• Articolo New Haven, 2 febbraio 2012
  • La nuova specie scoperta nel 2008 da alcuni studenti dell’università statunitense di Yale

    Alla plastica ci pensa il fungo!

  • Secondo un recente studio, la “Pestalotiopsis microspora” è in grado di degradare il poliuretano sia in ambiente aerobico che privo di ossigeno

Un biorisanatore naturale capace di mangiare letteralmente la plastica: stiamo parlando del Pestalotiopsis microspora una specie particolare di fungo che – secondo uno studio pubblicato recentemente dalla rivista Applied and Environmental Microbiology – è capace di degradare il poliuretano, un materiale noto per la sua versatilità, economicità ma, soprattutto, per la sua non riciclabilità.

In particolare, questa forma biologica, scoperta durante una spedizione nella foresta amazzonica da alcuni studenti dell’università statunitense di Yale, è in grado di sopravvivere con una dieta a base di sola plastica sia in ambiente aerobico che privo di ossigeno. Le proprietà di questa specie fungina potrebbero quindi essere molto utili nel campo del biorisanamento – ossia il processo di depurazione del suolo ad opera di microrganismi, batteri o funghi – dove, ad esempio, si avrebbe senz’altro una ricaduta positiva nel processo di bonifica dei fondali di discarica, dove gli “spazi”, solitamente, sono privi di ossigeno. Il nuovo super-fungo porterà certamente ad ottimi risultati nel campo della sostenibilità dei rifiuti e dello sviluppo ecologico: “Il micro-organismo – sostengono gli esperti – è una promettente fonte di biodiversità da tenere d’occhio per queste proprietà metaboliche, utili per il biorisanamento. Nel futuro, i nostri smaltitori di rifiuti potrebbero essere semplicemente campi di funghi voraci”.

 

(Matteo Ludovisi)