• Articolo Saline Joniche, 4 maggio 2012
  • Nell'ambito del mese per la salvaguardia delle coste italiane

    WWF: i calabresi dicono no alla centrale a carbone Repower

  • Un problema per il paesaggio, per le coste, per la salute e per l’ambiente. Così i calabresi descrivono la minaccia della costruzione della centrale elettrica a carbone di Repower

(Rinnovabili.it) – Nel mese della campagna del WWF Italia “Un mare di oasi per te” l’Associazione non dimentica le criticità del paese e si concentra su una delle questioni più scottanti del momento: la costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche in Calabria.

Per far capire alla società costruttrice svizzera Sei-Repower che non si può prescidenre dall’opinione e dagli interessi della popolazione locale, il WWF ha condotto un sondaggio che, intervistando chi a Saline ci vive o ci lavora, ha evidenziato che il 61% dei calabresi che ha partecipato all’intervista si è dichiarato contrario (di cui il 37% molto contrario) alla costruzione dell’impianto. Le preoccupazioni principali sono per la salute delle persone e per le conseguenze ambientali (65%) mentre il 61% dei pareri si è concentrato sull’impatto della struttura sulle coste e sul paesaggio.

“La popolazione calabrese si è dimostrata molto più avanti di chi crede che il carbone abbia ancora un futuro come fonte di energia e ha detto chiaramente di voler tutelare il clima globale, le proprie coste e la salute dell’ambiente e dei cittadini” afferma Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, che continua: “A questo punto chiediamo con forza al responsabile della Repower Kurt Bobst di prendere atto di quello che pensano anche i cittadini calabresi e di mantenere la parola data ritirando in maniera definitiva il progetto Saline Joniche. Il carbone e una nuova centrale, nella realtà energetica italiana, non hanno senso. L’Italia, con una potenza installata che già supera i 106.489 MW, a fronte di una punta massima della domanda di 56.822 MW, ha una capacità sovrabbondante di produzione di energia elettrica, tanto che le centrali esistenti funzionano a scartamento ridotto. La vera sfida è puntare su modello energetico centrato sul risparmio, l’efficienza e le fonti rinnovabili”.

Sarebbe invece solo il 26% degli intervistati a dichiararsi favorevole alla centrale.

Proprio a questi dati fa appello il WWF che tiene conto dell’opinione tempo fa espressa dal dirigente della Repower convinto che sia importante non andare contro il volere del popolo affermando che “contro il chiaro volere della popolazione non si possono realizzare progetti infrastrutturali di tali dimensioni”. “Finora la SEI-Repower non ha voluto affrontare la realtà dei fatti” dichiara Beatrice Barillaro, presidente del WWF Calabria. “Ora questi numeri la inchiodano alle proprie responsabilità. Se la Repower non vuole continuare a danneggiare la propria reputazione condannando la Calabria a rimanere ancorata a scelte energetiche del passato, non rimane che il ritiro del progetto. Del resto, ci sarebbe altro da fare: la Calabria ha una forte vocazione per le fonti rinnovabili in particolare solare, eolico e correnti marine.”