• Articolo Washington, 28 gennaio 2016
  • Le nuove mappe del WRI non lasciano dubbi

    Deforestazione: il 90% degli alberi viene da foreste naturali

  • Le piantagioni intensive non vengono quasi mai coinvolte: a subire il fenomeno della deforestazione sono gli alberi più preziosi

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(Rinnovabili.it) – La perdita di copertura arborea nei Paesi tropicali riguarda nove volte su dieci piante provenienti da foreste naturali, non da piantagioni. La deforestazione sta dunque colpendo in massima parte zone verdi fondamentali per la sopravvivenza degli ecosistemi e delle specie che vi abitano.

Lo ha scoperto una nuova indagine del World Resources Institute, condotta insieme alla ONG russa Transparent World. La ricerca ha prodotto una serie di mappe, che per la prima volta permettono ai ricercatori che monitorano le foreste di distinguere tra la copertura arborea naturale e le piantagioni di olio di palma, gomma o alberi da legno.

I dati rivelano che in Brasile, Colombia, Liberia e Perù, oltre il 90% degli alberi cancellati nel 2013 e 2014 provenivano da foresta naturale. Secondo Rachel Petersen, analista del WRI, tutto ciò è «sorprendente e un po’ inquietante, e ci mostra quel che è in gioco in questi quattro Paesi. Dovremmo essere preoccupati per come le piantagioni espanderanno nelle aree occupate da foreste naturali».

 

Deforestazione il 90 degli alberi viene da foreste naturali

 

Petersen chiarisce infatti che queste ultime danno molti più benefici al clima, l’acqua e la biodiversità di quanto le piantagioni artificiali potranno mai fare. Una foresta naturale è un complesso sistema con capacità autorigenerative, un microclima complesso e una grande varietà di piante e animali. Nelle piantagioni intensive, al contrario, trionfa la monocoltura e il trattamento con fertilizzanti e pesticidi che uccidono l’ecosistema. Le piantagioni di alberi si distinguono in genere dalle foreste naturali perché sono disposte su linee geometriche. Vi è qualche controversia sul significato del termine “piantagione di alberi”, dal momento che alcune si fondono tra loro o con le foreste naturali. I ricercatori hanno deciso di utilizzare la definizione della FAO di «foreste piantate» per distinguerle da quelle naturali.

Ormai, queste coltivazioni costituiscono il 7% della copertura forestale del mondo, secondo i ricercatori. Le mappe coprono 45,8 milioni di ettari di piantagioni in Brasile, Cambogia, Colombia, Indonesia, Liberia, Malesia e Perù. In particolare, quasi un terzo della superficie della Malesia è coperto da piantagioni intensive, che in Indonesia occupano invece il 13% del territorio. A dominare è la coltivazione di palma da olio, seguita dalla gomma.

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