• Articolo Tuticorin, 9 aprile 2013
  • Nello stato indiano del Tamil Nadu

    Sospetta fuga tossica dalla fonderia di rame più grande dell’India

  • Il 23 marzo gli abitanti di Tuticorin hanno accusato gravi disturbi respiratori, dovuti probabilmente alle emissioni della fonderia

Sterlite, sospetta fuga tossica(Rinnovabili.it) – In un nebbioso sabato mattina, nella città portuale di Tuticorin nel sud dell’India, una casalinga di 32 anni – A. Puneeta, come riporta Reuters – stava lavando i piatti quando all’improvviso la sua gola inizia a bruciare; senza riuscire a respirare e in preda al panico si precipita dai vicini per cercare aiuto. “Abbiamo subito pensato che si trattasse di una fuga di gas, ma poi è iniziata a circolare la voce che la causa di tutto fosse da imputare alla Sterlite”, ha affermato Puneeta.

Si riferiva alla fonderia di rame delle Sterlite Industries, branca del gigante minerario Vedanta Resources, che ha negato con forza ogni responsabilità per le emissioni registrate a Tuticorin sabato 23 marzo. Eppure altri residenti raccontano di aver visto foglie di piante ed alberi appassire e cadere davanti ai loro occhi.

Da anni nella città portuale si dibatte sull’opportunità di chiudere la fonderia: da un lato c’è chi sottolinea che la Sterlite, con i suoi 4.000 impiegati, è fondamentale per l’economia locale, dall’altro chi – soprattutto pescatori ed agricoltori – mette in evidenza i numerosi pericoli per la salute e i danni ambientali che l’industria causa su tutta la zona.

 

La Sterlite è già stata condannata al pagamento di 15,5 milioni di euro per l’inquinamento

La Commissione per il controllo dell’inquinamento del Tamil Nadu ha chiuso la fonderia fino a nuovo ordine, dal momento che il sensore della ciminiera ha registrato quel sabato mattina livelli di anidride solforosa che superavano del doppio le concentrazioni consentite per legge. Eppure il direttore generale della Sterlite, D. Dhanavel, nega ogni responsabilità della fonderia, dal momento che l’impianto era stato messo in funzione dopo due giorni di manutenzione e non stava producendo rame; di conseguenza, ha dichiarato Dhanavel, gli elevati livelli di anidride solforosa registrati sarebbero da imputare al fatto che i dipendenti stavano ricalibrando i sensori in seguito alla manutenzione.

La settimana scorsa, proprio pochi giorni dopo le sospette emissioni tossiche, gli ambientalisti hanno ottenuto una vittoria importante dopo una battaglia legale che durava oramai da diversi anni: la Corte Suprema dell’India ha condannato la Sterlite al pagamento di una multa di circa 15,5 milioni di euro per l’inquinamento dell’area, dell’acqua e del suolo prodotto dopo 15 anni di abusi ambientali documentati da un Rapporto dello stesso governo.

Intanto oggi la Corte Ambientale ha rinviato al 12 aprile l’udienza che dovrebbe autorizzare la riapertura della fonderia in seguito alla fuga sospetta di gas: gli ambientalisti e il mercato mondiale del rame dovranno restare col fiato sospeso ancora per tre giorni.