Negli stand di Ginevra quest'anno sostenibilità faceva rima con elettricità. Infatti moltissime delle nuove proposte delle case automobilistiche erano modelli con propulsori elettrici o ibridi.
“Mi piace guidare e lo dico senza avere la coscienza sporca”. Così ha esordito la presidente della Confederazione Elvetica, Doris Leuthard, giovedì scorso all’inaugurazione dell’80° Salone dell’Auto di Ginevra. Insomma ha voluto chiarire che per lei l’automobile “è soprattutto sinonimo di libertà e un fattore indissociabile della nostra società”.
Questa dichiarazione è particolarmente significativa. Se il presidente, ancora non cinquantenne, di una nazione, per certi versi ritenuta molto civile, sente la necessità di proclamare il suo piacere per la guida sottolineando di non vergognarsene, vuol dire che ormai è sta passando il concetto che “guidare significa un po’ inquinare”. E dichiarazioni di questo tipo probabilmente sono dovute ad una sorta di senso di colpa, magari latente o probabilmente inconscio, che, con i guai ambientali che incombono sul nostro pianeta, non è per niente campato in aria.
A riprova di ciò anche le case automobilistiche, come già al Salone di New Delhi e a quello di Detroit, hanno schierato il meglio possibile in fatto di mobilità sostenibile. A Ginevra quindi fuori tutto quello che è stato realizzato, progettato o anche solo previsto per il futuro. Insomma gli attori principali di questo settore, i costruttori d’auto, spingono l’acceleratore sulle caratteristiche “verdi” dei loro modelli, nei Saloni come nella comunicazione pubblicitaria. Qui soprattutto non contano più argomenti come le prestazioni o la sicurezza (come avveniva tra gli anni ‘70 e i ’90). Oggi si parla di consumi, di economicità di gestione, ma soprattutto dell’auto come un prodotto pulito che rispetta la natura, le cui emissioni sono al di sotto di quelle previste per legge, le cui varie componenti sono riciclabili e che nel futuro ci regalerà una mobilità a impatto zero.
Ma a Ginevra la parolina magica che di solito ricorre in tutte le manifestazioni motoristiche, convegni, incontri e presentazioni, era assente. L’idrogeno, quel ‘miracoloso vettore’ che quando viene usato rilascia come emissioni nient’altro che vapore acqueo, non era sul trono di Ginevra. Questa volta era il turno dell’energia elettrica in modalità più classica. Infatti, questa propulsione è stata quella più esibita e che ha catalizzato l’attenzione di media e visitatori.
Anche propulsione elettrica vuol dire impatto zero, nessuna emissione. Anche se il problema viene spostato a monte (come viene prodotta l’elettricità che fa camminare queste auto, con fonti rinnovabili o con quelle fossili?) e a valle si presenta l’assenza di una rete distributiva, per di più ancora oggi non programmata (almeno nel nostro Paese).
Va premesso comunque che molte case automobilistiche non hanno pronto uno o più modelli a propulsione ibrida, elettrica o a idrogeno da commercializzare a breve. Quelle esposte a questi saloni sono spesso delle “concept car”, ancora sperimentazioni lontane dalla produzione di serie. Altre volte si tratta di programmi a breve scadenza con l’immissione sul mercato di modelli equipaggiati da propulsori tradizionali, che prevedono tutt’al più la possibilità di utilizzare, oltre al carburante tradizionale, anche il Gpl o il metano. Certo, a questo si abbina l’affinamento tecnologico che permette di ottenere un rendimento maggiore da motori di piccola cilindrata, con consumi ed emissioni inferiori. Anche così si riducono CO2, PM10 e gas serra vari. Ma non è la strada per arrivare alle emissioni zero. E’ certo un modo per le case di presentarsi con modelli meno inquinanti, ma senza investire ingenti capitali, soprattutto in un periodo di crisi che, come altri, sta colpendo anche il settore automobilistico.
Ma vediamo, di citare alcuni tra i modelli più interessanti in mezzo a tante novità delle grandi case. Quella che segue non vuole quindi essere una panoramica esaustiva, ma la segnalazione di talune fra le varie soluzioni che all’esposizione elvetica ci hanno colpito di più in tema di mobilità sostenibile.
h4{color:#D3612B;}. Nissan
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Altra novità, lo studio “A1 e-tron”, una compatta a propulsione elettrica, dopo le due sportive Audi e-tron viste ai Saloni di Fracoforte e Detroit. La nuova A1, è dotata di un piccolo motore Wankel monorotore, che mette in moto un generatore capace di erogare 15 kW. A 5.000 giri (circa 20 CV) ricarica le batterie dell’A1 per un’autonomia di circa 600 km. Il suo consumo è di circa 2 litri ogni 100 km, con emissioni di CO2 pari a 45 g/km.
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