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CityLife, un quartiere a emissioni zero

CityLife sarà il primo insediamento nella città di Milano ad avere un sistema di riscaldamento e raffreddamento a emissioni zero, senza alcun tipo di combustione. L’accordo relativo all’alimentazione energetica del nuovo quartiere in corso di realizzazione nell’area dell’ex Fiera, è stato firmato oggi da CityLife e A2A, attraverso A2A Calore & Servizi, la società del gruppo che si occupa di teleriscaldamento.
I contenuti dell’accordo sono stati illustrati da Giuliano Zuccoli, Presidente del Consiglio di Gestione di A2A, e da Claudio Artusi, amministratore delegato di CityLife, alla presenza dell’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli.

Nel quartiere di CityLife non saranno installate caldaie convenzionali a gas, a garanzia non solo della tutela ambientale ma anche della sicurezza. L’acqua calda sarà fornita da A2A tramite un collegamento con la rete di teleriscaldamento proveniente dal termovalorizzatore Amsa di Figino – Silla 2. L’acqua di risulta del sistema di riscaldamento e condizionamento delle residenze sarà riciclata per l’irrigazione del parco, delle aree verdi condominiali e per gli scarichi dei servizi igienici, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse disponibili.

“Citylife anticipa alcuni degli elementi cardine del Piano di Governo del Territorio – ha affermato Masseroli – costituendo un esempio per le future realizzazioni urbanistiche e per la rigenerazione del patrimonio esistente. L’Amministrazione comunale intende infatti perseguire una vera sostenibilità attraverso due parole d’ordine: emissioni zero e riduzione dell’impronta ecologica, per passare dall’ecologia del no, all’ecologia del come”.
“Questa importante iniziativa – ha sottolineato Giuliano Zuccoli – si inquadra nell’ambito del progetto di sviluppo pluriennale del teleriscaldamento che A2A, con il forte sostegno dell’Amministrazione comunale, ha in corso di realizzazione sul territorio del Comune di Milano”.

“Siamo soddisfatti di aver raggiunto questo accordo con A2A – ha detto Claudio Artusi – perché ci consente di perseguire appieno l’obiettivo di fondo dell’intera progettazione di CityLife, ovvero il massimo rispetto dell’ambiente, attraverso un mix di risorse rinnovabili, scelte impiantistiche altamente efficienti e riduzione degli sprechi”.

A CityLife l’attenzione all’ambiente si concretizzerà anche attraverso la realizzazione di un grande parco pubblico di 165.000 mq, il terzo nel centro di Milano. Il parco ospiterà 2.000 nuovi alberi scelti sulla base della loro capacità di favorire la biodiversità. Si calcola che quest’area consentirà l’assorbimento di oltre 60.000 kg/anno di CO2 e 800 kg/anno di inquinanti atmosferici.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.