Da Bruxelles il provvedimento doganale che dà il via ad una nuova classificazione tariffaria per il bioetanolo importato, fino ad oggi favorito fiscalmente in quanto etichettato come “prodotto chimico”

Da 13 a 1.100 milioni di litri in due anni La conseguenza? Lo spiega la stessa e-Pure “Dalla fine del 2009 le importazioni di etanolo dagli Stati Uniti verso l’Europa sono notevolmente aumentate: da un modesto 13 milioni di litri nel 2009 a oltre 1,1 miliardi di litri nel 2011″. Ogni litro di biofuel statunitense esportato è stata classificato come etanolo denaturato quando prodotto nonostante il 99% dello stesso arrivasse nei confini comunitari come “prodotto chimico”. Le nuove regole decise da Bruxelles impongono nuovi dazi che riappaiano lo squilibrio, fissando una tassa a questo tipo di miscele di 102 euro al metro cubo. “Il prodotto – si legge nel regolamento – è una semplice miscela di alcool etilico e benzina. La percentuale di benzina lo rende inadatto al consumo umano, anche se non ne impedisce l’uso per scopi industriali e deve essere classificato, quindi, il codice NC 2207 20 00, come alcool etilico denaturato”.











