• Articolo Exeter, 22 ottobre 2012
  • Uno studio dell'Università di Exeter

    L’allarme pesticidi minaccia le colonie di bombi

  • Limitare il quantitativo di pesticidi servirà a salvaguardare la salute delle colonie di bombi e, di conseguenza, la sicurezza alimentare del pianeta

(Rinnovabili.it) – Impollinazione a rischio a causa dell’intenso utilizzo di pesticidi. Questo l’allarme lanciato lo scorso anno dalle Nazioni Unite, un’allerta che mette in guardia circa la progressiva scomparsa dei bombi, certificata da un nuovo studio britannico,  la cui capacità di raccogliere polline starebbe riducendosi a causa degli agenti chimici presenti nei campi.

L’Onu ha indicato nel 2011 che a causa delle riduzione dell’impollinazione è a rischio un terzo della produzione alimentare vegetale mondiale, soprattutto in Nord America e in Europa.

 

Per valutare l’intensità del danno scienziati britannici hanno esporto 40 colonie di bombi alle stesse quantità di pesticidi presenti nei campi, neonicotinoidi e piretroidi, per quattro settimane. I neonicotinoidi, a base di nicotina, sono prodotti chimici utilizzati per proteggere le colture da cavallette, afidi e altri parassiti.

 

“L’esposizione cronica … danneggia il naturale comportamento alimentare dei bombi lavoratori aumentandone la mortalità, con conseguente significativa riduzione nello sviluppo della covata e del successo colonia”, hanno scritto gli scienziati nella relazione pubblicata ieri sulla rivista.

 

L’esposizione combinata ad entrambi i pesticidi aumenta quindi il rischio di fallimento delle colonie secondo quanto formulato dai ricercatori della Royal Holloway di Londra, colonie di insetti che, secondo le stime dell’Onu, avrebbe un valore economico stimato in 200 miliardi di euro se si tiene conto non solo di api e bombi, ma se si valuta anche il ruolo di farfalle, coleotteri e uccelli.

 

Studi precedenti, ha chiarito Juliet Osborne dell’Università di Exeter, hanno preso in considerazione prevalente le singole api, mentre valutare le reazioni delle colonie, delle larve e di insetti adulti ai pesticidi ha fatto scoprire nuove criticità da tenere in considerazione. Ma mentre le api si riuniscono in colonie di migliaia di esemplari, ha spiegato la ricercatrice, è importare ricordare che i bombi hanno colonie di solo alcune decine di insetti. Da qui una limitata diffusione della mortalità rispetto a quando un agente patogeno colpisce una colonia di api. “Gli effetti a livello individuale possono avere un importante effetto moltiplicatore a livello di colonia. Questa è la novità dello studio” ha detto la Osborne.

Il numero medio di api andate perse nella sperimentazione – sia decedute nella scatola di nidificazione che mai tornate – era di circa i due terzi del totale per le api esposte a una combinazione dei due pesticidi nei confronti di un terzo, esposto a nessuno dei due.

Di contro dei bombi esposti ad una combinazione di pesticidi circa la metà è riuscito a raccogliere polline, utilizzato come alimento. Essi hanno inoltre dedicato un numero maggiore di operai alla raccolta di cibo.