• Articolo New York, 30 agosto 2012
  • Il progetto per la LowLine prevede la trasformazione di una vecchia stazione sotterranea in un parco

    New York: completata la raccolta fondi per la Low Line

  • In costruzione il modello in scala reale del futuro “parco sotterraneo” che accoglierà numerose specie vegetali in un ambiente sostenibile illuminato da innovativi “tunnel solari”

(Rinnovabili.it) – Dopo lo spettacolare progetto per la High Line di New York, la celebre riqualificazione del vecchio tracciato ferroviario in un nuovo suggestivo parco lineare con tanto di infrastrutture, il sogno per la “Low Line” si avvicina sempre più al suo compimento.

Negli ultimi mesi dello scorso anno era stata infatti presentata la proposta per la trasformazione della vecchia stazione sotterranea della metropolitana di Delancey Street, in un grande parco ipogeo destinato a rivitalizzare l’intero quartiere della Lower East Side. Il progetto dell’architetto James Ramsey della RAAD era stato accolto con entusiasmo, lasciando però spazio ad alcuni dubbi di carattere finanziario, legate cioè all’effettiva possibilità di reperire tutti i fondi necessari al suo completamento. Venne così promossa una campagna di sensibilizzazione per coinvolgere nel progetto eventuali investitori culminata circa un mese fa con il lancio della raccolta fondi “75.000$ in 75 giorni”: un’impresa all’apparenza impossibile, ma che alla fine ha raggiunto gli obiettivi prefissati.

Nella giornata di ieri, l’architetto Ramsey, ha finalmente dato il via ai lavori di realizzazione di un modello in scala reale del futuro parco sotterraneo, per il momento ospitato all’interno dell’Essex Street Market. Pur essendo destinato ad estendersi sotto la superficie del terreno, il futuro parco della Low Line si prospetta rigoglioso, ricco di specie vegetali e, paradossalmente, molto luminoso. L’idea dei suoi creatori si ispirata direttamente alle antiche tradizioni delle piramidi egiziane e prevede l’introduzione di una numerose serie di “tunnel solari“, in grado attraverso un gioco di specchi, di convogliare i raggi luminosi di superficie fino alla profondità necessaria, applicando un ulteriore filtro infrarosso per escludere i raggi UV nocivi mantenendo la lunghezza d’onda necessari per attivare la fotosintesi. Percorsi punteggiati da fibre ottiche, fontane alimentate grazie all’acqua piovana ed all’eergia del sole, ampi spazi verdi, potrebbero trasformare gli oltre 2.000 acri (circa 8.000 mq) della vecchia stazione metropolitana, in un centro nevralgico della vita pubblica.

Come accadde anche per la “High Line” non tutta la cittadinanza è favorevole al progetto, sollevando le critiche dei più tradizionalisti che interpretano queste riqualificazioni, come una “cancellazione dei caratteri proprie del quartiere”. Il modello fac-simile dovrebbe essere completato entro settembre per celebrare il primo anniversario dalla data di presentazione del progetto.