• Articolo Roma, 10 novembre 2017
  • Firmata la Strategia energetica nazionale: 175mld di investimenti

  • Abbandono del carbone entro 2025, 28% di rinnovabili nei consumi 2030, tanto gas e 175 mld di investimenti: questi i punti salienti della SEN 2030, il cui decreto è stato firmato oggi da Calenda e Galletti

Strategia nazionale energetica SEN 2030

 

Firmato il decreto sulla Strategia Energetica nazionale 2030

(Rinnovabili.it) – Allineare i prezzi del gas a quelli europei, contenere la spesa energetica di famiglie e imprese, azzerare l’uso carbone, aumentare l’efficienza energetica nel settore residenziale e dei trasporti. Questi i principali obiettivi della Strategia energetica nazionale SEN 2030 (qui il testo integrale), presentata ufficialmente oggi a Roma dal ministro dello Sviluppo Carlo Calenda e da quello dell’Ambiente Gian Luca Galletti. L’atteso documento di programmazione ha, da ogg,i la sua forma finale: quella di un decreto interministeriale – firmato in diretta streaming dai due ministri – in cui si dettano i passi italiani da compiere da qui al 2030, con uno sguardo anche all’impegno energetico 2050.

 

Competitività, sicurezza e ambiente sono i tre driver su cui si muove il provvedimento che – sottolineano Calenda e Galletti – contiene unicamente indirizzi d’azione, delegando i vari strumenti attuativi a successive leggi e norme. “Questo lavoro è punto di partenza, da qui ad allora bisognerà avere altri strumenti”. Uno di questi, forse il più importante, è la strategia clima energia che dovrà essere redatta dal Governo entro il 2018.

 

Il ruolo del gas naturale

Il grande protagonista, inutile nasconderlo, è il gas naturale: per il Governo si tratta dell’energia di transizione con cui assicurare la decarbonizzazione del sistema mantenendo flessibilità e sicurezza.

Per questo uno degli elementi su cui si lavorerà è il corridoio di liquidità, ritenuto l’elemento chiave per  abbattere il gap di prezzo esistente tra nord Europa e Italia. L’Italia dovrà lavorare sulla diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento del gas.

Spazio ovviamente anche al nuovo capacity market italiano su cui si aspetta l’ultimo passaggio su Bruxelles “Siamo pronti a lanciare il mercato della capacità – spiega Calenda – […] negli anni scorsi  la dismissione di capacità produttiva nell’elettrico è stata una dismissione potente e ciò ci mette in una situazione di cautela, non di rischio ma di cautela”.

 

Le rinnovabili e l’efficienza energetica

Il documento fissa al 2025 il phase out del carbone, ossia la dismissione graduale, e traccia sommariamente la strada verso una decarbonizzazione totale del paese: l’Italia dovrà tagliare le sue emissioni del 39% al 2030, e del 63% al 2050, rispetto ai livelli dl 1990. “Per la prima volta – commenta Galletti – la parte ambientale entra in uno strumento di programmazione della competitività economica, l’ambiente è diventato un driver di questo processo”.

Le rinnovabili avranno il loro spazio, soprattutto eolico e fotovoltaico perché sono le due fonti che “hanno già raggiunto la grid parity”. Quanto crescerà l’energia pulita? “Noi abbiamo già raggiunto gli obiettivi UE al 2020 – aggiunge il ministro dell’ambiente – il tendenziale, in assenza politiche virtuose, ci permetterebbe di arrivare ad 22% al 2030”, con le nuove policy arriveremo invece al 28% di energie rinnovabili 30 (FER elettriche pari al 55% del consumo interno lordo di elettricità). Gli strumenti chiave per raggiungere il target saranno le aste tecnologicamente neutre e gli interventi di repowering.

Aumenterà anche l’efficienza energetica puntando ad una riduzione dei consumi finali di energia nel periodo 2021-30 pari all’1,5% annuo dell’energia media consumata nel triennio 2016-2018. L’efficienza, assieme alle FER, sara un elemento fondamentale per ridurre la dipendenza dall’estero. L’obiettivo, riportato nella strategia energetica nazionale, è riuscire a portare la quota di fabbisogno energetico coperta dalle importazioni dal 75% attuale al 64%.

 

Strategia nazionale energetica SEN 2030

 

 

Gli investimenti della SEN 2030

Per realizzare tutto ciò la SEN 2030 prevede un investimento complessivo di 175 miliardi di euro: di questi 30 miliardi saranno destinati a reti ed infrastrutture, 35 andranno alle fonti rinnovabili e il resto servirà a sostenere l’efficienza energetica, in particolar modo nel settore residenziale e in quello dei trasporti.

Rimane ancora tutto incerto, invece, sulla mobilità elettrica. Calenda ha annunciato la possibilità di incentivi  per svecchiare il parco circolante, possibilità su cui si sta ancora  discutendo assieme al Parlamento. “È un tema delicato perché la fonte finanziaria individuata, che poteva essere una componente bolletta, è forte, quindi abbiamo chiesto al Parlamento un’ampia condivisione delle forze politiche”.

 

7 Commenti

  1. Fabio Capelli
    Posted novembre 13, 2017 at 9:35 am

    Adesso bisogna eliminare le centrali a carbone,non nel 2025!!! Nel 2025 è troppo tardi!!!

    • Biagio De Marzo
      Posted novembre 23, 2017 at 6:16 pm

      Non so lei di cosa si occupi, ma le chiedo lo stesso se sa cosa significhi chiudere adesso le centrali a carbone, senza che siano pronte e disponibili i corrispondenti quantitativi di energia rinnovabile.

  2. Biagio De Marzo
    Posted novembre 23, 2017 at 6:18 pm

    Senza aspettare l’equivalente energia rinnovabile?

  3. Stefano Miotto
    Posted novembre 25, 2017 at 9:24 am

    Il Gas naturale é la non rinnovabile con più basse riserve accertate. Per diversificare si necessita di costi notevolissimi (degasificatori, gasdotti etc) il cui tempo di ammortamento, sarà ridottissimo.
    Gli impianti di produzione di energia elettrica a gas riescono ad essere competitivi solo se abbinati alla cogenerazione. Diamoci una risposta…a chi giova il gas in Italia?

  4. Stefano Miotto
    Posted novembre 25, 2017 at 9:30 am

    Il gas naturale é la fonte NON rinnovabile con meno risorse accertate, la diversificazione richede costi fissi notevoli: degasificatori, metanodotti (sottomarini e non), navi gasiere…Gli impianti di produzine di energia elettrica a gas non sono competitivi con altri neppure se combinati con la cogenerazione….Vi siete chiesti a chi giova?

  5. Joe Bab
    Posted novembre 26, 2017 at 7:13 pm

    Non si capisce perché non vengano incentivati i piccoli impianti fotovoltaici domestici. Potrebbero ridurre notevolmente il prelievo di energia dalla rete contribuendo alla risoluzione del problema energetico.

  6. Calistri Antonio
    Posted novembre 27, 2017 at 8:15 am

    Perché non viene mai evidenziato che i valori di potenza installata per eolico e fotovoltaico sono valori DI PICCO per cui la disponibilita di potenza effettiva è pari al 25% di quella dichiarata?
    Perché non si parla mai di incremento dell’idraulico, magari con rilancio da un bacino all’altro? Oltretutto l’idraulico consentirebbe di utilizzare i bacini per la regolamentazione del deflusso delle acque. E’, forse, il retaggio del Vaiont?
    Forse è una mia lacuna perché non ho letto il testo del SEN?

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