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Quanto costa assicurare un’auto elettrica, ibrida o GPL?

Le auto elettriche, ibride e GPL fanno risparmiare sul carburante, ma anche sulle spese di assicurazione. Scopri quanto costa assicurare un veicolo green

Quanto costa assicurare un’auto elettrica, ibrida o GPL?

 

(Rinnovabili.it) – Oltre a dare un mano all’ambiente riducendo le emissioni nocive, con le auto elettriche si risparmia anche. Certo, non nel breve periodo, considerando l’alto investimento iniziale, ma a lungo termine sì. Oltre alla spesa del carburante, è possibile infatti risparmiare anche su altre voci di costo legate al possesso di una vettura, tra cui l’assicurazione e il bollo auto. E questo non solo con i veicoli elettrici, ma anche con quelli ibridi o alimentati a GPL. Se per quanto riguarda il bollo abbiamo già specificato chi è esente e per quanto tempo, oggi vogliamo invece parlare di assicurazione auto. Con l’aiuto degli esperti del comparatore di assicurazioni auto SuperMoney abbiamo quindi selezionato le tre compagnie migliori per chi vuole assicurare un’auto elettrica, un’ibrida o un’auto GPL.

 

Il confronto è stato eseguito prendendo come profilo di guidatore un 40enne di Milano, assicurato in CU 1 da più di un anno. L’utilizzo dell’auto è sia per lavoro che per il tempo libero e si ipotizza che il proprietario abbia un box privato dove custodire la vettura durante la notte. I prezzi delle polizze sono inoltre considerati per vetture nuove, appena acquistate, e per la sola rca (niente garanzie accessorie). Per tutte le polizze sono previsti i massimali di 1mln di euro per danni a cose e di 5mln per danni a persone, come stabilito dalla Legge.

 

Quanto costa assicurare un’auto elettrica?

Come auto elettrica abbiamo preso ad esempio la Nissan Leaf Visia Flex (a partire da 23,910€).  Ecco i tre risultati migliori:

 

  • Ben, marchio di Direct Line, propone una polizza da 300,26€. È possibile attivare e gestire l’assicurazione 100% online, ma con la garanzia di poter fare affidamento al servizio di Assistenza Sinistri di Direct Line in caso di incidente.
  • Direct Line offre invece una polizza leggermente più cara, da 333,22€ l’anno.
  • Zurich Connect, compagnia online del Gruppo Zurich, offre invece una polizza più cara, da 490 ,99€.

 

Quanto costa assicurare un’auto GPL?

Come auto GPL abbiamo preso a modello una Ford Fiesta 1.4 GPL a 5 porte (a partire da 15.000€), sempre nuova. In questo caso, il costo del premio annuale sale parecchio, avvicinandosi di più alle tradizionali auto a benzina. Ecco i tre risultati migliori:

 

  • Al primo posto c’è ancora Ben, il marchio 100% online di Direct Line, con una polizza da 433,50€.
  • Quixa, la compagnia online del gruppo AXA, offre invece una polizza dal costo annuale di 552€.
  • Al terzo posto in ordine di convenienza abbiamo invece Linear, con una polizza da 138,95€. Questa assicurazione è l’unica a prevedere un massimale unico di 6 milioni di euro per danni a cose e persone.

 

Quanto costa assicurare un’auto ibrida?

Come auto ibrida abbiamo scelto la Toyota Auris Touring Sports 1.8 Hybrid (a partire da 25.000€), con doppia alimentazione elettrica e benzina. Qui il costo delle polizze aumenta un po’ rispetto a quelle elettriche, ma niente a che vedere con quelle necessarie per assicurare un’auto GPL. Ecco i tre prodotti più convenienti:

 

  • Ben di Direct Line è sempre al primo posto, con una polizza auto da 327,82€ l’anno.
  • Direct Line è leggermente più cara, con una polizza dal costo annuale di 359,82€.
  • Quixa, del Gruppo AXA, propone infine una polizza auto da 504€ all’anno.
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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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