• Articolo Oslo, 15 giugno 2015
  • La Norvegia battezza Ampère, primo traghetto elettrico al 100%

  • Nato dalla collaborazione fra Siemens e Fjellstrand il battello è dotato di batterie in grado di ricaricarsi in appena dieci minuti

La Norvegia battezza Ampère, primo traghetto elettrico al 100%

 

(Rinnovabili.it) – E’ entrato in servizio, proprio in questi giorni, Ampère, il primo traghetto elettrico al 100% mai realizzato al mondo. Il battesimo dell’acqua lo ha ricevuto in Norvegia dove il battello sta dando già prova delle sue capacità, facendo sponda tra i moli delle città Lavik e Oppedal nel Sognefjord. Affidandosi solo all’energia del suo pacco batterie, Ampère affronta il tragitto 34 volte al giorno ad una velocità di 10 nodi, con 360 passeggeri e 120 veicoli a bordo. Progettato e costruito dal cantiere Fjellstrand, il traghetto elettrico è nato da un concorso indetto dal Ministero dei Trasporti norvegese, a quei tempi in cerca di un nuovo design ecofriendly per il servizio su la rotta tra le due cittadine.

 

 

A decretarne la vittoria su tutte le altre proposte sono state soprattutto le sue peculiarità: il battello è stato dotato di due motori elettrici da 450 kW messi a punto da Siemens e batterie agli ioni di litio da 1MWh appositamente progettate per il ferry. I sistemi d’accumulo vantano un ottimo rapporto peso/potenza, ma per rendere il tutto ancora più leggero i progettisti hanno impiegato l’alluminio come primo materiale per realizzare l’imbarcazione. Il risultato è che il mezzo pesa quanto un battello normale, nonostante le 10 tonnellate in più aggiunte dal pacco batterie.

 

Il vero fiore all’occhiello del nuovo sistema di trasporto è però il sistema di ricarica. Il dispositivo di energy storage garantisce  in realtà un’autonomia di poche ore e la rete elettrica della regione è relativamente debole. Ecco perché Siemens e Norled hanno deciso di installare tre pacchi batteria: uno a bordo del traghetto, e un ad ogni molo di modo che si carichino lentamente dell’energia di cui hanno bisogno, senza incidere sulle esigenze elettriche dei cittadini, e possano essere sostituiti all’occorrenza in meno 10 minuti. “Non volevamo – spiega Odd Moen, l’ingegnere di Siemens che ha lavorato al progetto – che ad ogni ricarica le lavatrici del villaggio smettessero di funzionare e i televisori si spegnessero a causa dell’arrivo del traghetto”. I primi giorni di viaggio hanno dimostrato che l’obiettivo era stato pienamente raggiunto

9 Commenti

  1. Ing Francesco Isola
    Posted giugno 27, 2015 at 12:05 pm

    Buongiorno ,
    la costruzione è veramente molto interessante .
    Possiedo una imbarcazione in alluminio sulla quale avevo pensato di istallare un sistrema a propulsione elettrica .
    E’ possibile conoscere qualche dettaglio tenico in più riguardo i motori e le batterie ?
    Cosa si sa dei costi ? Sono ancora assolutamente proibitivi e commercialmente inproponibili ?
    Grazie .
    Cordiali saluti .
    Francesco Isola

    • Giancarlo
      Posted maggio 11, 2016 at 9:03 pm

      Perchè non dotare il battello anche di turbine eoliche ad asse verticale e orizzontale, pannelli fotovoltaici e perchè no anche turbine marine

  2. redattore
    Posted agosto 21, 2015 at 10:57 am

    Gentile ingegnere,
    a questo link potrà trovare qualche informazione in più e, soprattutto, i contatti di chi in Siemens si occupa del progetto. Forse loro sapranno darle delucidazioni in merito.
    Un caro saluto

    http://www.siemens.com/press/en/pressrelease/?press=/en/pressrelease/2015/processindustries-drives/pr2015050200pden.htm&content=PD

  3. Ing Alviti Cristiano
    Posted agosto 23, 2015 at 12:43 am
  4. cristoforo
    Posted agosto 25, 2015 at 12:21 pm

    Progetto interessante, ma forse un po forzato. Ragioniamo un secondo sull’autonomia, con 900 kWatt di motori a piena potenza, considerando poi tutte le utenze a bordo ( aria condizionata, illuminazione, pompe, timonieria, cucina,computer di bordo, verricelli, etc) e volendo anche includere batterie di riserva credo che difficilmente si possa navigare per più di un ora. Magari per traghetti che fanno piccoli spostamenti, ad esempio isole vicine o piccoli stretti potrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione, ma per piccoli yacht credo sia completamente da escludere. Probabilmente nemmeno un diesel elettrico sarebbe conveniente considerando rapporto peso potenza e soprattutto costi benefici

    • Simone
      Posted dicembre 27, 2015 at 1:55 pm

      insomma hai detto niente eliminare migliaia di litri all’anno scaricati fra aria e acqua in località turistiche dove ad oggi si arriva solo con imbarcazioni alimentate a gasolio.
      isola d’elba, isola del giglio, eolie, la tratta calabria messina, laguna di venezia, e come in italia in tutto il mondo ci sono molte città dove i fiumi maggiori sono stati “modellati” in modo da poter essere risaliti e utilizzati come fossero semplici strade.
      Insomma mica male partire così.

  5. ivano
    Posted agosto 31, 2015 at 4:47 pm

    Io credo che finchè non si risolve il problema delle batterie, potenze proibitive non saranno utilizzate, se non forzatamente. Mio modesto e umile pensiero

  6. Giulio M.Pancaldo
    Posted dicembre 26, 2015 at 7:31 pm

    Abito in Sicilia,e precisamente in provincia di Messina.Penso che il Traghetto norvegese elettrico al 100/100,possa davvero essere una vera innovazione nei trasporti nello Stretto di Messina.
    Si potrebbe investire,subito, in questo senso,anzicchè pensare al “Ponte sullo stretto”.
    Buon Natale e Buon Anno!!!!!!!

  7. franco
    Posted dicembre 27, 2015 at 11:52 am

    L’installazione di pannelli fotovoltaici potrebbe aiutare a tenere in carica, anche parzialmente, le batterie, che ne dite?

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