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Iveco e l’acquisizione da Tata. Presente e futuro visto da Massimiliano Perri, manager italiano del gruppo

Tra l'acquisizione da parte del gruppo indiano e le sfide del settore: le parole del DG Massimiliano Perri su elettrico, biometano e neutralità tecnologica

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Immagine di Paolo Travisi

Iveco a Ecomondo 2026: la fusione con Tata Motors e la sfida della transizione ecologica

La presenza di Iveco a Ecomondo 2026 è anche la prima occasione pubblica, per ribadire la nascita di un nuovo gruppo globale dell’autotrasporto. Poche ora prima, infatti, l’azienda di Torino ha reso ufficiale la fusione con l’indiana Tata Motors, che ha acquisito circa l’89% del gruppo italiano, la cui produzione resta nel capoluogo piemontese. “Tata è un gruppo enorme, da un milione di dipendenti, con Iveco andremo a fare un gruppo con oltre 20 miliardi di fatturato, 73 mila dipendenti, 25 centri di cerchi sviluppati in giro per il mondo” dice ai microfoni di Rinnovabili, Massimiliano Perri, Direttore Generale del Mercato Italia di Iveco, “ma soprattutto non è un’operazione da uno più uno, da un’azienda più un’azienda, è un’operazione che andrà a moltiplicare le nostre prospettive in giro per il mondo”. Insomma, l’obiettivo è sfruttare la complementarità per crescere su scala mondiale.

Il saluto del ministro Pichetto

Presente a Ecomondo 2026, anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in visita allo stand Iveco proprio nel giorno in cui è stata ufficializzata l’acquisizione da parte del gruppo indiano Tata. “Sono stato assessore negli anni passati a Torino e Iveco l’ho vissuta molto anche a livello affettivo, un fiore all’occhiello produttivo di questo paese. L’internalizzazione ha delle regole e chi è più anziano non sempre riesce a capirle, ma va bene così, perché l’internalizzazione serve a crescere” le parole del ministro che si è congedato da Iveco con in regalo un modellino di un camion del gruppo.

Immagine di Paolo Travisi

Numeri globali di Iveco

La nascita di questo nuovo gruppo ambisce a raggiungere i cinque continenti, 130 paesi, posizionandosi come il quarto operatore mondiale per volumi di truck venduti nel segmento superiore alle 6 TON. Secondo Perri “è un’ottima notizia, perché siamo in mezzo alla transizione ecologica, che richiede investimenti mostruosi, perché parallelamente abbiamo portato avanti lo sviluppo di tecnologie. La tecnologia tradizionale del diesel, e in parallelo bisogna sviluppare sia la parte elettrica che la parte a idrogeno. Far parte di un gruppo così grande ci darà le risorse necessarie per portare avanti il tema delle tecnologie in parallelo“.

A Ecomondo 2026, il gruppo italiano (ancora c’è una quota superiore al 10% che resta in Italia) ha sottolineato l’importanza di una strategia fondata sulla complementarità delle tecnologie e sulla capacità di rispondere alle esigenze concrete degli operatori. Infatti, per abbracciare pienamente la transizione energetica-ecologica, i costruttori di mezzi pesanti devono essere pronti anche a supportare servizi diversificate, dalla raccolta dei rifiuti ai servizi di igiene urbana fino alle attività municipali più specialistiche.

Manca la domanda di camion elettrici

Nonostante l’impegno verso la produzione industriale di mezzi a batteria, Perri evidenzia un problema comune a molti brand impegnati nella costruzione di veicoli adibiti al trasporto merci. “Manca la domanda perché probabilmente il prodotto non risponde alle esigenze complete dei nostri clienti. I veicoli elettrici sono mezzi eccezionali, con autonomie importanti, solo che in alcuni casi non possono essere definiti veicoli multiruolo, soprattutto in una gamma pesante dove il cliente si aspetta un truck con autonomia molto più estesa, tempi di carica molto più brevi. I veicoli elettrici vanno perfettamente per alcune mission, ma non sono ancora adatti per il lungo raggio, per cui c’è una domanda po’ latente, probabilmente anche legata al fatto di un’infrastruttura che ancora fa fatica a svilupparsi”.

Per rilanciare il settore, c’è grande attesa per il Fondo Autotrasporto, che favorirà il “ricambio del parco circolante ormai vecchio. In Italia, in un anno abbiamo immatricolato 60 mezzi elettrici. Ma entro i prossimi 3 anni dovremmo vendere quasi il 50% di prodotti in elettrico, quando oggi ne vendiamo 1 su 100 e non c’è domanda naturale. Questa sfida è un’incognita” ha detto ancora Perri in conferenza stampa a Ecomondo.

I “tre figli” di Iveco

Proprio in quest’ottica di flessibilità e pragmatismo rispetto alle diverse necessità operative dei clienti, Iveco ribadisce una visione strategica ad ampio raggio sulla decarbonizzazione: “Noi crediamo fortemente nella multitecnologia, nell’approccio neutrale tecnologico per raggiungere la decarbonizzazione, di conseguenza abbiamo tre figli che alleviamo in maniera parallela. La parte termica compatibile con il diesel HVO, che riduce fino al 70% l’emissione di CO2, abbiamo la gamma metano, e voglio sottolineare che il biometano è un prodotto nazionale che ci facciamo in casa dagli scarti e poi abbiamo tutta la trazione elettrica, nella gamma piccola, leggera e pesante. Per noi è il cliente che deve scegliere la tecnologia che meglio si sposa con la sua mission.”

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.