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UE: si apre la terza fase del pacchetto “salva pianeta”

La Commissione Europea ritiene che l’ETS debba essere esteso ad altri comparti industriali. L’iniziativa rientra delle misure per lottare contro il cambiamento climatico entro il 2020

L’Unione Europea si appresta a definire la terza fase del pacchetto che mira a ridefinire il sistema europeo di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra, noto con la sigla ETS e lanciato nel 2005. Per questa fase, che dovrebbe essere adottata entro fine 2008, la Commissione Europea propone l’estensione di tale misura non solo ad altri comparti industriali, come l’industria chimica e quella dell’alluminio, ma anche l’inclusione di gas nocivi come il protossido di azoto. Iniziano tuttavia ad arrivare le prime proteste da parte dei Paesi dell’ex blocco comunista i quali hanno chiesto di rivedere a loro favore lo schema adottato. La proposta della Polonia, dove il carbone rappresenta ancora il 90% dell’energia, è che le grandi imprese energetiche ricevano gratuitamente permessi di CO2 allo scopo di evitare nuovi aumenti dei prezzi energetici, mentre l’Ungheria, sostenuta anche da Bulgaria, Estonia, Lituania, Lettonia, Romania e Slovacchia, ha insistito perchè l’Unione riconosca la storica riduzione di CO2 durante la fase di transizione dopo il crollo del comunismo. Attualmente il pacchetto dell’esecutivo europeo propone di destinare il 10% dei profitti realizzati dal sistema ETS nei Paesi più ricchi ai Paesi con il livello di ricchezza più basso, e secondo il commissario europeo Stavros Dimas “la cosa migliore” è che questo impianto venga mantenuto.