vigore del presente decreto sono concluse ai sensi della normativa previgente.

Leggi anche Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

About Author / La Redazione

Rinnovabili • Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

SponsoredContenuto
Sponsorizzato

Attiva da oltre dieci anni nel settore fotovoltaico, fin dal 2012 Sun Ballast ha saputo cogliere le necessità più concrete legate alla realizzazione di impianti FV, divenendo rapidamente il punto di riferimento internazionale per migliaia di installatori e progettisti di impianti su superfici piane.

Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

Il settore fotovoltaico costituisce oggi il principale motore della transizione energetica, e dal 2012 Sun Ballast sviluppa soluzioni in grado di semplificare tutte le fasi di realizzazione di impianti FV – dalla progettazione all’installazione – ottimizzando la sostenibilità degli investimenti e rendendo il montaggio molto più facile e veloce. Le zavorre per fotovoltaico Sun Ballast – progettate e realizzate interamente in Italia – nascono infatti come alternativa ai tradizionali (e complessi) sistemi metallici, e grazie alle loro particolari caratteristiche tecniche hanno incontrato fin da subito l’interesse di tutti i professionisti del settore. Lo sviluppo costante di nuovi sistemi e il confronto continuo con clienti e collaboratori hanno inoltre permesso all’azienda di offrire soluzioni sempre al passo con i principali trend di mercato e con le nuove esigenze degli operatori.

Oggi la gamma di zavorre Sun Ballast include decine di modelli, e i volumi produttivi raggiunti dalle numerose sedi operative assicurano la disponibilità costante del materiale in oltre 40 paesi di tutto il mondo.

Zavorre per fotovoltaico: semplicità allo stato solido

Semplici, affidabili e durature: le zavorre Sun Ballast nascono dalla necessità di semplificare le fasi di installazione, di ridurre i tempi di posa e di rendere la realizzazione di impianti FV su superfici piane sempre più conveniente e accessibile. Le strutture per pannelli fotovoltaici sono infatti realizzate in calcestruzzo di prima scelta, e uniscono in un solo componente due diverse funzioni: quella di supporto ai pannelli e quella di zavorra. In questo modo tempi e costi di installazione sono ridotti al minimo, e il montaggio si limita a pochi e semplici passaggi: basta posare la struttura, fissare il pannello alla boccola pre-inserita nel cemento e procedere con i collegamenti elettrici.

Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

La totale assenza di fori di fissaggio permette inoltre di appoggiare le zavorre su qualunque tipologia di superficie piana (ghiaia, cemento, pavimentazioni, guaine, tetti verdi, ecc.) senza forare i materiali di copertura e offrendo la possibilità di movimentare le strutture senza vincoli di posizionamento – caratteristica molto utile sia in fase di posa che durante gli interventi di manutenzione.
Un sistema semplice, veloce e modulabile, utilizzato in larga scala non solo sui grandi tetti piani di edifici commerciali e industriali, ma anche sulle piccole coperture di case e complessi residenziali.

Oltre a semplificarne la realizzazione, le zavorre per fotovoltaico Sun Ballast assicurano inoltre agli impianti FV il più alto livello di affidabilità: la speciale barra metallica di extra-rinforzo contenuta all’interno delle strutture ottimizza infatti la tenuta a tutte le sollecitazioni meccaniche, mentre l’impiego di calcestruzzo C32/40 garantisce la massima resistenza a qualunque tipo di corrosione. Grazie all’alta qualità costruttiva, le zavorre risultano così adatte a qualsiasi contesto geografico e climatico, e possono essere utilizzate in sicurezza in aree costiere, spazi urbani o zone montane.     

Ricerca costante e assistenza a 360°

Composto da oltre 15 professionisti, l’Ufficio tecnico Sun Ballast realizza ogni anno migliaia di relazioni tecniche gratuite, offrendo un’assistenza completa dalle prime fasi di progettazione alla posa dell’ultima graffa. Un supporto costante e professionale che, oltre ad alleggerire il lavoro di progettisti e installatori, accompagna il cliente nella valutazione delle soluzioni tecnico-economiche più adeguate alle specifiche caratteristiche dell’impianto o dell’edificio su cui verrà realizzato.

zavorre per fotovoltaico

Il continuo investimento nelle attività di Ricerca&Sviluppo e le numerose certificazioni ottenute grazie ai test in galleria del vento, alle prove di strappo delle boccole e alle analisi in camera climatica consentono inoltre a Sun Ballast di offrire prodotti non solo semplici ed efficaci, ma anche sicuri, affidabili e certificati.

A Intersolar 2024 la presentazione delle nuove strutture

In programma dal 19 al 21 giugno 2024, Intersolar Europe rappresenta il più importante evento europeo dedicato al mondo dell’energia solare; l’occasione perfetta per incontrare dal vivo tutti i nostri clienti e partner, ma anche per presentare in anteprima un nuovissimo sistema di supporto: una soluzione rivoluzionaria, estremamente versatile e ultra-leggera, che renderà la realizzazione di impianti FV su tetto piano ancora più semplice, rapida e sicura. La possibilità di visionarlo dal vivo direttamente in fiera consentirà di analizzare da vicino tutti gli aspetti tecnici, offrendo una panoramica ancora più precisa sui vantaggi, sulle modalità di utilizzo e sulle tante possibili applicazioni delle nuove strutture. Accanto alla presentazione del nuovo sistema, lo stand Sun Ballast ospiterà inoltre numerosi incontri ed eventi, lasciando ampio spazio agli approfondimenti tecnici e alle attività di networking.

Lo staff Sun Ballast ti aspetta a Monaco dal 19 al 21 giugno, presso lo stand 219 del Padiglione A5.

Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

Leggi anche Fotovoltaico sul tetto, TAR: non più un disturbo paesaggistico, ma un’evoluzione costruttiva

About Author / La Redazione